
Attualità
Il Sindaco di Trani e il CONI abbracciano la Fiamma Olimpica
Il 1° gennaio la città ha accolto il simbolo di Milano-Cortina. Bottaro: "La fiaccola per i valori di vita". Rutigliano (CONI Bat): "Messaggio di pace"
Trani - venerdì 2 gennaio 2026
12.51
Il 2026 di Trani non poteva iniziare sotto una luce migliore. Lo scorso 1° gennaio, le strade della città sono state il palcoscenico di un evento storico: il transito della Fiamma Olimpica dei Giochi Invernali Milano-Cortina. Un fiume di gente ha accolto il passaggio della torcia lungo tutto il percorso, dal Lungomare fino al cuore del centro cittadino, testimoniando quanto i valori dello sport siano radicati nella comunità. Il "fuoco sacro", simbolo di fratellanza e leale competizione, ha creato un ponte ideale tra il mare della Puglia e le vette innevate delle Olimpiadi.
Ad accogliere la staffetta, in un clima di festa e grande partecipazione popolare, c'era il CONI schierato in prima linea con i suoi massimi rappresentanti territoriali: il Delegato provinciale BAT, Dott. Antonio Rutigliano, e il Fiduciario per la città di Trani, Anselmo Mannatrizio, presente nella doppia veste di referente sportivo e consigliere comunale al fianco del Sindaco Amedeo Bottaro: "Il passaggio della fiamma ha un valore non soltanto da un punto di vista sportivo, ma per i valori che ci devono accompagnare lungo tutto il nostro percorso di vita".
Per Antonio Rutigliano, già tedoforo olimpico in passato, il ritorno della fiamma è un momento di profonda commozione che corona un lungo lavoro di preparazione svolto dal Comitato Olimpico sul territorio: «L'emozione è che la fiaccola ritorna a Trani – ha dichiarato il Delegato provinciale – il passaggio da questa splendida città è molto importante per noi, perché testimonia il lavoro svolto in questi anni, anche attraverso seminari nelle scuole per raccontare ai giovani il valore delle Olimpiadi. Questa fiaccola, che percorre 12mila chilometri toccando tutte le province italiane, ha un valore simbolico enorme. Mai come quest'anno è soprattutto un simbolo di pace».
Rutigliano ha poi allargato lo sguardo allo scenario internazionale: «Nel 2026 speriamo veramente di poter brindare a una pace totale nel mondo. È un'ipotesi difficile, ma le Olimpiadi, attraverso la famosa "tregua olimpica", hanno spesso portato a questo miracolo. C'è stata una forte emozione anche presso il CIO e speriamo che entro il 6 febbraio accada qualcosa di buono».
Entusiasmo e concretezza nelle parole di Anselmo Mannatrizio, che ha sottolineato l'importanza dell'evento come buon auspicio per l'anno appena iniziato e come stimolo per l'azione amministrativa: «È un grande inizio di anno – ha commentato il Fiduciario CONI e Consigliere comunale – Portare la fiaccola olimpica qui nella nostra città è qualcosa che ci riempie di gioia. Come dicevi poc'anzi, sarà un bel 2026». Mannatrizio ha poi colto l'occasione per ribadire l'impegno verso le infrastrutture cittadine: «C'è l'impegno da parte di questa amministrazione di rendere fruibili gli impianti già esistenti, riqualificandoli, e di cercare di crearne di nuovi. Sappiamo che lo sport è importante, è di tutti e per tutti, e su questo l'amministrazione sta lavorando».
Il passaggio della fiamma si chiude dunque non solo come una vetrina prestigiosa per Trani, ma come una promessa di impegno civile e sportivo per i mesi a venire.
Ad accogliere la staffetta, in un clima di festa e grande partecipazione popolare, c'era il CONI schierato in prima linea con i suoi massimi rappresentanti territoriali: il Delegato provinciale BAT, Dott. Antonio Rutigliano, e il Fiduciario per la città di Trani, Anselmo Mannatrizio, presente nella doppia veste di referente sportivo e consigliere comunale al fianco del Sindaco Amedeo Bottaro: "Il passaggio della fiamma ha un valore non soltanto da un punto di vista sportivo, ma per i valori che ci devono accompagnare lungo tutto il nostro percorso di vita".
Per Antonio Rutigliano, già tedoforo olimpico in passato, il ritorno della fiamma è un momento di profonda commozione che corona un lungo lavoro di preparazione svolto dal Comitato Olimpico sul territorio: «L'emozione è che la fiaccola ritorna a Trani – ha dichiarato il Delegato provinciale – il passaggio da questa splendida città è molto importante per noi, perché testimonia il lavoro svolto in questi anni, anche attraverso seminari nelle scuole per raccontare ai giovani il valore delle Olimpiadi. Questa fiaccola, che percorre 12mila chilometri toccando tutte le province italiane, ha un valore simbolico enorme. Mai come quest'anno è soprattutto un simbolo di pace».
Rutigliano ha poi allargato lo sguardo allo scenario internazionale: «Nel 2026 speriamo veramente di poter brindare a una pace totale nel mondo. È un'ipotesi difficile, ma le Olimpiadi, attraverso la famosa "tregua olimpica", hanno spesso portato a questo miracolo. C'è stata una forte emozione anche presso il CIO e speriamo che entro il 6 febbraio accada qualcosa di buono».
Entusiasmo e concretezza nelle parole di Anselmo Mannatrizio, che ha sottolineato l'importanza dell'evento come buon auspicio per l'anno appena iniziato e come stimolo per l'azione amministrativa: «È un grande inizio di anno – ha commentato il Fiduciario CONI e Consigliere comunale – Portare la fiaccola olimpica qui nella nostra città è qualcosa che ci riempie di gioia. Come dicevi poc'anzi, sarà un bel 2026». Mannatrizio ha poi colto l'occasione per ribadire l'impegno verso le infrastrutture cittadine: «C'è l'impegno da parte di questa amministrazione di rendere fruibili gli impianti già esistenti, riqualificandoli, e di cercare di crearne di nuovi. Sappiamo che lo sport è importante, è di tutti e per tutti, e su questo l'amministrazione sta lavorando».
Il passaggio della fiamma si chiude dunque non solo come una vetrina prestigiosa per Trani, ma come una promessa di impegno civile e sportivo per i mesi a venire.

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