Irene carbonara
Irene carbonara
Solidarietà

"Irene è il mio eroe di Trani": in un tema il riconoscimento al volontariato per i gatti randagi

"Suggerisco l'istituzione di un fondo per una clinica per animali e per sostenere il lavoro dei volontari”

Tutto è nato casualmente da una prova di inglese, un tema che invitava a segnalare al Sindaco l'azione di un cittadino meritevole di un riconoscimento per qualcosa di speciale. Ebbene, due ragazzi - su tre con la stessa traccia assegnata - senza suggerimenti, ma con parole sorprendentemente mature e davvero toccanti per l'eroe designato, hanno indicato la fondatrice e anima instancabile de "Il Collarino Rosso Onlus" irene carbonara come esempio di eroismo civico.
"In risposta al vostro invito, scrivo questa proposta per suggerire la mia idea di un eroe locale, che merita di essere onorato e di cui far conoscere il valore. Il mio eroe è ben conosciuto in città. La mia scelta è Irene Carbonara, presidente e fondatrice dell'associazione Il Collare Rosso Onlus. Sta dedicando tutta la sua vita a salvare animali dall'abbandono e dai rifugi, dove spesso sono rimasti per anni. Ogni giorno, insieme ai suoi volontari, aiuta a nutrire i gatti randagi in tutti i quartieri, monitora la loro salute occupandosi anche delle vaccinazioni e della sterilizzazione, per prevenire il sovrappopolamento e le malattie. Uno dei motivi principali che mi ha portato a scegliere Irene è il modo instancabile e appassionato con cui si prende cura dei suoi amici a quattro zampe. Continua a lavorare ogni giorno in tutte le strade della città, indipendentemente dalla sua età, e segue anche gli animali dopo l'adozione. Se la mia scelta verrà accettata, suggerisco che il Consiglio istituisca un fondo per aiutare una clinica di primo soccorso per animali e per sostenere il lavoro dei volontari."
Poche righe che hanno commosso la stessa Irene, stupita del fatto che dei ragazzini riconoscano la fatica che c'è dietro questa azione e la sordità della Amministrazione: leggere che "il mio eroe è una persona ben conosciuta in città" appare quasi una denuncia di questa sordità, una denuncia che Irene affida di continuo ai social, a articoli sulle testate locali, a richieste di tesseramenti per sostenere le innumerevoli spese da affrontare per il sol fatto di non aver coscienza di vedersi affidare gatti che le vengono portati in condizioni disperate e abbandonarli a morte certa tra terribili sofferenze.
La casa di Irene è diventata negli anni un vero ospedale felino, un pronto soccorso permanente che accoglie i casi più gravi e lo stallo delle attese di adozione per le bestiole che non possono essere restituite alla strada. L'ultimo, in ordine di tempo, riguarda una gattina investita nei pressi della Villa Comunale, dove è presente una delle colonie feline assistite dalla onlus: fratture multiple a entrambe le zampine, giorni di interventi chirurgici, una lunga convalescenza già destinata a casa di Diana Di Natale, una delle volontarie e presidente da otto anni della Onlus e che, come Irene, ha trasformato la propria abitazione in un rifugio e pronto soccorso per gatti.
Irene è avanti con gli anni, e nel tema è sottolineato, così come lo ripete da tempo Iei stessa: "Le forze mi vengono meno. Vorrei garantire una continuità della mia azione, visto che ormai da tempo anche nelle città vicine la gente dice di "portare i gatti a trani da Irene carbonara", ma ho bisogno di un segno dal Comune, un segno tangibile e pratico, non una targa infiocchettata!". Già, la targa, il Sigillo della città di Trani, un premio simbolico di cui Irene stessa ha dichiarato di non sapere che farsene e che più volte ha minacciato di restituire in modo plateale per denunciare l'indifferenza rispetto a una azione instancabile e preziosa per l'intera comunità.
Il tema del ragazzino, inviato a Irene dalla sua insegnante, smette così di essere solo un bel compito scolastico e dovrebbe risuonare come una domanda pubblica. Se un adolescente riesce a capire che l'eroismo non è un gesto straordinario ma una responsabilità quotidiana, perché fermarsi al simbolo? Lo studente, nel suo tema, propone l'istituzione di un fondo comunale per sostenere una clinica di pronto soccorso per animali e il lavoro dei volontari. Non come assistenzialismo, ma come riconoscimento del valore e dell'impegno.
"Non vi invio questa testimonianza per vantarmi di elogi che non chiedo, ma perche spero davvero che finalmente il Comun e mi ascolti e cominci a collaborare in modo serio: Occuparsi degli animali non vuol dire trascurare gli esseri umani, ma dimostrare civiltà e umanità.
Forse la Città dovrebbe ascoltare quel tema. Perché quando sono i giovanissimi a indicare gli eroi, significa che gli adulti stanno rimandando da troppo tempo le decisioni che contano.
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