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Vita di città

L'ospedale di Trani? É colpa dell'umidità

A caccia di colpevoli dopo l'ennesima chiusura di un reparto

Ogni volta che in questi anni e mesi è venuta fuori la notizia di un reparto dell'ospedale di Trani, è cominciato il solito salmo responsoriale che rimarca le responsabilità iniziali, intermedie e finali, circa il declino e la quasi effettiva chiusura della struttura. La classe politica di ieri e di oggi, con i propri vassalli al seguito, appare come sempre ridicola. Se potessero scaricare tutto lo scaricabile, circa le responsabilità, specie con scadenze elettorali ormai prossime, cercherebbero colpevoli risalendo a Mussolini, Napoleone ed infine Adamo. Oltre Adamo non ci sarebbe più alcuno. Da Fitto a Ventola, dalla vedovanza della città rispetto all'impero dell'avvocato Pastore, alle definitive picconate sotto i governi di questi ultimi anni, tra sindaci senza peso specifico e presidenti regionali spietati in stile Emiliano, che ebbe pure il coraggio di venire a spacciare il punto di Pronto Intervento come rinascita e salvataggio.

Su tutti loro il tranese, che emette suoni più o meno udibili, scaglia e spalma la propria rabbia. Arhg, uoha, ahhh, ohh yes, oh no. Come un'amante qualsiasi di Ronaldo, il popolo tranese ha prima emesso i propri gemiti davanti al potere di turno (lascio a voi immaginare se di godimento o dolore) ed ora getta addosso a tutti utensili da cucina, scarpe, risme di carte mandate in Procura e altri lamenti sotto forma di suoni trogloditi e striduli.

Hanno creduto a tutti ed ora sono tutti contro tutti, in una confusione mentale che li porta indistintamente a fare processi ad Adamo, ad Avantario, a Mussolini e Tarantini, a Bottaro ed Emiliano, a Fitto ed a quello sparuto gruppo di disperati consiglieri che, fino a qualche anno fa, organizzava ancora gite a Maglie, da Fitto stesso, per prendere ordini. Ora il pretesto è la chiusura che diventa l'ultima chiusura, Medicina Interna, tra l'altro diretta in questi anni in modo egregio da un'altra eccellenza della sanità locale, il dott. Bartucci. Ci chiediamo, poi, che fine farà quest'ultimo dopo anni di onorata carriera: trasferito chissà dove?

Con un'osservazione voglio chiudere: in questi anni, ogni volta che parlavo con un nostro politico o qualche addetto ai lavori, poi assurto alla carriera politica, uno sbocco che quasi mai ha portato risultati, dinanzi alle mie rimostranze sul lento ed inesorabile declino del nostro ospedale, puntualmente mi rispondeva inarcando il sopracciglio e indurendo le chiappe, mentre si stringeva nelle spalle con imbarazzo. "Ma caro Giovanni, non puoi pensare che di questi tempi ci sia ancora un ospedale per ogni città eh eh!". Mi risuonano sempre queste parole, mandandomi in bestia, vedendo che c'è tutt'oggi un ospedale per ogni città: Barletta, Bisceglie, Andria, Corato, Molfetta. Tranne Trani.

L'ultimo clistere: la chiusura di Medicina potrebbe portare all'abbandono di ogni speranza circa l'esistenza di un Pronto Soccorso vero. Si prospetta dunque il triste contentino presentato da Emiliano come grande chance di rinascita: solo un punto di Pronto Intervento con limitazione d'orario (8- 20) con unico rinforzo su semplice Guardia medica (dalle 20 alle 8). Una diminutio senza se e senza ma. Altro che proclami e conferenze stampa di cartone.

Infermiere il clistere é finito? Qui gocciola tutto... non è colpa di nessuno tutto quello che è successo all'ospedale di Trani. Vuoi vedere che é colpa dell'umidità, tipico fenomeno tranese?
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