
Politica
Palazzo Beltrani: predisposto il pagamento per la catalogazione dei libri
28.967 euro, oltre Iva, per un anno di lavoro. La denuncia di Tommaso Laurora (Pd)
Trani - mercoledì 19 novembre 2014
7.19
Il consigliere comunale del Pd, Tommaso Laurora, rende noto che, la responsabile della biblioteca comunale, Daniela Pellegrino, e la dirigente dell'area Affari Generali, Istituzionali e Servizi alla persona Roberta Lorusso, hanno predisposto il pagamento per la catalogazione del patrimonio librario di Palazzo Beltrani. Si tratta, come chiarisce Laurora, di un incarico a suo tempo affidato alla società "Imago", cooperativa a responsabilità limitata di Lecce, la quale risulta già essere appaltatrice dei servizi di gestione della biblioteca.
«Ma cosa c'entra palazzo Beltrani con la biblioteca comunale? – chiede Laurora - nulla, se non fosse che anche a palazzo Beltrani vi è conservato un discreto patrimonio librario, costituito da qualche centinaio di libri. Quindi la dirigente Lorusso e la dottoressa Pellegrino pensarono bene di affidare la loro catalogazione alla cooperativa Imago, "in estensione" all'appalto di gestione dei servizi bibliotecari. In sostanza si tratta di una sorta di affidamento diretto (tanto per cambiare), anche perché il luogo di espletamento dell' "estensione" dell'appalto non sarebbe stata la biblioteca comunale ma palazzo Beltrani».
Verificato l'importo conseguente alla catalogazione, la questione, per Laurora, assume rilevanza. Ben 28.967 euro oltre IVA, per un lavoro durato un anno. «Ora potrei sbagliarmi, ma un anno per catalogare i libri depositati a palazzo Beltrani appare oggettivamente un lasso di tempo abnorme, come del resto spropositato mi sembra il compenso. La cosa strana è che alcuni dipendenti della cooperativa Imago erano assiduamente presenti ogni giorno a palazzo Beltrani, due per turno per due turni al giorno». Il consigliere dichiara, inoltre, che sembrerebbe che ci sia un dipendente fisso, probabilmente della stessa cooperativa, dedito all'apertura e chiusura del palazzo e quindi con compiti di custodia.
«Qualche tranese - conclude Laurora - potrebbe chiedersi quanti libri al giorno hanno catalogato e quanto costa la catalogazione del singolo libro». E ancora: «Qualche tranese potrebbe chiedersi che senso può avere spendere soldi pubblici per catalogare libri che non sono di proprietà effettiva del Comune di Trani, e che un giorno o l'altro potrebbero lasciare il Palazzo. Qualche tranese potrebbe sopratutto chiedersi se l'affidamento diretto o "estensione" dell'appalto sia stato o meno un artificio per ottenere un altro tipo di servizio, evitando la gara pubblica. Ai tranesi piacerebbe avere delle risposte».
«Ma cosa c'entra palazzo Beltrani con la biblioteca comunale? – chiede Laurora - nulla, se non fosse che anche a palazzo Beltrani vi è conservato un discreto patrimonio librario, costituito da qualche centinaio di libri. Quindi la dirigente Lorusso e la dottoressa Pellegrino pensarono bene di affidare la loro catalogazione alla cooperativa Imago, "in estensione" all'appalto di gestione dei servizi bibliotecari. In sostanza si tratta di una sorta di affidamento diretto (tanto per cambiare), anche perché il luogo di espletamento dell' "estensione" dell'appalto non sarebbe stata la biblioteca comunale ma palazzo Beltrani».
Verificato l'importo conseguente alla catalogazione, la questione, per Laurora, assume rilevanza. Ben 28.967 euro oltre IVA, per un lavoro durato un anno. «Ora potrei sbagliarmi, ma un anno per catalogare i libri depositati a palazzo Beltrani appare oggettivamente un lasso di tempo abnorme, come del resto spropositato mi sembra il compenso. La cosa strana è che alcuni dipendenti della cooperativa Imago erano assiduamente presenti ogni giorno a palazzo Beltrani, due per turno per due turni al giorno». Il consigliere dichiara, inoltre, che sembrerebbe che ci sia un dipendente fisso, probabilmente della stessa cooperativa, dedito all'apertura e chiusura del palazzo e quindi con compiti di custodia.
«Qualche tranese - conclude Laurora - potrebbe chiedersi quanti libri al giorno hanno catalogato e quanto costa la catalogazione del singolo libro». E ancora: «Qualche tranese potrebbe chiedersi che senso può avere spendere soldi pubblici per catalogare libri che non sono di proprietà effettiva del Comune di Trani, e che un giorno o l'altro potrebbero lasciare il Palazzo. Qualche tranese potrebbe sopratutto chiedersi se l'affidamento diretto o "estensione" dell'appalto sia stato o meno un artificio per ottenere un altro tipo di servizio, evitando la gara pubblica. Ai tranesi piacerebbe avere delle risposte».

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