avv.Antonio Loconte
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Politica

Trani - Consiglio Comunale | E' già scontro sulle nomine: la maggioranza respinge la “linea della trasparenza” di Marinaro e Loconte

L'opposizione attacca il PD e il neo-sindaco dopo il "no" all'emendamento anti-parentopoli: "Il cambiamento sbandierato sui palchi è già finito".

Nemmeno il tempo di archiviare i festeggiamenti per l'insediamento che la nuova amministrazione guidata da Marco Galiano si trova già a fare i conti con le prime, roventi polemiche d'aula. Il terreno di scontro, da sempre uno dei più scivolosi della politica locale, è quello delle nomine e delle designazioni dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende e Istituzioni. A far saltare la pax istituzionale della prima seduta del 16 luglio 2026 è stato il secco "no" della maggioranza a un emendamento restrittivo presentato dall'opposizione. Un diniego che ha scatenato la durissima reazione dei banchi della minoranza, convinti che la proclamata "era del rinnovamento" sia, nei fatti, già partita con il piede sbagliato.

Il caso in aula: l'emendamento Marinaro
Il casus belli si consuma attorno al punto numero 8 all'Ordine del Giorno (Proposta 57.2026), relativo agli indirizzi per le nomine comunali, un testo rimasto sostanzialmente invariato da circa 11 anni. A scuotere le acque ci pensa il consigliere Giacomo Marinaro, capogruppo del movimento "Prossimamente" ed ex candidato sindaco, il quale presenta un emendamento volto a recepire a livello comunale i principi stringenti della cosiddetta "Legge Laricchia" regionale, introducendo al contempo un adeguamento tecnico per l'iscrizione nel registro dei revisori contabili per i membri dei collegi sindacali.
L'obiettivo dichiarato dell'emendamento era quello di introdurre criteri di massima trasparenza, ponendo rigidi paletti e incompatibilità su nomine di parenti, congiunti e affini, nonché limitazioni agli affidamenti diretti a familiari dei consiglieri comunali. Nonostante l'apertura tecnica del Segretario Generale — che ha ritenuto formamente corretta la precisazione sui revisori contabili — il muro della maggioranza si è alzato compatto. Giovanni di Leo (Lista PER) ha espresso contrarietà netta per divergenze politiche, mentre Nicola Ventura (PD) ha cercato di sfumare il dibattito parlando di "valutazioni differenti" e posizioni contrastanti in aula, senza però offrire una motivazione stringente al voto contrario. Il Presidente del Consiglio, Fabrizio Ferrante, ha infine blindato la votazione respingendo la possibilità di "spacchettare" l'emendamento, che è stato così bocciato in blocco dalla maggioranza.

Le scintille tra Loconte e il PD
Il voto contrario della maggioranza ha surriscaldato gli animi, trovando la sponda difensiva del capogruppo della Lista Giacomino Sindaco, l'avvocato Antonio Loconte. Loconte, che in aula aveva preannunciato il voto favorevole del suo gruppo facendo appello al "buon cuore" del Consiglio per evitare "la solita brutta figura", ha sferrato un attacco frontale al Partito Democratico. L'affondo di Loconte tocca il nervo scoperto della coerenza politica. Durante la campagna elettorale, infatti, i leader nazionali del centrosinistra — su tutti l'onorevole Boccia — avevano sfilato sui palchi locali parlando di legalità, trasparenza e "svolta morale", dipingendo spesso lo stesso Marinaro come un avversario da contrastare, dal palco pronuncio la parola "malaffare" . Il fatto che la maggioranza abbia respinto proprio una mozione sulla trasparenza presentata da Marinaro viene letto dall'opposizione come un paradosso politico insostenibile. La polemica è poi tracimata dall'aula ai social. Nelle ore successive al Consiglio, Loconte ha pubblicato un video al vetriolo in cui accusa apertamente i consiglieri di maggioranza di aver votato contro l'emendamento solo per "mettersi al riparo da eventuali rotture di scatole su nomine future". La stoccata finale è un parallelo storico-politico pesante: secondo l'esponente della minoranza, la neonata "era Galiano" non sarebbe altro che il proseguimento in continuità della passata e contestata "era Bottaro".
  • Ecco il testo integrale della dichiarazione video rilasciata da Antonio Loconte sui propri canali social all'indomani del Consiglio Comunale:

«Buongiorno a tutti, volevo notiziarvi, aggiornarvi su quanto accaduto nella prima seduta del Consiglio Comunale della nuova era Galiano, l'era del cambiamento, del rinnovamento, l'era che è stata decantata dai palchi dall'onorevole Boccia come l'era della trasparenza, della legalità, insomma, tutte parole bellissime, tutte parole che hanno un senso, se hanno un seguito. Ieri invece, durante la prima seduta, noi abbiamo presentato un emendamento stringente per quanto riguarda le nomine e le designazioni dei rappresentanti dell'amministrazione in enti, municipalizzate, aziende, un emendamento di estrema trasparenza che ponesse dei paletti sulle nomine di parenti, stretti, congiunti, affini e che ponesse dei limiti anche agli affidamenti diretti a parenti di consiglieri comunali. Indovinate un po' chi ha votato contro? Ha votato contro la maggioranza di Marco Galliano, la maggioranza del cambiamento, del rinnovamento, il PD ha votato contro, non ha motivato il voto contrario, se non in un politichese che lascia il tempo che trova, sta di fatto che l'emendamento non è passato, è evidente che votando contrario a questo emendamento i consiglieri comunali si sono messi al riparo da eventuali rotture di scatole su nomine future. E' iniziata l'era Galliano che non è niente di più e niente di meno che il proseguimento dell'era Bottaro. Buona giornata a tutti.»


La bocciatura dell'emendamento Marinaro-Loconte lascia sul campo il primo vero strappo politico di questa consiliatura. Se da un lato la maggioranza rivendica il diritto di respingere interventi giudicati evidentemente strumentali o non in linea con il proprio programma, dall'altro l'opposizione incassa un argomento retorico formidabile per i prossimi mesi: l'accusa di aver tradito le promesse elettorali sulla trasparenza alla prima prova pratica. Il dibattito sulle nomine è appena iniziato, ma il clima in Consiglio Comunale si preannuncia già rovente. L'era Galiano è partita, ma l' auspicata la luna di miele dichiarata dal Primo Cittadino sembra essere già finita.
  • Consiglio Comunale (Trani Amm.ve 2026)
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