
Politica
Buoni spesa natalizi, la risposta del Comune non convince Riva Destra
Loconte all'assessore Ciliento: «Risposta imbarazzante. I cittadini non sono stupidi»
Trani - mercoledì 10 febbraio 2016
8.15 Comunicato Stampa
Polemica senza fine sulla questioni buoni spesa erogati dal Comune per Natale. Ecco la replica del movimento Riva Destra, che aveva adombrato l'ipotesi di una parentopoli che coinvolge il sindaco Amedeo Bottaro, ale spiegazioni fornite da Palazzo di città.
«La risposta del Comune di Trani sulla questione "Babbo Speciale" - dice Antonio Loconte - è imbarazzante e denota disistima nelle facoltà intellettive dei cittadini. La delibera di riferimento è fortemente viziata dalla violazione dell'art. 49 del Tuel: ogni delibera che incide "sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell'ente" deve necessariamente avere il parere del responsabile di ragioneria. In questo caso la giunta ha impegnato la somma di 7.000 euro e ha espressamente ritenuto "non necessario" tale parere».
«Il Comune, inoltre, ha allegato una relazione - prosegue - nella quale il Centro Jobel Trani, soggetto affidatario del servizio di Pronto Intervento Sociale, comunica all'ente i "risultati dell'iniziativa Babbo Speciale": in questo resoconto (privo di numero di protocollo e per questo motivo paragonabile alla "carta straccia") il Centro Jobel Trani afferma di aver contattato "10 punti vendita presenti sul territorio" e di aver "stipulato un contratto con 3 di questi". Tutto ciò in netto contrasto con quanto stabilito dall'art. 107 del Tuel secondo cui tale compito spetta esclusivamente al dirigente. Ci chiediamo,quindi, a quale titolo il Centro Jobel Trani possa svolgere una indagine di mercato e, conseguentemente, "stipulare un contratto". Parliamo di una cooperativa sociale il cui compito primario è quello di aiutare i bisognosi attraverso raccolte alimentari e assistenza, non di sostituirsi all'amministrazione o al Dirigente competente».
«L'assessore Ciliento - continua Loconte - ha dichiarato di annusare "l'odore sgradevole della malafede" intorno a questa vicenda: evidentemente consultare il Tuel e pretenderne l'applicazione significa essere in malafede. Eppure Debora Ciliento, assessore al Personale e non ai Servizi Sociali, avrebbe potuto scongiurare "l'odore sgradevole" chiedendo agli uffici preposti l'anticipo di un quantitativo di buoni pasto (in dotazione per i dipendenti comunali) necessario per soddisfare le richieste: sarebbe stata la soluzione economicamente migliore e avrebbe evitato l'imbarazzante questione "parentale" (questi buoni, infatti, sono spendibili in qualsiasi supermercato). Le ultime vicende hanno chiaramente dissolto il rapporto di fiducia tra Sindaco e cittadinanza facendo venir meno i presupposti per il prosieguo dell'attività di governo: Riva Destra, rebus sic stantibus, chiede le immediate dimissioni dell'Avv. Amedeo Bottaro dalla carica di primo cittadino. Ora, invece di pensare alle "eminenze oscure", all'odore "sgradevole della malafede" e a giudicare "idioti" coloro che sollevano criticità, sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza - conclude - dovrebbero fare mea culpa e individuare tra loro i colpevoli del fallimento amministrativo».
«La risposta del Comune di Trani sulla questione "Babbo Speciale" - dice Antonio Loconte - è imbarazzante e denota disistima nelle facoltà intellettive dei cittadini. La delibera di riferimento è fortemente viziata dalla violazione dell'art. 49 del Tuel: ogni delibera che incide "sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell'ente" deve necessariamente avere il parere del responsabile di ragioneria. In questo caso la giunta ha impegnato la somma di 7.000 euro e ha espressamente ritenuto "non necessario" tale parere».
«Il Comune, inoltre, ha allegato una relazione - prosegue - nella quale il Centro Jobel Trani, soggetto affidatario del servizio di Pronto Intervento Sociale, comunica all'ente i "risultati dell'iniziativa Babbo Speciale": in questo resoconto (privo di numero di protocollo e per questo motivo paragonabile alla "carta straccia") il Centro Jobel Trani afferma di aver contattato "10 punti vendita presenti sul territorio" e di aver "stipulato un contratto con 3 di questi". Tutto ciò in netto contrasto con quanto stabilito dall'art. 107 del Tuel secondo cui tale compito spetta esclusivamente al dirigente. Ci chiediamo,quindi, a quale titolo il Centro Jobel Trani possa svolgere una indagine di mercato e, conseguentemente, "stipulare un contratto". Parliamo di una cooperativa sociale il cui compito primario è quello di aiutare i bisognosi attraverso raccolte alimentari e assistenza, non di sostituirsi all'amministrazione o al Dirigente competente».
«L'assessore Ciliento - continua Loconte - ha dichiarato di annusare "l'odore sgradevole della malafede" intorno a questa vicenda: evidentemente consultare il Tuel e pretenderne l'applicazione significa essere in malafede. Eppure Debora Ciliento, assessore al Personale e non ai Servizi Sociali, avrebbe potuto scongiurare "l'odore sgradevole" chiedendo agli uffici preposti l'anticipo di un quantitativo di buoni pasto (in dotazione per i dipendenti comunali) necessario per soddisfare le richieste: sarebbe stata la soluzione economicamente migliore e avrebbe evitato l'imbarazzante questione "parentale" (questi buoni, infatti, sono spendibili in qualsiasi supermercato). Le ultime vicende hanno chiaramente dissolto il rapporto di fiducia tra Sindaco e cittadinanza facendo venir meno i presupposti per il prosieguo dell'attività di governo: Riva Destra, rebus sic stantibus, chiede le immediate dimissioni dell'Avv. Amedeo Bottaro dalla carica di primo cittadino. Ora, invece di pensare alle "eminenze oscure", all'odore "sgradevole della malafede" e a giudicare "idioti" coloro che sollevano criticità, sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza - conclude - dovrebbero fare mea culpa e individuare tra loro i colpevoli del fallimento amministrativo».
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