Politica

Caffarella sulla sesta provincia: "Trani che fa?"

«La nostra città, dinanzi a questa querelle tra Andria e Barletta che fa?»

«Sulla Sesta provincia pugliese ormai si legge tutto e il contrario di tutto. Dopo aver assistito alla querelle sui fondi previsti, tagliati e poi ricomparsi per l'istituzione della Bat, ora riappare il problema della dislocazione degl uffici. E' venuta giu' la maschera. La cittadella non va piu' bene perché, al di là delle belle parole dei fautori ( ed io non ero tra questi) che evidentemente servivano a farla….digerire, la prospettiva vera era anche in questa ipotesi che l'individuazione delle sedi doveva essere, solo di facciata, provvisoria. E l'accordo non era questo. E dire che il problema della dislocazione degli uffici doveva già essere stato risolto da un bel pezzo. Qualcuno sussurrava che il decreto di individuazione delle sedi periferiche dello Stato era pronto già nei giorni caldi delle ultime Elezioni Politiche. Poi ha vinto Prodi e di questo decreto Pisanu e soprattutto delle sue scelte, ove fossero per davvero state fatte, non si è saputo piu' nulla. Tanto che il Prefetto Capriulo, che forse una sua decisione avrebbe potuto comunque prenderla a riguardo, ha ripassato la palla nuovamente ai Sindaci. Ognuno a difendere il proprio campanile. Anzi, per la precisione come è stato osservato, i campanili di Andria o di Barletta. Quasi che la Provincia fosse una vicenda privata tra i rappresentanti, titolati e non, di queste sole comunità. Ecco perché l'interrogativo lanciato, da attenti osservatori delle vicende del nostro territorio, è pertinente. Ma Trani co-capoluogo di provincia, dinanzi a questa querelle tra Andria e Barletta che fa? Cè bisogno di una risposta. Non puo' rimanere tutto appeso solo perché la Città,suo malgrado, è rimasta senza Sindaco e Consiglio Comunale. Ci sono iniziative assunte da parte del Commissario Prefettizio che regge Palazzo di Città? Non lo sappiamo, almeno ufficialmente. La Commissione Consiliare uscente il suo dovere l'ha fatto, incontrando il dott. Trovato e ragguagliandolo sulle iniziative adottate nella passata Amministrazione. C'è da sperare che si mantenga una coerenza di posizioni perché, sulla Provincia, a dispetto di quel che si dice, Trani ha sempre assunto posizioni nette, rispettandole coerentemente anche con l'avvicendarsi delle Amministrazioni. Con documenti ed atti ufficiali : da Tamborrino a Tarantini, passando per Avantario, Trani ha creduto nel progetto Sesta Provincia con una discussione civile e dai toni fermi nella difesa delle sue prerogative storiche e culturali.Ma con una prospettiva diversa dalle altre consorelle.Ponendosi al servizio delle altre Città, come del resto ha sempre fatto e fa ancor oggi, con i suoi uffici giudiziari, finanziari, militari o ecclesiastici che siano. Con la sua accoglienza turistica e di svago serale e con le nuove opportunità offerte al territorio dalla sue Aziende ex municipalizzate. Con il suo senso della Storia. Questa è la Trani che si è riconosciuta nel progetto di una sesta Provincia pugliese autenticamente policentrica, sviluppatasi intorno all'esperienza del Patto Territoriale. Ritenendo che fosse finito il tempo di guardare sempre e solo al passato, peraltro fulgidissimo della sua Storia, per rivendicare uffici e posti di potere, ma per la prima volta, in una Città brava quasi sempre solo ad autocompiacersi del passato, per scommettere sul futuro. Un futuro diverso, fatto di opportunità per tutti. Vitale per lo sviluppo delle nostre città e per le prossime generazioni. Ecco perché, soltanto la sensazione che nel dibattito sulla Sesta Provincia, Trani non abbia e soprattutto non abbia mai avuto, una sua posizione, cozza con la verità scritta negli atti ufficiali di un governo cittadino. L'assenza di una guida e di organismi eletti dal popolo, in questo particolare momento, non può essere l'alibi dietro il quale qualcuno agevola chi, con i fatti, trama a danno della Città. Trani sulla Provincia si è espressa. Anche di recente. Con una firma del Sindaco Tarantini nel documento dei Sindaci di luglio 2006, ( che è noto, con altri, avrei voluto condividere nella Commissione Consiliare di cui facevo parte, alla luce di un documento elaborato all'unanimità dai componenti di maggioranza e minoranza ma che, comunque, rispetto, per la metodologia adottata: il riconoscimento di un ruolo per la Città di Trani condiviso con tutti gli altri attori del procedimento ). Ecco perché nella lettura che da piu' parti viene fatta degli eventi degli ultimi giorni, circoscritta alla sola ubicazione della sede della Prefettura, vi è l'amara constatazione dell'assenza, vera o presunta che sia, di Trani dal dibattito sulle sedi che pure dovrebbbe interessarla. Co-capoluogo soltanto di nome o anche di fatto di questa BAT? Nel momento in cui con estrema disinvoltura si strappano gli accordi sulla scia di un mal celato spirito campanilista all'insegna della Prefettura o ..morte, non si va da nessuna parte ! Non si rispetta lo spirito costitutivo della Bat. Spetta al Commissario Prefettizio dott. Trovato e solo a lui rappresentare e difendere gli interessi della Città di Trani. Confidiamo che lo faccia e lo faccia con la sua riconosciuta autorevolezza. Crediamo di poter affermare, altresì, quali attori della vita politica cittadina, che sulla vicenda, la posizione di Trani vada quanto meno puntualizzata. Nel rispetto della storia, del ruolo della Città e degli accordi sottoscritti che vanno o rispettati per intero o ridiscussi se altri, furbescamente, intendono, volta per volta, modificarne le condizioni sulla scia delle emozioni dei propri concittadini.»Franco Caffarella
Dirigente Cittadino di Democrazia è Libertà - La Margherita
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