Politica
Parcometri, Forza Trani chiede ad Amet di ritirare la gara
Tutte le anomalie del bando riscontrate da Roberto Visibelli
Trani - martedì 13 aprile 2010
Forza Trani torna nuovamente alla carica sulle procedure per gli appalti posti in essere dalle società comunali. Dopo le anomalie segnalate sull'appalto Amiu per la raccolta differienziata dei rifiuti, affidato direttamente ad una cooperativa di Bitonto, il leader del movimento civico Roberto Visibelli denuncia situazioni poco chiare sulla gara per la fornitura di parcometri bandita da Amet.
«La montagna - spiega Visibelli - ha finalmente partorito un topolino. Infatti, dopo tanto tempo e soldi persi per la mancata attivazione dei parcheggi a pagamento, l'Amet ha scopiazzato uno strano bando di gara che presenta varie, definiamole bonariamente, anomalie. Forza Trani, nell'interesse della pubblica amministrazione, correttamente e sollecitamente, ha segnalato le stranezze rilevate, invitando Amet a ritirare il bando e a riformularlo».
Questa la lettera indirizzata al Consiglio d'amministrazione ed al collegio sindacale dell'ex municipalizzata:
«Abbiamo appreso dai media che nei giorni scorsi Amet spa ha bandito una gara per la fornitura e posa in opera di un sistema di parcometri ed allestimento aree per la gestione della sosta a raso a pagamento su suolo comunale della Città di Trani. Verrebbe da dire finalmente atteso che l'affidamento ad Amet spa della gestione dei parcheggi, da parte del Comune di Trani, risale ad oltre un anno fa. Per inciso, gradiremmo sapere di chi sia la responsabilità per tale grave ritardo e chi pagherà per i mancati introiti in favore delle Casse Comunali. In questi giorni, comunque, abbiamo avuto modo di leggere attentamente sia il bando di gara, sia il relativo capitolato speciale e, in proposito, non possiamo non rilevare che tali documenti presentino alcune, definiamole benevolmente, anomalie.
In relazione al Bando di Gara, si evidenziano, infatti, delle "strane" richieste, in termini di verifica della capacità economico finanziaria: a fronte di un importo a base d'asta pari a 385.000 Euro + Iva, vengono infatti richiesti, a pena di esclusione, riferiti all'ultimo triennio: un fatturato globale dell'ultimo triennio superiore a due milioni di Euro (art. 4.4.1 del bando); un fatturato, mediante vendita di sistemi di pagamento della sosta mediante parcometri, superiore a 500.000 Euro (art 4.4.2); un fatturato, mediante vendita di sistemi per la gestione integrata e informatizzata della sosta su strada e del traffico, superiore a 500.000 Euro (art 4.4.3).
In relazione alla verifica della capacità tecnica, vengono richiesti, sempre a pena di esclusione: l'elenco delle principali forniture di sistemi di pagamento della sosta a raso (parcometri), per una quantità minima di 50 unità e per almeno tre enti pubblici (art. 4.5.1); l'elenco delle principali forniture di sistemi di infomobilità (pannelli a messaggio variabile), in almeno 3 città e per un numero di impianti superiore a 30 unità (art. 4.5.2); l'elenco delle principali forniture di software di monitoraggio remoto di parcometri e gestione di pannelli di infomobilità (art. 4.5.3); l'elenco delle principali forniture dal quale risulti che l'impresa ha realizzato la fornitura integrata dei sistemi di cui ai punti precedenti (art.4.5.4).
A nostro sommesso parere, le richieste di Amet spa appaiono, a dir poco e a pensare bene, irragionevoli e fortemente limitative del numero di imprese partecipanti alla gara. Non comprendiamo infatti quale ragione porti a richiedere un fatturato minimo molto più grande dell'importo a base d'asta, nonché a richiedere come requisito necessario, l'aver fornito apparecchiature (pannelli a messaggio variabile) che non costituiscono oggetto della gara. Se è vero che tale richiesta viene da Amet spa giustificata con la generica "intenzione dell'ente di provvedere, nel tempo, alla realizzazione di un sistema urbano di infomobilità ed infopark, destinato alle aree di sosta a pagamento" (art 2.2 del Capitolato), per cui apparirebbe ragionevole prevedere un sistema informatico coordinabile, non possiamo non evidenziare che nella valutazione delle offerte, non sono previste valutazioni né sul costo dei sistemi di infomobilità, né sulla qualità degli stessi, atteso che ai sensi dell'art. 6 del capitolato saranno valutati sotto l'aspetto tecnico economico solamente i 46 parcometri. Per cui Amet spa, con siffatta guisa operativa, andrebbe a trovarsi nella condizione di aver scelto un sistema coordinato di cui non ha valutato né le caratteristiche tecniche, né il relativo costo!
