
Religioni
Inaugurata a Trani la 2° edizione di Lech Lechà
Incontro istituzionale presso la Sinagoga Scolanova. «Un appuntamento importante per il confronto e il dialogo»
Trani - domenica 25 agosto 2013
10.13
Alla presenza di ebrei giunti a Trani da ogni dove, nonché di pubblico desideroso di conoscere e di approfondire, si è celebrato questa mattina, per il secondo anno, il ritorno in luoghi – Trani e la Puglia intera – che tanta parte hanno avuto nella storia dell'ebraismo italiano e internazionale. La cornice di questo ritorno è stata l'inaugurazione – presso la Sinagoga Scolanova di Trani - della nuova edizione di Lech Lechà, Settimana di Arte, Letteratura e Cultura ebraica, che per la seconda volta promuove la riscoperta di una parte importante dell'identità meridionale, considerata non solo nelle sue radici storiche ma anche nel suo presente vivo e dinamico garantito dalla presenza di una comunità ebraica tornata a riappropriarsi di luoghi e tradizioni in realtà mai del tutto perdute. La rassegna vuole essere un modo per stimolare quella conoscenza che è il solo antidoto contro il pregiudizio e i luoghi comuni. A introdurre questa settimana di eventi (ben 106 in cartellone) è stato l'avv. Cosimo Yehuda Pagliara – coordinatore di Lech Lechà per il Salento - il quale ha voluto sottolineare come questo secondo anno di proposta conoscitiva e di riscoperta stia a testimoniare «la volontà di guardare al futuro in modo più impegnativo». «Qui – ha aggiunto Pagliara, rivolgendosi al variegato uditorio riunito in sinagoga – chiunque deve sentirsi come a casa propria: sia gli ebrei, vicini o giunti da lontano, sia tutti gli altri ospiti che, pur non ebrei, vogliono condividere questo importante momento di conoscenza. Lech Lechà vuole infatti essere un momento di spinta reciproca a che si alimenti un equilibrato rapporto di convivenza basato sulla conoscenza e sull'elemento fondamentale dello scambio, che in quanto tale aiuta tutti a vivere meglio». Proprio traendo spunto da questa riflessione sull'importanza del confronto e del dialogo, Pagliara ha ricordato come uno degli appuntamenti centrali di questa Settimana sarà l'incontro – previsto per martedì 27 agosto alle 19.00 presso la Biblioteca Bovio di Trani - fra l'imam Yahya Pallavicini e il rabbino capo della comunità di Napoli e Italia Meridionale rav Scialom Bahbout. Un incontro di valenza determinante per dimostrare ancora una volta che Islam ed Ebraismo non sono due mondi a parte, ma che al di là delle fratture storiche condividono innumerevoli somiglianze. «Questo appuntamento così importante – ha precisato Pagliara – dimostra come, nonostante le restrizioni finanziare che quest'anno hanno colpito tutte le manifestazioni culturali, compresa Lech Lechà, si possa continuare a pensare e a progettare in grande».
Pagliara ha quindi lasciato la parola all'avv. Luigi Riserbato, sindaco di Trani, il quale ha ricordato come la sua città identifichi geograficamente e culturalmente una delle più importanti "famiglie" ebraiche. «Lo si legge – ha detto il sindaco – nelle tracce rimaste ben visibili in questo luogo, nelle quali è sembrata quasi scolpita la promessa di un ritorno che ha avuto la sua prima grande concretizzazione con la riapertura della Sinagoga Scolanova». Ha quindi fatto riferimento alla proposta, anch'essa molto concreta, di creare a Trani un Centro Studi sull'Ebraismo che si richiami a quel ruolo di centralità svolto dalla città in un fulgido passato di cui rimane memoria nei documenti storici. Ha infine ricordato come il legame di Trani con gli Ebrei non sia cessato col triste evento della loro cacciata dalla Puglia, ma abbia avuto una rinnovata testimonianza anche durante il periodo delle Leggi razziali fasciste quando tanti ebrei – memori dell'antico connubio – videro in Trani e nella sua capacità di accoglienza un nuovo baluardo contro la violenza, il disprezzo e la discriminazione. «Ecco perché – ha concluso Riserbato – mi sento di dire che quello con gli ebrei è, e rimane, un rapporto di amicizia e di gratitudine che oggi è ancora una volta destinato a crescere».
Nel ricordare come Trani faccia parte di quella macro-comunità ebraica che comprende Napoli e l'intera Italia Meridionale, Pagliara ha quindi passato la parola a Pier Luigi Campagnano, che di tale comunità è Presidente. Ancora una volta come in altre occasioni, Campagnano, ha tenuto a sottolineare il ruolo centrale giocato dalla Puglia nella costruzione di importanti aspetti della cultura e delle tradizioni ebraiche, ruolo ben documentato e testimoniato nelle fonti. Una realtà che va a costituire il solidissimo fondamento per la rinascita di un incontro e di un dialogo fra culture che è alla base di qualsiasi rapporto di pacifica convivenza. Pagliara ha quindi invitato per un saluto il prof. Andrea Lovato, ricercatore dell'Università di Bari impegnato negli studi sugli aspetti giuridici del mondo romano antico e prossimo moderatore in uno degli incontri più attesi di Lech Lechà: quello che vedrà protagonisti il giudice Ferdinando Imposimato, il prof. Luigi Pannarale e il rabbino capo della comunità ebraica di Roma rav Riccardo Di Segni sul tema «Presupposti di giustizia nella disobbedienza civile; una lettura sociale ed ebraica».
