Referendum costituzionale: Foto Carla Anna Penza" />
Referendum costituzionale: "Riforma della Giustizia: sì o no?. Foto Carla Anna Penza
Attualità

Referendum costituzionale: "Riforma della Giustizia: sì o no?", un evento, promosso da Libera Trani

Giudici e Avvocate ne hanno discusso tra garanzie costituzionali e necessità di rinnovamento

Il 9 febbraio, la Sala Ronchi della Biblioteca "G. Bovio" di Trani ha ospitato un confronto sul Referendum costituzionale sulla giustizia 2026, dal titolo "Riforma della Giustizia: sì o no?". L'evento, promosso dall'associazione Libera Trani e dall'Università della Terza Età, è stato pensato come un esercizio di democrazia partecipata, volto a offrire ai cittadini gli strumenti per un voto più consapevole. Sotto la moderazione dei professori Gaetano Attivissimo, Direttore dell'Università della Terza Età di Trani, e Francesco Pacini, il tavolo dei relatori ha visto contrapporsi due visioni opposte: da un lato, le ragioni del "no" sostenute dalla Dott.ssa Marzia Guerra, Giudice civile Sezione fallimentare di Trani, e dalla Dott.ssa Marina Chiddo, Giudice per le Indagini preliminari di Trani; dall'altro, le ragioni del "si" argomentate dalle avvocate del Foro di Trani Alessia Agrimi e Lucia Corraro.

La Dott.ssa Marzia Guerra ha aperto il confronto descrivendo il progetto legislativo come un "iceberg". Se la punta visibile è la separazione delle carriere, la base nasconderebbe un mutamento costituzionale profondo. Secondo Guerra, la riforma non si limita a formalizzare una distinzione di ruoli già esistente, ma rischia di compromettere l'indipendenza della magistratura attraverso l'introduzione del sorteggio per i membri del CSM. Tale meccanismo, rappresenterebbe per la magistratura una ferita alla democrazia interna, lasciando alla politica un potere di nomina intatto e creando uno squilibrio pericoloso per la libertà del cittadino.
Il nodo cruciale rimane l'efficienza: "la riforma, sostiene Guerra, non affronta i tempi dei processi. La vera crisi della giustizia italiana sarebbe strutturale, legata alla cronica carenza di organico e alla precarietà del personale assunto con il PNRR, i cui tagli mettono a rischio la tenuta degli uffici".

Di segno opposto è l'analisi dell'Avv. Alessia Agrimi, che considera la riforma una necessità storica per superare un modello anacronistico. L'unicità delle carriere è vista come un retaggio del passato che stride con il principio di parità tra accusa e difesa.
L'avvocata ha inoltre posto l'accento sulla responsabilità e sul fallimento dei sistemi di "filtro" delle indagini. Agrimi dice: "l'alto numero di assoluzioni in dibattimento non sarebbe un vanto, ma il sintomo di un sistema che non riesce a fermare prima i processi infondati, con costi umani ed economici devastanti per chi subisce ingiuste detenzioni".

Spostando il focus sul fronte opposto, la Dott.ssa Marina Chiddo ha rigettato l'immagine di un giudice "appiattito" sulle tesi del Pubblico Ministero. Chiddo sostiene che: "I dati sulle assoluzioni dimostrerebbero, al contrario, l'autonomia del giudicante. Il timore è che, recidendo il legame tra PM e cultura della giurisdizione, si crei un "super-poliziotto" focalizzato solo sulla condanna e non sulla ricerca della verità. Una separazione netta, secondo Chiddo, renderebbe la magistratura più debole e soggetta alle influenze della politica.

L'Avv. Lucia Corraro ha completato il quadro definendo la riforma come l'atto necessario per dare una "veste costituzionale" a un'esigenza già latente nello spirito della legge. Corraro
sottolinea che: "il processo deve vedere il Giudice al vertice, equidistante da Accusa e Difesa. Se un tempo la disparità era fisica, con il PM seduto in posizione sopraelevata nelle aule, oggi la distanza deve diventare sostanziale e scritta nella Carta Costituzionale". Secondo questa visione, la riforma servirebbe anche a spezzare il legame tra magistratura e correnti politiche, riportando il CSM alla sua funzione originaria di alta amministrazione.
Il dibattito sulla giustizia non è un semplice scontro tecnico tra esperti di leggi, ma una scelta di civiltà che definisce il volto della nostra democrazia. Tra chi teme un indebolimento dell'indipendenza giudiziaria e chi invoca una maggiore efficienza e imparzialità, resta ferma la necessità di un confronto che metta al centro i diritti del cittadino e la dignità del sistema giudiziario.
  • Referendum
Altri contenuti a tema
1 Ieri la costituzione del Comitato per il NO al referendum giustizia in Biblioteca comunale Ieri la costituzione del Comitato per il NO al referendum giustizia in Biblioteca comunale Con il dottor Vaira, la dottoressa Arbore e l’avvocato Pesce esposte le ragioni per cui votare no al prossimo referendum
Referendum marzo 2026: il Comune di Trani cerca disponibilità per i seggi Referendum marzo 2026: il Comune di Trani cerca disponibilità per i seggi Avviso per la formazione di un elenco aggiuntivo di elettori disponibili a svolgere le funzioni di scrutatore e presidente di seggio
Referendum, si costituisce a Trani il comitato del "NO" Referendum, si costituisce a Trani il comitato del "NO" Sabato 07 febbraio incontro alle ore 17:00 in Biblioteca Comunale
Riforma della Giustizia: Trani al centro del dibattito verso il Referendum Riforma della Giustizia: Trani al centro del dibattito verso il Referendum Lunedì 9 febbraio, presso la Biblioteca "G. Bovio", un confronto pluralista per analizzare i contenuti della riforma costituzionale
Referendum: Trani chiude con una affluenza del 29,79% Referendum: Trani chiude con una affluenza del 29,79% Delusione fra i referendari per il mancato raggiungimento del quorum
Referendum 2025 a Trani: affluenza al 21,45% dopo la prima giornata, quorum lontano alla rilevazione delle ore 23:00 Referendum 2025 a Trani: affluenza al 21,45% dopo la prima giornata, quorum lontano alla rilevazione delle ore 23:00 Con 9.695 votanti su 45.200 aventi diritto, Trani si attesta tra le città più partecipative della BAT, superando il dato provinciale del 19,15%
1 I dati referendari sull'affluenza alle urne a Trani: aggiornamento alle ore 12:00 I dati referendari sull'affluenza alle urne a Trani: aggiornamento alle ore 12:00 I dati sono stati diffusi dal Viminale anche per la Provincia Bat e Regione Puglia
Referendum, l'appello al voto: «Caldeggiamo tutti ad informarsi, leggere, ascoltare» Referendum, l'appello al voto: «Caldeggiamo tutti ad informarsi, leggere, ascoltare» Numerosi i firmatari del territorio, cittadini e credenti, componenti di associazioni ecclesiali-laicali
© 2001-2026 TraniViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica telematica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
TraniViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.