
Vita di città
L’installazione degli architetti in piazza potrebbe restare
Sarà inoltrata richiesta al Comune: «Utile continuare a parlare della nostra pietra». L’Ordine pensa ad alcune iniziative di promozione
Trani - lunedì 10 giugno 2013
11.51
L'installazione in pietra realizzata in piazza della Repubblica dall'Ordine degli architetti in occasione dei Dialoghi di Trani potrebbe restar lì ancora per qualche tempo. L'Ordine professionale sta per chiedere al Comune di prendere in considerazione questa ipotesi per poter affrontare – alla luce dell'interesse destato – in successivi incontri il tema della valorizzazione della pietra di Trani.
Francesca Onesti, presidente della commissione cultura dell'Ordine, spiega: «Abbiamo deciso di affiancare i Dialoghi spontaneamente e senza usufruire di contributo pubblico, contando sul supporto di alcune aziende private che hanno condiviso la nostra iniziativa, tesa a valorizzare i nostri giovani iscritti ed a promuovere il territorio, puntando i riflettori su un tesoro quale la pietra di Trani. La nostra idea è quella di non far calare l'attenzione sul tema, di continuare a discutere di rigenerazione urbana e di recupero delle radici della nostra identità attraverso un'architettura che torni ad essere veicolo universale delle regole dettate dalla natura: bisogna tornare a costruire in pietra, con un impatto ambientale praticamente nullo, mantenendo inalterata la qualità del microclima ed in maniera biocompatibile».
A prescindere da questa richiesta che sarà formalizzata al Comune, appare certo che non saranno rimosse le installazioni realizzate nelle aiuole.
Francesca Onesti, presidente della commissione cultura dell'Ordine, spiega: «Abbiamo deciso di affiancare i Dialoghi spontaneamente e senza usufruire di contributo pubblico, contando sul supporto di alcune aziende private che hanno condiviso la nostra iniziativa, tesa a valorizzare i nostri giovani iscritti ed a promuovere il territorio, puntando i riflettori su un tesoro quale la pietra di Trani. La nostra idea è quella di non far calare l'attenzione sul tema, di continuare a discutere di rigenerazione urbana e di recupero delle radici della nostra identità attraverso un'architettura che torni ad essere veicolo universale delle regole dettate dalla natura: bisogna tornare a costruire in pietra, con un impatto ambientale praticamente nullo, mantenendo inalterata la qualità del microclima ed in maniera biocompatibile».
A prescindere da questa richiesta che sarà formalizzata al Comune, appare certo che non saranno rimosse le installazioni realizzate nelle aiuole.
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