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Vita di città
Ex vigilanti Amiu, in atto lo sciopero della fame
Presi in giro dal sindaco: «A rischio anche le nostre famiglie»
Trani - martedì 7 novembre 2017
16.22
Palazzo di città è il teatro di un nuovo sit-in di protesta. I protagonisti, come lo scorso 11 ottobre, sono i dipendenti della Sicuritalia, azienda che si occupa della vigilanza armata degli stabilimenti di proprietà Amiu (uffici di via Barletta e discarica). Quest'ultima ha rinunciato al servizio di vigilanza armata, mettendo a rischio i posti di lavoro dei suoi dipendenti che prestano servizio per la municipalizzata tranese da ben quindici anni.
I dipendenti protestano contro l'indifferenza dell'amministrazione che, nonostante conoscesse da tempo la loro problematica situazione, non è ancora intervenuta per aiutarli. «Siamo stati presi in giro - hanno dichiarato - e nessuno sembra volerci ascoltare. In questo momento sono a rischio le nostre intere famiglie».
I vigilanti hanno installato un gazebo nel piazzale del Comune e, sventolando le bandiere della Filcams Cgil, hanno proclamato uno sciopero della fame ad oltranza. Dal primo novembre la Sicuritalia ha ceduto il posto all'azienda Vegapol che ha dichiarato di non poter integrare le sette guardie giurate al proprio personale. Gli ex dipendenti, assistiti dalla Filcams Cgil Bat, chiedono, ancora una volta, un incontro con il sindaco affinché possa interagire e trovare una soluzione alla già instabile condizione di lavoro.
Già a dicembre dello scorso anno l'Amiu avevo ridotto l'orario di lavoro a due ore quotidiane. Il servizio di vigilanza armata, così, anziché cominciare alle ore 14 è stato posticipato alle ore 16, per un totale di 80 ore mensili che, riproporzionate su ogni lavoratore, hanno provocato una perdita mensile di 300 euro.
Gli ex dipendenti hanno garantito, inoltre, che le Rsu, Rappresentanze sindacali uniti, non sono ancora state contattate dal sindaco, Amedeo Bottaro. Intanto, durante la protesta di oggi, uno dei protagonisti in sciopero è stato trasportato in ospedale dopo aver avvertito un malore.
I dipendenti protestano contro l'indifferenza dell'amministrazione che, nonostante conoscesse da tempo la loro problematica situazione, non è ancora intervenuta per aiutarli. «Siamo stati presi in giro - hanno dichiarato - e nessuno sembra volerci ascoltare. In questo momento sono a rischio le nostre intere famiglie».
I vigilanti hanno installato un gazebo nel piazzale del Comune e, sventolando le bandiere della Filcams Cgil, hanno proclamato uno sciopero della fame ad oltranza. Dal primo novembre la Sicuritalia ha ceduto il posto all'azienda Vegapol che ha dichiarato di non poter integrare le sette guardie giurate al proprio personale. Gli ex dipendenti, assistiti dalla Filcams Cgil Bat, chiedono, ancora una volta, un incontro con il sindaco affinché possa interagire e trovare una soluzione alla già instabile condizione di lavoro.
Già a dicembre dello scorso anno l'Amiu avevo ridotto l'orario di lavoro a due ore quotidiane. Il servizio di vigilanza armata, così, anziché cominciare alle ore 14 è stato posticipato alle ore 16, per un totale di 80 ore mensili che, riproporzionate su ogni lavoratore, hanno provocato una perdita mensile di 300 euro.
Gli ex dipendenti hanno garantito, inoltre, che le Rsu, Rappresentanze sindacali uniti, non sono ancora state contattate dal sindaco, Amedeo Bottaro. Intanto, durante la protesta di oggi, uno dei protagonisti in sciopero è stato trasportato in ospedale dopo aver avvertito un malore.
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