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Politica
«I tranesi sono esausti, vogliono i fatti»
Lettera aperta di Rino Negrogno al sindaco di Trani. La risposta al recente intervento di Riserbato su TraniViva
Trani - giovedì 23 maggio 2013
18.39
Pubblichiamo una lettera aperta di Rino Negrogno indirizzata al sindaco di Trani Luigi Nicola Riserbato.
«Caro Sindaco, ti scrivo pubblicamente questa mia perché sono turbato. Ti premetto subito che il mio suffragio corrisponde a 39 voti anzi 38 se togliamo il mio. Bando alla ciance. Sono convinto che fare il sindaco sia un'impresa ardua che lo diventa ancor più nei momenti storicamente difficili come quello che stiamo attraversando. Ancor più difficile è lavorare sempre sotto i riflettori che illuminano a giorno ogni azione che venga ritenuta da qualcuno negativa mentre la luce si affievolisce quando vengono compiute azioni palesemente giuste. Ancor più difficile è svolgere questo onorevole compito quando si è continuamente attaccati da chi non la pensa come noi.
Io ti conosco poco, però spesso, ho avuto un impressione tutt'altro che negativa del tuo agire. Non pensare ad un'ironica litote, ti scrivo con le braccia aperte, con ancora la commozione che ho provato quando, sopraggiunto presso il pover'uomo che aveva tentato di darsi fuoco, lo hai accarezzato con trasposto ed hai cercato in tutti i modi di rassicurarlo, di dargli speranza. Ti ho stimato molto in quel momento. Proprio perche conosco questa caratteristica della tua personalità resto turbato quando leggo certi tuoi comunicati stampa. Da questi traspare una persona irata, poco incline al dialogo, traspare forte un grande nervosismo. Nell'ultimo tuo comunicato parli di "vicende personali" che dici di conoscere. Solo un politico che abbia perso la calma si occupa sulla stampa delle vicende personali di altri politici. Ma non è il Trombetta dell'UDC che voglio fare, piuttosto c'è un fatto che mi preme capire. Ma davvero per te il numero dei voti è la conditio sine qua non per poter esprimere un'opinione? Davvero ritieni che i voti siano la misura del consenso? Sei davvero convinto che il popolo sia libero di votare senza i condizionamenti della fame e della disperazione e che quindi il voto sia premio al merito? Ma a parte questa mia personale analisi, credo che per esprimere un'opinione non serva esser suffragato e, per chi si sia candidato, basti non averli comprati i voti, basti essere onesti ed avere la coscienza a posto. Sorprende che tu, dopo aver basato la tua campagna elettorale sul motto: "Dillo a Gigi", stia a discriminare su chi possa dirlo in base al numero dei voti. Avresti dovuto allora dire: "Dillo a Gigi se sei adeguatamente suffragato" ma forse era troppo lunga da scrivere questa frase sui manifesti. A parte gli scherzi. Tutto sommato 395 voti di differenza al ballottaggio non sono tantissimi, vuol dire che una parte di tranesi, poco più del 50% voleva un altro sindaco. Ma questo non è affatto importante, tu hai vinto e sei il sindaco ma il sindaco lo è di tutti, deve dar conto a tutti non solo a chi sia adeguatamente suffragato o a chi lo abbia votato.
Caro Sindaco se i signori dell'Udc hanno ritenuto con il loro comunicato di poter affermare che in un anno tu non hai rispettato la realizzazione di determinati punti del programma, avresti dovuto, anziché parlare di suffragi, voti e conoscenze di fatti personali, prove alla mano dichiarare ciò che invece ritieni di aver realizzato. È vero loro lo hanno fatto i modo plateale ma tu, da politico esperto quale sei, lo sai che in politica si fa così ed allora, prove alla mano, plateale li sconfessavi. Non puoi fare comunicati stampa in cui ci parli delle domeniche di noia di Santorsola e della tua conoscenza dei fatti personali di Modugno. I tranesi sono esausti, vogliono i fatti e per dare fatti concreti ai tranesi bisogna dialogare anche con chi non ha preso voti ma ha delle idee che, magari, possano rivelarsi utili».