Ma vi è di più: la gara prevede la sola fornitura e posa in opera di 46 parcometri, la formazione del personale tecnico in loco, la fornitura e posa in opera della segnaletica orizzontale e verticale, con una garanzia di dodici mesi. Stranamente non viene richiesta alcuna informazione sul costo della manutenzione ordinaria e straordinaria, una volta scaduta la garanzia. Inoltre resta a carico di Amet spa la gestione dei parcometri: raccolta del denaro, attività di controllo del regolare pagamento mediante ausiliari del traffico, manutenzione della segnaletica, materiale di consumo, polizze assicurative contro danni…
Preso atto della palese inadeguatezza dei documenti di gara abbiamo provveduto ad una veloce indagine su internet in materia di gestione dei parcometri e sono emerse un paio di situazioni interessanti, relative ai comuni di Conversano e Barletta.
A Conversano è stata recentemente aggiudicata una gara della durata di cinque anni, con importo a base d'asta per l'intero periodo, pari ad € 525.000, per la realizzazione di un sistema di monitoraggio e gestione delle aree di sosta a pagamento su suolo comunale. Tale appalto curiosamente (ma non troppo) ha interi capitoli dei documenti di gara perfettamente corrispondenti ai corrispondenti dell'appalto bandito da Amet spa, con alcune rilevanti differenze. A Conversano l'impresa aggiudicataria, in cambio di una percentuale delle somme riscosse, si farà carico, per cinque anni, dell'intera gestione di almeno 20 parcometri, compresa manutenzione ordinaria e straordinaria degli stessi e della segnaletica, raccolta del denaro e controllo delle aree di sosta con proprio personale; in altre parole fornirà un servizio chiavi in mano dai costi certi, assumendosi anche l'alea dell'entità degli introiti.
Analogamente si è mossa la Barsa spa a Barletta, con una gara della durata di tre anni, con importo a base d'asta per l'intero periodo, pari ad € 190.000 per la fornitura in comodato, installazione e manutenzione di 111 parcometri, compreso hardware e software di gestione, allestimento della segnaletica e raccolta del denaro. E' inoltre previsto che allo scadere dei primi due anni, Barsa potrà riscattare il servizio acquistando le attrezzature ad un prezzo indicato in sede di offerta economica.
Come nota finale di colore, giova confrontare i tempi con i quali le imprese devono provvedere a riparare le apparecchiature guaste: Trani: entro 72 ore dalla segnalazione; Conversano: entro 48 ore dalla segnalazione; Barletta: entro 10 ore dalla segnalazione (compresi i festivi). Come al solito Trani si distingue per la sua "generosità". Per tutto quanto sopra esposto invitiamo fermamente Amet Spa, a revocare in autotutela la gara in corso, in modo da apportare gli opportuni correttivi ai documenti di gara».
«La montagna - spiega Visibelli - ha finalmente partorito un topolino. Infatti, dopo tanto tempo e soldi persi per la mancata attivazione dei parcheggi a pagamento, l'Amet ha scopiazzato uno strano bando di gara che presenta varie, definiamole bonariamente, anomalie. Forza Trani, nell'interesse della pubblica amministrazione, correttamente e sollecitamente, ha segnalato le stranezze rilevate, invitando Amet a ritirare il bando e a riformularlo».
Questa la lettera indirizzata al Consiglio d'amministrazione ed al collegio sindacale dell'ex municipalizzata:
«Abbiamo appreso dai media che nei giorni scorsi Amet spa ha bandito una gara per la fornitura e posa in opera di un sistema di parcometri ed allestimento aree per la gestione della sosta a raso a pagamento su suolo comunale della Città di Trani. Verrebbe da dire finalmente atteso che l'affidamento ad Amet spa della gestione dei parcheggi, da parte del Comune di Trani, risale ad oltre un anno fa. Per inciso, gradiremmo sapere di chi sia la responsabilità per tale grave ritardo e chi pagherà per i mancati introiti in favore delle Casse Comunali. In questi giorni, comunque, abbiamo avuto modo di leggere attentamente sia il bando di gara, sia il relativo capitolato speciale e, in proposito, non possiamo non rilevare che tali documenti presentino alcune, definiamole benevolmente, anomalie.
In relazione al Bando di Gara, si evidenziano, infatti, delle "strane" richieste, in termini di verifica della capacità economico finanziaria: a fronte di un importo a base d'asta pari a 385.000 Euro + Iva, vengono infatti richiesti, a pena di esclusione, riferiti all'ultimo triennio: un fatturato globale dell'ultimo triennio superiore a due milioni di Euro (art. 4.4.1 del bando); un fatturato, mediante vendita di sistemi di pagamento della sosta mediante parcometri, superiore a 500.000 Euro (art 4.4.2); un fatturato, mediante vendita di sistemi per la gestione integrata e informatizzata della sosta su strada e del traffico, superiore a 500.000 Euro (art 4.4.3).
