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Enti locali

Ecotassa regionale 2015, Cna Bat: «"No" all'aumento dell'imposta»

De Marinis: «Si tratterebbe di un'ulteriore beffa per i cittadini»

No all'aumento dell'ecotassa 2015 da parte della Regione. A ribadire il suo dissenso è il presidente della Cna Bat, Michele De Marinis, componente della Presidenza della Cna Puglia esprime come la tassa non faccia altro che appesantire ulteriormente le tasche dei contribuenti.

«Il giorno 5 febbraio 2015, a Trani, presso la sede della Provincia BAT, si è tenuta una riunione, promossa dal Presidente della Provincia di Barletta Andria Trani, avv. Francesco Spina, tra i rappresentanti delle organizzazioni datoriali e sindacali, degli ordini professionali della Bat e il Presidente della V Commissione Ambiente della Regione Puglia, Filippo Caracciolo – scrive in una nota stampa De Marinis -. Sono stati affrontati alcuni temi ambientali, con particolare attenzione alla questione della Ecotassa. Al Presidente Filippo Caracciolo è stata manifestata la preoccupazione per il preannunciato aumento della Ecotassa relativa all'anno 2015, che - di fatto – finirebbe per gravare sulle tasche già appesantite dei cittadini-contribuenti, imprese e famiglie, chiedendo di individuare e proporre al Consiglio Regionale Pugliese soluzioni in grado di evitare la suddetta sanzione. La risposta non si è fatta attendere. In data 11 febbraio 2015, infatti, il Presidente della V commissione, Filippo Caracciolo, ha presentato una proposta di legge, a firma anche dei consiglieri regionali Lanzillotta e Pastore, finalizzata a rivedere e mitigare gli effetti della Ecotassa sui comuni pugliesi che non hanno raggiunto gli obiettivi della percentuale della raccolta differenziata stabiliti dal Piano Regionale dei Rifiuti, evitando il conseguenziale aggravio di tassazione a carico dei cittadini pugliesi e prevedendo, di contro, premialità per i comuni "virtuosi"».

«È bene - continua rammentare che, per quanto attiene ai soggetti passivi tenuti al pagamento di questo tributo, la legge li individua nei gestori degli impianti, ma trattasi di una soggettività passiva meramente formale in quanto su di essi ricade non solo il diritto, ma anche l'obbligo di rivalsa nei confronti di chi effettua il deposito in discarica, il che significa che tale rivalsa verrà fatta valere all'indietro, sino ad arrivare ai Comuni che, a loro volta, si rivarranno sui cittadini residenti. Ecco perché le Amministrazioni Locali hanno l'obbligo di porre in essere accurate e virtuose politiche ambientali al fine di non appesantire il gravame fiscale sui propri cittadini-elettori, evitando quindi politiche inefficienti che comporterebbero soltanto l'innalzamento del prelievo tributario ai loro cittadini».

Ecco i punti su cui il presidente invita ad una maggiore analisi: «Ed allora, poniamo delle semplici domande che – ci auguriamo – siano di stimolo e riflessione per il nostro Legislatore Regionale: Appare giusto che questo tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi urbani istituito con la legge n.549/1995, la c.d. "Ecotassa", avente finalità ambientali attraverso la penalizzazione del conferimento in discarica dei rifiuti ed il rafforzamento dei previsti obblighi di raccolta differenziata, debba essere pagato dai cittadini–contribuenti, imprese e famiglie in quanto la Raccolta Differenziata non ha raggiunto i risultati sperati? Quale colpa hanno i cittadini se gli amministratori pubblici, a tutti i livelli, sono stati incapaci di organizzare un sistema di raccolta differenziata, ad esempio il "porta a porta", che è l'unica modalità in grado di consentire in tempi brevi il raggiungimento di elevate percentuali di R.D., e quindi la salvaguardia dell'ambiente e della salute dei cittadini, garantendo anche nuova occupazione? Perché questa sanzione non viene fatta pagare da coloro i quali avevano l'OBBLIGO di rispettare la legge, e cioè sindaci e/o assessori delegati e/o dirigenti comunali, che invece hanno omesso di attivare i poteri di indirizzo, di vigilanza e di controllo sull'attività di tutti i soggetti preposti alla realizzazione e degli obiettivi legislativamente indicati in materia di raccolta differenziata? Perché non uniformarsi alla decisione della Corte dei Conti - Sezione Giurisdizionale per la Liguria (sentenza n.83 del 27.5 2013), la quale ha condannato al risarcimento del danno in favore di un Comune, Sindaci, Assessori pro-tempore, Delegati all'Ambiente, Dirigente del Settore Ambiente Comunale, per il mancato rispetto delle disposizioni di legge in materia di Raccolta Differenziata, cioè per violazioni che hanno comportato, a carico di quel Comune, il pagamento di oneri aggiuntivi per il conferimento in discarica di materiale che invece doveva essere destinato alla Raccolta Differenziata, oltre al tributo speciale Ecotassa? E perché, ad esempio, non si provvede a nominare un Commissario ad acta per i Comuni inadempienti, oppure non si propone un emendamento al Disegno di Legge "Green Economy" (ex Collegato Ambientale), attualmente al vaglio del Senato, che preveda la sanzione dello scioglimento del consiglio comunale in mancanza del raggiungimento delle percentuali di Raccolta Differenziata stabilite per legge? Attraverso questi semplici spunti di riflessione, auspichiamo che la suddetta proposta di legge, al di là delle polemiche suscitate, possa essere accolta dall'intero Consiglio Regionale, poiché sarebbe una ulteriore beffa per i cittadini: basti pensare, ad esempio, a quelli di Trani, che, oltre al danno ambientale e alla salute provocato dalle numerose tonnellate di rifiuti provenienti dai Comuni, anche della Provincia di Bari, e conferite nella discarica con la "complicità" della Regione Puglia, oggi chiusa e sottoposta alla attenzione della Magistratura per ipotesi di inquinamento, subirebbero un aumento della Tassa Rifiuti, Tari, con l'addizionale della ecotassa a 25,82 euro a tonnellata».

Conclude: «Si approvi al più presto, quindi, il decreto ministeriale sulla tariffazione puntuale, in modo da consentire non ai comuni, ma ai singoli cittadini contribuenti " virtuosi", di pagare secondo il principio comunitario "chi inquina paga"».
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