Marco Galiano
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Politica

L'Editoriale. Scusate il disturbo | Marco Galiano e la politica del dopo voto: a Trani equilibrio instabile tra Giunta, Consiglio e nuove geometrie del consenso

L'Amministrazione è in una fase di transizione piena: a città attende non solo la nascita dell’esecutivo, ma anche il primo vero banco di prova: l’elezione del Presidente del Consiglio comunale

La fase politica che si apre a Trani, all'indomani delle amministrative 2026 e in attesa della prima Giunta del sindaco Marco Galiano, è una di quelle in cui la politica conta più dei numeri e i numeri, al tempo stesso, condizionano ogni scelta politica. È una fase di transizione piena, in cui la città attende non solo la nascita dell'esecutivo, ma anche il primo vero banco di prova: l'elezione del Presidente del Consiglio comunale.
Dalle dichiarazioni dei protagonisti, raccolte a margine della Proclamazione dei Consiglieri Comunali avvenuta lo scorso 26 giugno, emerge un quadro tutt'altro che lineare, una maggioranza ancora in fase di assestamento, opposizioni strutturate ma non ideologiche, e soprattutto una nuova centralità dei pesi specifici interni alle coalizioni. Il risultato è una politica più frammentata, ma anche più costretta alla mediazione.

Galiano: istituzioni prima della politica, ma l'equilibrio è ancora da costruire
Il sindaco Marco Galiano prova a segnare da subito la rotta istituzionale del mandato. La sua impostazione è chiara: legalità, separazione dei ruoli e responsabilità amministrativa. Quando afferma che "è un fatto di rispetto della norma e quindi anche di legalità", il riferimento non è solo alla vicenda dei consiglieri chiamati a regolarizzare la propria posizione tributaria, ma alla volontà di fissare un perimetro di governo fondato su regole certe. Ma è un'altra frase a raccontare davvero la fase politica: "Ci sono degli aspetti da rimettere in equilibrio" una ammissione, indiretta ma significativa, che la maggioranza non è ancora completamente definita nei suoi assetti politici e che la costruzione della Giunta è anche un processo di bilanciamento tra sensibilità diverse.

Sul piano istituzionale, Galiano prova a blindare il metodo: "La scelta del Presidente del Consiglio dipende dal Consiglio. La nomina della Giunta dipende dal Sindaco: i due processi sono separati." un messaggio che serve a evitare sovrapposizioni, ma che allo stesso tempo fotografa una tensione inevitabile: quella tra autonomia del sindaco e dinamiche consiliari.

Tommaso Laurora: il consenso come leva politica nella maggioranza
In questo scenario si inserisce la posizione di Tommaso Laurora, leader di Italia Viva, il più suffragato della tornata elettorale, la sua è una lettura politica che parte dal dato elettorale come elemento non negoziabile.
Quando ricorda che Italia Viva è "il secondo partito del centrosinistra e il terzo in città", Laurora non fa solo una fotografia, ma pone una questione di rappresentanza interna alla coalizione. Il messaggio è chiaro: il consenso non è solo un dato statistico, ma un fattore che deve pesare nella costruzione degli equilibri di governo. E non a caso richiama anche il livello regionale della mediazione politica, segno che la partita delle nomine non si gioca esclusivamente dentro il perimetro comunale.

Fabrizio Ferrante: la continuità amministrativa come stabilizzatore politico
Più defilato sul piano mediatico, ma centrale sul piano politico, Fabrizio Ferrante rappresenta l'elemento di continuità amministrativa del centrosinistra. La sua esperienza da vicesindaco e assessore lo colloca in una posizione diversa: meno legata alla rappresentanza elettorale, più alla macchina di governo. In una fase in cui la Giunta deve ancora essere definita, la presenza di figure con esperienza amministrativa consolidata diventa un fattore di stabilizzazione. Ferrante incarna proprio questa funzione: ridurre il rischio di discontinuità gestionale in una fase politica ancora fluida.

Marinaro: il civismo come struttura stabile del nuovo sistema
Giacomo Marinaro rappresenta forse la novità più rilevante del quadro politico tranese. Il suo 21,5% non è solo un risultato elettorale importante, ma la certificazione di un civismo che non è più episodico, ma strutturato. La sua dichiarazione di voler esercitare un'opposizione "pronta con delle proposte" segna un cambio di paradigma: non più opposizione solo di controllo, ma anche di progettualità, in un sistema politico frammentato, il civismo diventa così un terzo polo stabile, capace di incidere sugli equilibri consiliari caso per caso.

Angelo Guarriello: opposizione forte e responsabilità politica
Sul versante del centrodestra, Angelo Guarriello rivendica il peso politico dei circa 12mila voti raccolti e imposta una linea di opposizione chiara: ferma, ma non distruttiva. La sua formula – "aiutare Trani attraverso la costruzione, non la distruzione" – si inserisce in un linguaggio politico che, pur mantenendo la distinzione tra maggioranza e opposizione, apre a una logica di confronto sui temi. Resta però una opposizione vigile, che non rinuncia al ruolo di controllo sull'azione amministrativa.

Il vero nodo: Giunta e Presidenza del Consiglio
Al centro di tutto resta una doppia partita ancora aperta, da un lato, la formazione della Giunta, che rappresenta il vero banco di prova della maggioranza Galiano: qui si misurerà la capacità del sindaco di tenere insieme le diverse anime della coalizione, dall'altro, l'elezione del Presidente del Consiglio comunale, formalmente prerogativa dell'aula ma politicamente decisiva. È qui che si misurerà il grado di coesione o di frizione interna alla maggioranza. Il dato politico più evidente è che Trani esce da queste elezioni senza un blocco dominante: nessuna forza è autosufficiente, nessuna opposizione è marginale, nessun consenso è irrilevante. Il risultato è una politica obbligata alla negoziazione permanente. Una politica in cui il potere non si esercita più per semplice forza numerica, ma attraverso equilibri mobili, accordi trasversali e capacità di costruire convergenze.Riflessioni finali. La vera discontinuità rispetto alla precedente amministrazione non si misurerà solo nella composizione della Giunta, ma nella qualità del metodo politico che verrà adottato, se prevarrà la logica della contrapposizione, il rischio sarà una consiliatura instabile, se invece prevarrà la logica della mediazione, Trani potrebbe sperimentare una stagione politica più complessa, ma anche più matura. In mezzo, una certezza: questa volta, nessuno governa da solo e chi lo capirà per primo sarà avvantaggiato nella partita!!



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