In relazione alla verifica della capacità tecnica, vengono richiesti, sempre a pena di esclusione: l'elenco delle principali forniture di sistemi di pagamento della sosta a raso (parcometri), per una quantità minima di 50 unità e per almeno tre enti pubblici (art. 4.5.1); l'elenco delle principali forniture di sistemi di infomobilità (pannelli a messaggio variabile), in almeno 3 città e per un numero di impianti superiore a 30 unità (art. 4.5.2); l'elenco delle principali forniture di software di monitoraggio remoto di parcometri e gestione di pannelli di infomobilità (art. 4.5.3); l'elenco delle principali forniture dal quale risulti che l'impresa ha realizzato la fornitura integrata dei sistemi di cui ai punti precedenti (art.4.5.4).
A nostro sommesso parere, le richieste di Amet spa appaiono, a dir poco e a pensare bene, irragionevoli e fortemente limitative del numero di imprese partecipanti alla gara. Non comprendiamo infatti quale ragione porti a richiedere un fatturato minimo molto più grande dell'importo a base d'asta, nonché a richiedere come requisito necessario, l'aver fornito apparecchiature (pannelli a messaggio variabile) che non costituiscono oggetto della gara. Se è vero che tale richiesta viene da Amet spa giustificata con la generica "intenzione dell'ente di provvedere, nel tempo, alla realizzazione di un sistema urbano di infomobilità ed infopark, destinato alle aree di sosta a pagamento" (art 2.2 del Capitolato), per cui apparirebbe ragionevole prevedere un sistema informatico coordinabile, non possiamo non evidenziare che nella valutazione delle offerte, non sono previste valutazioni né sul costo dei sistemi di infomobilità, né sulla qualità degli stessi, atteso che ai sensi dell'art. 6 del capitolato saranno valutati sotto l'aspetto tecnico economico solamente i 46 parcometri. Per cui Amet spa, con siffatta guisa operativa, andrebbe a trovarsi nella condizione di aver scelto un sistema coordinato di cui non ha valutato né le caratteristiche tecniche, né il relativo costo!
Ma vi è di più: la gara prevede la sola fornitura e posa in opera di 46 parcometri, la formazione del personale tecnico in loco, la fornitura e posa in opera della segnaletica orizzontale e verticale, con una garanzia di dodici mesi. Stranamente non viene richiesta alcuna informazione sul costo della manutenzione ordinaria e straordinaria, una volta scaduta la garanzia. Inoltre resta a carico di Amet spa la gestione dei parcometri: raccolta del denaro, attività di controllo del regolare pagamento mediante ausiliari del traffico, manutenzione della segnaletica, materiale di consumo, polizze assicurative contro danni…
Preso atto della palese inadeguatezza dei documenti di gara abbiamo provveduto ad una veloce indagine su internet in materia di gestione dei parcometri e sono emerse un paio di situazioni interessanti, relative ai comuni di Conversano e Barletta.
A Conversano è stata recentemente aggiudicata una gara della durata di cinque anni, con importo a base d'asta per l'intero periodo, pari ad € 525.000, per la realizzazione di un sistema di monitoraggio e gestione delle aree di sosta a pagamento su suolo comunale. Tale appalto curiosamente (ma non troppo) ha interi capitoli dei documenti di gara perfettamente corrispondenti ai corrispondenti dell'appalto bandito da Amet spa, con alcune rilevanti differenze. A Conversano l'impresa aggiudicataria, in cambio di una percentuale delle somme riscosse, si farà carico, per cinque anni, dell'intera gestione di almeno 20 parcometri, compresa manutenzione ordinaria e straordinaria degli stessi e della segnaletica, raccolta del denaro e controllo delle aree di sosta con proprio personale; in altre parole fornirà un servizio chiavi in mano dai costi certi, assumendosi anche l'alea dell'entità degli introiti.
Analogamente si è mossa la Barsa spa a Barletta, con una gara della durata di tre anni, con importo a base d'asta per l'intero periodo, pari ad € 190.000 per la fornitura in comodato, installazione e manutenzione di 111 parcometri, compreso hardware e software di gestione, allestimento della segnaletica e raccolta del denaro. E' inoltre previsto che allo scadere dei primi due anni, Barsa potrà riscattare il servizio acquistando le attrezzature ad un prezzo indicato in sede di offerta economica.
Come nota finale di colore, giova confrontare i tempi con i quali le imprese devono provvedere a riparare le apparecchiature guaste: Trani: entro 72 ore dalla segnalazione; Conversano: entro 48 ore dalla segnalazione; Barletta: entro 10 ore dalla segnalazione (compresi i festivi). Come al solito Trani si distingue per la sua "generosità". Per tutto quanto sopra esposto invitiamo fermamente Amet Spa, a revocare in autotutela la gara in corso, in modo da apportare gli opportuni correttivi ai documenti di gara».
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