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Vita di città

Bonus spesa, fra prime tensioni ed un equivoco da chiarire

Nostra inchiesta sulle esigenze della città e la risposta delle istituzioni. E sul fitto casa vi diciamo che...

C'e' l'altra emergenza che preme fuori. Preme sulle famiglie e "preme" su Palazzo di Citta'. L'emergenza soldi. Quelli che servono per fare la spesa. Dopo la strategia "del varco e del controllo", che richiede attenzione e pazienza (contro chi trasgredisce, contro chi contesta sui social, contro chi fa il furbo anche in questi frangenti), ora serve calma, pazienza e senso di civilita' nella gestione, da una parte e dall'altra, della "strategia della necessita' ".

Serve calma e pazienza da parte di chi gestisce l'emergenza (l'Amministrazione ha ricevuto circa 2000 richieste e sta cercando di andare incontro a quanta piu' gente possibile, cercando nuovi finanziamenti attraverso nuovi canali, poichè con i fondi attuali si potrebbe coprire, se tutti avessero diritto, solo meta' delle richieste).

E' stato necessario "scremare" chi ha già diritto al Fitto casa e al Reddito di cittadinanza, nonchè controllare la veridicità delle autocertificazioni per la domanda del bonus. Serve pero' calma e pazienza, oltre che senso di civiltà verso chi deve cercare di riscuotere questi bonus. Fonti di Palazzo c'informano già di prime tensioni e pretese " a prescindere " da parte di più d'un cittadino recatosi al Comune. Tra la schiera di domande ci sono anche i "nuovi poveri", ossia chi dall'oggi al domani si è ritrovato un'attività ferma, con nuclei familiari di 4 o 5 persone ed i risparmi, come si sa, senza una prospettiva temporale certa, rispetto alla fine di questa crisi, potrebbero rivelarsi insufficienti. Ciò che dobbiamo evitare è lo stato di tensione.

Anche chi si reca a Palazzo deve mantenere la calma perchè c'è da tener conto di un equivoco da chiarire: il bonus spesa può essere solo un'integrazione, un contributo rispetto ad una situazione di difficoltà temporanea, sopraggiunta con la crisi del Coronavirus. Il disoccupato "storico" non puo' sperare, in questo momento, il bouns possa mutare una situazione drammatica già esistente. Il bouns serve a tamponare una falla, non a riequilibrare una situazione pregressa. Detto questo, ci mettiamo nei panni degli impiegati comunali che sono in prima linea e xhe stanno gestendo direttamente il rapporto col pubblico.

Facciamo un appello a chi si reca a Palazzo di Città in questi giorni a non inveire e non alzare la voce col personale del nostro Comune. Loro sono lavoratori che cercano di svolgere al meglio il proprio compito per venire incontro alle vostre necessità'. Non rendete tutto piu' difficile. Siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo venirne fuori.

Ps: ho raccolto per i lettori interessati informazioni sul fitto casa: il ritardo di questi giorni e' dovuto al fatto che varie domande riportavano l'Iban sbagliato e quindi il personale del Comune, prima di attuare il "mandato" per la banca di competenza, che va fatto in un colpo solo per tutti gli aventi diritto, sta provvedendo a richiamare e correggere le domande col dato sbagliato.

AGGIORNAMENTO Fonti di Palazzo precisano quanto segue: chi ha usufruito del fitto casa non è stato escluso a priori a prescindere dai buoni spesa e per il reddito di cittadinanza sono stati considerati chi ne usufruisce per un importo minimo.
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