«Caro Sindaco, ti scrivo pubblicamente questa mia perché sono turbato. Ti premetto subito che il mio suffragio corrisponde a 39 voti anzi 38 se togliamo il mio. Bando alla ciance. Sono convinto che fare il sindaco sia un'impresa ardua che lo diventa ancor più nei momenti storicamente difficili come quello che stiamo attraversando. Ancor più difficile è lavorare sempre sotto i riflettori che illuminano a giorno ogni azione che venga ritenuta da qualcuno negativa mentre la luce si affievolisce quando vengono compiute azioni palesemente giuste. Ancor più difficile è svolgere questo onorevole compito quando si è continuamente attaccati da chi non la pensa come noi.
Io ti conosco poco, però spesso, ho avuto un impressione tutt'altro che negativa del tuo agire. Non pensare ad un'ironica litote, ti scrivo con le braccia aperte, con ancora la commozione che ho provato quando, sopraggiunto presso il pover'uomo che aveva tentato di darsi fuoco, lo hai accarezzato con trasposto ed hai cercato in tutti i modi di rassicurarlo, di dargli speranza. Ti ho stimato molto in quel momento. Proprio perche conosco questa caratteristica della tua personalità resto turbato quando leggo certi tuoi comunicati stampa. Da questi traspare una persona irata, poco incline al dialogo, traspare forte un grande nervosismo. Nell'ultimo tuo comunicato parli di "vicende personali" che dici di conoscere. Solo un politico che abbia perso la calma si occupa sulla stampa delle vicende personali di altri politici. Ma non è il Trombetta dell'UDC che voglio fare, piuttosto c'è un fatto che mi preme capire. Ma davvero per te il numero dei voti è la conditio sine qua non per poter esprimere un'opinione? Davvero ritieni che i voti siano la misura del consenso? Sei davvero convinto che il popolo sia libero di votare senza i condizionamenti della fame e della disperazione e che quindi il voto sia premio al merito? Ma a parte questa mia personale analisi, credo che per esprimere un'opinione non serva esser suffragato e, per chi si sia candidato, basti non averli comprati i voti, basti essere onesti ed avere la coscienza a posto. Sorprende che tu, dopo aver basato la tua campagna elettorale sul motto: "Dillo a Gigi", stia a discriminare su chi possa dirlo in base al numero dei voti. Avresti dovuto allora dire: "Dillo a Gigi se sei adeguatamente suffragato" ma forse era troppo lunga da scrivere questa frase sui manifesti. A parte gli scherzi. Tutto sommato 395 voti di differenza al ballottaggio non sono tantissimi, vuol dire che una parte di tranesi, poco più del 50% voleva un altro sindaco. Ma questo non è affatto importante, tu hai vinto e sei il sindaco ma il sindaco lo è di tutti, deve dar conto a tutti non solo a chi sia adeguatamente suffragato o a chi lo abbia votato.
Caro Sindaco se i signori dell'Udc hanno ritenuto con il loro comunicato di poter affermare che in un anno tu non hai rispettato la realizzazione di determinati punti del programma, avresti dovuto, anziché parlare di suffragi, voti e conoscenze di fatti personali, prove alla mano dichiarare ciò che invece ritieni di aver realizzato. È vero loro lo hanno fatto i modo plateale ma tu, da politico esperto quale sei, lo sai che in politica si fa così ed allora, prove alla mano, plateale li sconfessavi. Non puoi fare comunicati stampa in cui ci parli delle domeniche di noia di Santorsola e della tua conoscenza dei fatti personali di Modugno. I tranesi sono esausti, vogliono i fatti e per dare fatti concreti ai tranesi bisogna dialogare anche con chi non ha preso voti ma ha delle idee che, magari, possano rivelarsi utili».
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