Lovato ha apprezzato la sensibilità dell'amministrazione di Trani «verso quei popoli che, come quello ebraico, hanno alle spalle una tradizione di storia, passione e sofferenza» e si è detto felice di essere stato invitato a una manifestazione che si pone come «un'occasione per aprire la mente al dialogo e al confronto, presupposti imprescindibili perché alla logica della violenza e della morte possa contrapporsi la logica della vita e della pace». Pagliara ha quindi ringraziato il rabbino di Napoli Scialom Bahbout e il direttore artistico di Lech Lechà Francesco Lotoro per aver saputo con lungimiranza guardare con il giusto anticipo a questa rinascita dell'ebraismo in Puglia e nel Meridione, agevolando tale processo attraverso un'iniziativa coinvolgente come la Settimana della Cultura Ebraica. A testimonianza del legame, vivo e attuale, degli ebrei con la Puglia, Pagliara ha quindi ceduto la parola a Eugenia Graubardt, esponente di una famiglia ebraica legata alla Puglia da generazioni, la quale ha parlato del desiderio, spesso riscontrato fra la gente, di conoscere più a fondo l'ebraismo, soprattutto alla luce di evidenti tracce culturali che talora sopravvivono in tradizioni locali delle cui vere origini si è persa consapevolezza. Ha quindi ricordato come oggi si vada intensificando il legame fra Puglia e mondo ebraico anche da un punto di vista logistico attraverso iniziative come l'apertura di un canale aereo fra Puglia e Israele che passa attraverso l'aeroporto di Brindisi.
Ha chiuso l'incontro inaugurale Francesco Lotoro, direttore artistico della manifestazione, il quale ha ricordato i primi sopralluoghi a Trani in compagnia di quanti, come il rabbino Bahbout, lo hanno sostenuto nella realizzazione del sogno di ridare un ruolo di primo piano sociale e civile alla comunità ebraica tranese e pugliese, una comunità la cui storia – dopo il '500 - in gran parte proseguì sull'altra sponda dell'Adriatico, a Salonicco e Corfù e che oggi torna alle sue origini. Ha quindi concluso con un veloce excursus sul programma della manifestazione appena iniziata. Un viaggio che va dalla filosofia alla musica, al teatro, al cinema, all'attualità del dialogo fra Ebraismo ed Islam sino alla cucina kasher, allo studio della lingua ebraica, alla Cabalà, allo studio della Torà e alle visite guidate per scoprire i tesori di Puglia. L'inaugurazione di Lech Lechà ha avuto in serata un seguito anche a San Nicandro Garganico, cittadina del foggiano di consolidata tradizione ebraica soprattutto nel corso del '900, dove alle 19,00 e alle 21.00 presso Palazzo Fioritto – nell'ambito delle sezioni Sefarim ed Un Ebreo a Hollywood, due delle 12 in cui si articola la rassegna – si sono tenuti l'incontro letterario con Marco Di Porto, autore del libro "Nessuna notte è infinita" (ed. Lantana) e la proiezione del film "Jona che visse nella balena" di Roberto Faenza.
La rassegna Lech Lechà è promossa dall'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, dalla Comunità Ebraica di Napoli e dal Comune di Trani, nonché patrocinata dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dai Comuni di Barletta, Brindisi, Manfredonia, San Nicandro Garganico e Sogliano Cavour. Direttore artistico: Francesco Lotoro.
Pagliara ha quindi lasciato la parola all'avv. Luigi Riserbato, sindaco di Trani, il quale ha ricordato come la sua città identifichi geograficamente e culturalmente una delle più importanti "famiglie" ebraiche. «Lo si legge – ha detto il sindaco – nelle tracce rimaste ben visibili in questo luogo, nelle quali è sembrata quasi scolpita la promessa di un ritorno che ha avuto la sua prima grande concretizzazione con la riapertura della Sinagoga Scolanova». Ha quindi fatto riferimento alla proposta, anch'essa molto concreta, di creare a Trani un Centro Studi sull'Ebraismo che si richiami a quel ruolo di centralità svolto dalla città in un fulgido passato di cui rimane memoria nei documenti storici. Ha infine ricordato come il legame di Trani con gli Ebrei non sia cessato col triste evento della loro cacciata dalla Puglia, ma abbia avuto una rinnovata testimonianza anche durante il periodo delle Leggi razziali fasciste quando tanti ebrei – memori dell'antico connubio – videro in Trani e nella sua capacità di accoglienza un nuovo baluardo contro la violenza, il disprezzo e la discriminazione. «Ecco perché – ha concluso Riserbato – mi sento di dire che quello con gli ebrei è, e rimane, un rapporto di amicizia e di gratitudine che oggi è ancora una volta destinato a crescere».
