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Amet, il punto di vista della Cgil di Trani sullo stato e le prospettive dell'azienda

«Assistiamo basiti ad un’evoluzione che non promette niente di buono»

La CGIL di Trani ritiene utile ed opportuno offrire ai Cittadini e alle Cittadine il proprio punto di vista sullo stato e le prospettive che vanno delineandosi sull'azienda elettrica tranese AMET. Evitando di offrire "il fianco" ad inutili polemiche e limitandoci a citare solo i "fatti" Vi informiamo sulle vicende accadute.

Nel corso di una riunione svoltasi presso il Comune di Trani tra il Sindaco e alcuni rappresentanti sindacali, la Giunta e le forze politiche - convocata dopo varie pressioni della scrivente e della Filctem, sindacato di categoria della CGIL elettrici – il Sindaco attestò il suo impegno personale ad assegnare la priorità dell'azienda Amet e il suo risanamento tra gli obiettivi di miglioramento delle attività dell'amministrazione comunale. E' passato un anno, non abbiamo ricevuto contezza di niente ed assistiamo basiti ad un'evoluzione aziendale che non promette niente di buono.

Sotto il profilo industriale, limitandoci alla narrazione degli ultimi anni, è stato commissionato uno studio di rilancio dell'Azienda il cui esito attestava la necessità di innovare l'organizzazione e le strutture con un forte apporto di nuovi capitali. Tutto è rimasto lettera morta e nel contempo, con "grave ritardo", si è proceduto alla creazione di due società la vendita e la distribuzione, attribuendo ruoli e competenze che hanno sollevato forti dubbi e perplessità tra le maestranze e le OO.SS. Le relazioni industriali risultano travisate da tempo, in particolare non vengono fornite le informazioni spettanti a livello contrattuale sulla gestione aziendale e sulle questioni che riguardano i lavoratori.

La RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria), senza rappresentanti della Filctem - Cgil Bat - Fg, ha dichiarato lo stato di agitazione senza alcun confronto con i lavoratori e nessuna comunicazione all'albo sindacale, e non si tratta di un fatto isolato. Si apprende da notizie di stampa che lo stato di agitazione sia scaturito da contrasti con la proprietà che, evidenziamo, è totalmente controllata dal Comune di Trani. Inoltre da un recente comunicato della Filctem Bat - Fg prendiamo atto della totale assenza di confronto sullo stato degli impianti, sulle questioni organizzative e sugli obiettivi aziendali, condizione che si protrae da anni e conseguentemente non ha corpo il coinvolgimento e la condivisione dei
lavoratori nei piani e programmi aziendali.

Per quando riguarda gli investimenti e l'innovazione tecnica e tecnologica siamo totalmente privi di informazioni circa la strategia di attacco che l'azienda intende assumere per affrontare il "mercato" nel momento in cui ci sarà la liberalizzazione di quello elettrico sarà a regime (luglio 2020) e se ci saranno le condizioni che consentiranno la "tenuta" dell'azienda Amet nella conservazione dei circa 30 mila utenti. Apprendiamo, inoltre, dai lavoratori che svolgono funzioni tecniche che è urgente e indispensabile cambiare tutti i contatori sostituendoli con quelli di nuova generazione, una innovazione di notevole
impatto economico di costi.

A questo proposito rileviamo anche, che dal punto di vista finanziario le difficoltà non mancano, sia per i ritardi di fatturazione che per le necessità di copertura finanziaria che Amet garantisce ai settori collaterali (Darsena, parcheggi, ecc.). La Camera del Lavoro di Trani ritiene urgente una ripresa del confronto con la proprietà sulle scelte di indirizzo che, tempestivamente, dovranno essere assunte. Auspichiamo, a breve, la ripresa di corrette e concrete relazioni industriali in Azienda per coinvolgere e rendere attiva la partecipazione dei lavoratori sugli obiettivi di rilancio aziendale, di garanzia occupazionale e di sviluppo e riconoscimento delle professionalità.

Il Coordinatore della CGIL di Trani,
Vito De Mario
  • Amet
  • Cgil Bat
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