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Politica
Chiuso il Consiglio comunale: le reazioni dei protagonisti
Corrado, De Laurentis, lo scontro Forni-Laurora e lo show di Santorsola
Trani - venerdì 1 agosto 2014
7.19
Ore 4.08 la seduta è chiusa. Partiamo dalla fine per raccontare un Consiglio Comunale interminabile nel corso del quale si è finalmente arrivati all'approvazione del Bilancio Previsionale 2014, fondamentale per programmare le spese future, e del Consuntivo 2013.
È stato un Consiglio scoppiettante nel quale Riserbato è riuscito a superare l'esame dei "numeri" e a conservare la maggioranza valida per approvare tutto quanto portato in votazione. L'impegno è stato premiato. D'altronde lo aveva annunciato lo stesso Sindaco «con il talento fai ciò che vuoi, con l'impegno ciò che puoi» riconoscendo i limiti della sua amministrazione. Limiti che, meno di una settimana fa, avevano portato al rinvio del Consiglio per mancanza del numero legale e che secondo Riccardo Gagliardi (PPDT) sono equiparabili ai «giochetti della prima Repubblica che non hanno nulla a che fare con la politica ma più con questioni personali».
Caustico il Consigliere Corrado (NCD) nei confronti del primo Cittadino «lei avrà anche una maggioranza numerica che gli consentirà di approvare il bilancio ma di fatto la città è abbandonata a se stessa tra blatte, topi e bancarelle abusive». Richiesta di dimissioni da parte del Consigliere De Laurentis qualora «quanto detto nel servizio del direttore di Telesveva fosse vero» e del Consigliere Franco Laurora (Verdi) che, in versione filosofica, paragona l'amministrazione Riserbato alla selva oscura dell'inferno dantesco.
Non mancano, nel corso della seduta, momenti di tensione e show improvvisi: lo scontro tra Tommaso Laurora (PD) e Giuseppe Forni (FI) sulla questione incompatibilità del secondo a votare il Bilancio di Previsione, perché rappresentante di una associazione (Trani Tradizioni) che potrebbe percepire contributi comunali; la solitaria passeggiata all'interno dell'aula del Consigliere Santorsola (Sel) accompagnata da proteste nei confronti del Presidente del Consiglio Ferrante, reo di aver condotto una votazione «sull'applicazione del regolamento comunale e non sulla rilevanza del motivo che ha portato a sollevare la pregiudiziale».
Lo spettacolo, come tutte le commedie che si rispettino, si conclude con il lieto fine. Tante parole, troppe, ma per questa volta Riserbato potrà tirare un sospiro di sollievo e trascorrere un agosto tranquillo.
È stato un Consiglio scoppiettante nel quale Riserbato è riuscito a superare l'esame dei "numeri" e a conservare la maggioranza valida per approvare tutto quanto portato in votazione. L'impegno è stato premiato. D'altronde lo aveva annunciato lo stesso Sindaco «con il talento fai ciò che vuoi, con l'impegno ciò che puoi» riconoscendo i limiti della sua amministrazione. Limiti che, meno di una settimana fa, avevano portato al rinvio del Consiglio per mancanza del numero legale e che secondo Riccardo Gagliardi (PPDT) sono equiparabili ai «giochetti della prima Repubblica che non hanno nulla a che fare con la politica ma più con questioni personali».
Caustico il Consigliere Corrado (NCD) nei confronti del primo Cittadino «lei avrà anche una maggioranza numerica che gli consentirà di approvare il bilancio ma di fatto la città è abbandonata a se stessa tra blatte, topi e bancarelle abusive». Richiesta di dimissioni da parte del Consigliere De Laurentis qualora «quanto detto nel servizio del direttore di Telesveva fosse vero» e del Consigliere Franco Laurora (Verdi) che, in versione filosofica, paragona l'amministrazione Riserbato alla selva oscura dell'inferno dantesco.
Non mancano, nel corso della seduta, momenti di tensione e show improvvisi: lo scontro tra Tommaso Laurora (PD) e Giuseppe Forni (FI) sulla questione incompatibilità del secondo a votare il Bilancio di Previsione, perché rappresentante di una associazione (Trani Tradizioni) che potrebbe percepire contributi comunali; la solitaria passeggiata all'interno dell'aula del Consigliere Santorsola (Sel) accompagnata da proteste nei confronti del Presidente del Consiglio Ferrante, reo di aver condotto una votazione «sull'applicazione del regolamento comunale e non sulla rilevanza del motivo che ha portato a sollevare la pregiudiziale».
Lo spettacolo, come tutte le commedie che si rispettino, si conclude con il lieto fine. Tante parole, troppe, ma per questa volta Riserbato potrà tirare un sospiro di sollievo e trascorrere un agosto tranquillo.
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