Nel ricordare come Trani faccia parte di quella macro-comunità ebraica che comprende Napoli e l'intera Italia Meridionale, Pagliara ha quindi passato la parola a Pier Luigi Campagnano, che di tale comunità è Presidente. Ancora una volta come in altre occasioni, Campagnano, ha tenuto a sottolineare il ruolo centrale giocato dalla Puglia nella costruzione di importanti aspetti della cultura e delle tradizioni ebraiche, ruolo ben documentato e testimoniato nelle fonti. Una realtà che va a costituire il solidissimo fondamento per la rinascita di un incontro e di un dialogo fra culture che è alla base di qualsiasi rapporto di pacifica convivenza. Pagliara ha quindi invitato per un saluto il prof. Andrea Lovato, ricercatore dell'Università di Bari impegnato negli studi sugli aspetti giuridici del mondo romano antico e prossimo moderatore in uno degli incontri più attesi di Lech Lechà: quello che vedrà protagonisti il giudice Ferdinando Imposimato, il prof. Luigi Pannarale e il rabbino capo della comunità ebraica di Roma rav Riccardo Di Segni sul tema «Presupposti di giustizia nella disobbedienza civile; una lettura sociale ed ebraica».
Lovato ha apprezzato la sensibilità dell'amministrazione di Trani «verso quei popoli che, come quello ebraico, hanno alle spalle una tradizione di storia, passione e sofferenza» e si è detto felice di essere stato invitato a una manifestazione che si pone come «un'occasione per aprire la mente al dialogo e al confronto, presupposti imprescindibili perché alla logica della violenza e della morte possa contrapporsi la logica della vita e della pace». Pagliara ha quindi ringraziato il rabbino di Napoli Scialom Bahbout e il direttore artistico di Lech Lechà Francesco Lotoro per aver saputo con lungimiranza guardare con il giusto anticipo a questa rinascita dell'ebraismo in Puglia e nel Meridione, agevolando tale processo attraverso un'iniziativa coinvolgente come la Settimana della Cultura Ebraica. A testimonianza del legame, vivo e attuale, degli ebrei con la Puglia, Pagliara ha quindi ceduto la parola a Eugenia Graubardt, esponente di una famiglia ebraica legata alla Puglia da generazioni, la quale ha parlato del desiderio, spesso riscontrato fra la gente, di conoscere più a fondo l'ebraismo, soprattutto alla luce di evidenti tracce culturali che talora sopravvivono in tradizioni locali delle cui vere origini si è persa consapevolezza. Ha quindi ricordato come oggi si vada intensificando il legame fra Puglia e mondo ebraico anche da un punto di vista logistico attraverso iniziative come l'apertura di un canale aereo fra Puglia e Israele che passa attraverso l'aeroporto di Brindisi.
Ha chiuso l'incontro inaugurale Francesco Lotoro, direttore artistico della manifestazione, il quale ha ricordato i primi sopralluoghi a Trani in compagnia di quanti, come il rabbino Bahbout, lo hanno sostenuto nella realizzazione del sogno di ridare un ruolo di primo piano sociale e civile alla comunità ebraica tranese e pugliese, una comunità la cui storia – dopo il '500 - in gran parte proseguì sull'altra sponda dell'Adriatico, a Salonicco e Corfù e che oggi torna alle sue origini. Ha quindi concluso con un veloce excursus sul programma della manifestazione appena iniziata. Un viaggio che va dalla filosofia alla musica, al teatro, al cinema, all'attualità del dialogo fra Ebraismo ed Islam sino alla cucina kasher, allo studio della lingua ebraica, alla Cabalà, allo studio della Torà e alle visite guidate per scoprire i tesori di Puglia. L'inaugurazione di Lech Lechà ha avuto in serata un seguito anche a San Nicandro Garganico, cittadina del foggiano di consolidata tradizione ebraica soprattutto nel corso del '900, dove alle 19,00 e alle 21.00 presso Palazzo Fioritto – nell'ambito delle sezioni Sefarim ed Un Ebreo a Hollywood, due delle 12 in cui si articola la rassegna – si sono tenuti l'incontro letterario con Marco Di Porto, autore del libro "Nessuna notte è infinita" (ed. Lantana) e la proiezione del film "Jona che visse nella balena" di Roberto Faenza.
La rassegna Lech Lechà è promossa dall'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, dalla Comunità Ebraica di Napoli e dal Comune di Trani, nonché patrocinata dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dai Comuni di Barletta, Brindisi, Manfredonia, San Nicandro Garganico e Sogliano Cavour. Direttore artistico: Francesco Lotoro.


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