Asl BT - PTA di Trani. <span>Foto Tonino Lacalamita</span>
Asl BT - PTA di Trani. Foto Tonino Lacalamita
Sanità

Sanità, la svolta di Decaro tocca anche Trani: ambulatori aperti sera e weekend

Primo atto del Governatore contro le liste d’attesa: «Piani straordinari in 15 giorni». Nella BAT tempi biblici per esami, ora si corre ai ripari con aperture fino alle 23

È stata la promessa cardine della sua campagna elettorale, il tema su cui si è giocata gran parte della fiducia dei pugliesi: abbattere il muro delle liste d'attesa. Oggi, quella promessa si traduce nel primo atto ufficiale firmato da Antonio Decaro come Presidente della Regione Puglia. La situazione di partenza, d'altronde, non ammetteva ulteriori rinvii.

In Puglia, e in particolare nella provincia Barletta-Andria-Trani (BAT), i dati recenti fotografano un sistema in affanno: per una risonanza, una visita cardiologica o un'ecografia, i cittadini si sono spesso visti proporre appuntamenti a 12 o 18 mesi di distanza, o addirittura agende chiuse, costringendo molti a ricorrere al privato a pagamento o a rinunciare alle cure. A Trani e nei comuni limitrofi, la difficoltà di accesso alle prestazioni nei tempi previsti dai codici di priorità è una delle criticità più sentite dall'utenza.

Il Piano: ambulatori aperti 7 giorni su 7 e fino alle 23
Il provvedimento firmato da Decaro impone una terapia d'urto immediata. Le Asl, inclusa quella della BAT, hanno ora 15 giorni di tempo per predisporre piani aziendali straordinari. L'obiettivo è recuperare le prestazioni prenotate oltre i tempi massimi previsti, agendo su tre leve fondamentali:
  1. Aperture straordinarie degli ambulatori anche il sabato e la domenica.
  2. Estensione della funzionalità giornaliera a 12 ore.
  3. Prolungamento delle attività fino alle ore 23:00.
Questa estensione oraria sarà applicata in via prioritaria, per i primi 5 mesi, al recupero delle prestazioni con codici U (Urgenti) e B (Brevi).

Decaro: «Patto con i cittadini, ma serve appropriatezza»
«Il mio primo provvedimento è dedicato ai cittadini che mi hanno chiesto di prendermi cura della loro salute», ha dichiarato il Governatore, mettendo però in guardia su un aspetto cruciale: l'appropriatezza delle richieste. «Oltre il 40% delle prescrizioni di radiodiagnostica (TAC e risonanza magnetica) risulta potenzialmente inappropriato», ha sottolineato Decaro. «Questo significa sottrarre un esame utile a chi ne ha davvero bisogno».

Le regole per medici e privati
Il piano non si limita agli orari. Per garantire i tempi di attesa, i Direttori Generali potranno ricorrere all'attività intramoenia, alle prestazioni aggiuntive e al privato accreditato (entro i limiti di spesa vigenti). Tuttavia, viene introdotto un paletto rigido: l'attività privata dei medici ospedalieri (intramoenia) non potrà mai superare, in volume, quella istituzionale pubblica. Chi sgarra rischia la sospensione del diritto all'attività libera.

Tempi e controlli
Il sistema sarà sotto stretta sorveglianza. La Cabina di Regia regionale monitorerà mensilmente i progressi, mentre entro il 31 gennaio 2026 le aziende sanitarie dovranno presentare una relazione sugli esiti di questa sperimentazione. I risultati ottenuti incideranno direttamente sulla valutazione e sugli obiettivi dei Direttori Generali per l'anno in corso. Nelle prossime ore Decaro incontrerà i manager delle Asl e i sindacati: la corsa contro il tempo per restituire ai cittadini il diritto alla salute è ufficialmente iniziata. Maggiori dettagli dal sito della Regione Puglia:https://press.regione.puglia.it/-/decaro-firma-provvedimento-liste-d-attesa-si-abbattono-con-la-collaborazione-di-tutt

In video l'annuncio social del Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro
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