Polizia di Stato
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Cronaca

Colpo del secolo alla Salp, arrestati quattro pugliesi

Il commando portò via un quintale e mezzo d'oro. L'operazione ha visto la partecipazione di Carabinieri e Polizia di Trani

Un bottino del valore di oltre 3 milioni di euro: è quanto portarono a casa nel mese di marzo 2011 un gruppo di ladri con l'irruzione in un'azienda orafa di Poggio Bagnoli, piccola frazione in provincia di Arezzo. Gli investigatori si misero immediatamente sulle tracce dei malviventi: i primi risultati dell'operazione "Uomini d'oro" arrivarono infatti dopo pochi mesi, quando furono effettuati tre arresti e sei denunce.

A carico di cinque dei sei soggetti inizialmente denunciati sono emersi elementi di reità tali da emettere nei loro confronti la misura cautelare sia per il concorso morale sia per la partecipazione attiva alla pianificazione e alla realizzazione del furto. Le cinque ulteriori ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip della Procura di Arezzo, Dott. Giampiero Borraccia sono state eseguite mercoledì 22 agosto dagli uomini della squadra mobile e Norm di Arezzo.

Le ulteriori e certosine indagini, che hanno generato l'operazione "Uomini d'oro due", hanno permesso di aggravare la posizione di quattro persone di origine pugliese (Gianfranco Di Niccolo - 31 anni di Andria, Salvatore Di Gioia - 56 anni di Andria, Alfonso Sforza - 44enne di Cerignola, Mario Laforgia – 43 anni di Andria) e di un marchigiano (Simone Marasca – 41 anni), tutti rintracciati durante le fasi operative dell'operazione a cui ha partecipato sinergicamente il personale degli uffici periferici della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri di Andria, Trani, Cerignola e Jesi. Gli arrestati sono stati tutti associati presso le case circondariali di zona.
Il colpo da capogiro era stato messo a segno nella notte tra il 7 e 8 marzo, nell'azienda orafa Salp. Alle 3,53 era scattato l'allarme. Ogni strada a Poggio Bagoli era stata chiusa. Ruspe, auto della Polizia municipale: i mezzi erano stati rubati per bloccare le arterie. I carabinieri, allertati dall'allarme non avevano potuto inseguire i banditi. L'edificio della Salp era stato sventrato con un mezzo da lavoro e depredato. I banditi avevano portato via la cassaforte dopo aver sfondato la stanza del caveau con una ruspa. Dentro c'era un quintale e mezzo d'oro, ma 44 chili vennero persi durante la fuga e recuperati. (Da www.arezzonotizie.it)
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