Protesta Santorsola Consiglio comunale
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Politica

Santorsola nel "Paese delle Meraviglie", ancora un attacco all'amministrazione

Il consigliere: «Vi racconto l'ultimo assurdo Consiglio comunale»

«Per tutte le sedici ore dedicate al consiglio comunale del 31 luglio ho avuto la sensazione di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, di essere stato catapultato in un "mondo all'incontrario" nel quale l'imperativo della sopravvivenza fosse andare contro tutte le regole». Ha deciso di intervenire in questo modo, in maniera quasi fiabesca, il consigliere comunale di Sel, Mimmo Santorsola, che per raccontare quanto accaduto nell'ultimo consiglio comunale.

«Mancava solo la "festa del non compleanno" - dice Santorsola - e la lunga maratona si sarebbe potuta raccontare come un viaggio fantastico in un paese delle meraviglie nel quale, al pari di Alice, mi ero ritrovato in un mondo sotterraneo fatto di paradossi, di assurdità e di "nonsense". Rispetto all'opera letteraria, forse, si potevano annotare due differenze: i paradossi e le assurdità erano più assurdamente paradossali e, purtroppo, quella che mi circondava era la realtà.

In quel contesto mi è sembrato offensivo sprecare il tempo a leggere le osservazioni che mi erano costate ore di studio e di consultazione con gli esperti ed allora, in un'aula animata solo dalla disattenzione e dal disinteresse, ho deciso di presentarle in forma scritta al Segretario generale e di pubblicarle, argomento per argomento, sulle nostre pagine web.

Esageratoooo, direte voi, eppure vi assicuro che non c'è stato un solo momento in cui la logica amministrativa e l'interesse della comunità abbiano fatto capolino in quella seduta e, se mi date un attimo del vostro tempo, vi espongo il mio punto di vista. La macchina organizzatrice aveva presentato un numero esagerato di delibere tra le quali un bilancio preventivo triennale ed un consuntivo che da soli sarebbero stati sufficienti a giustificare due giorni di discussione; la maggior parte delle 18 proposte erano prive, tra l'altro, della documentazione necessaria alla iscrizione nell'ordine del giorno ed avrebbero potuto essere esaminate in consigli comunali diversi, precedenti o successivi.

Il collegio dei revisori era diviso tra opposizione e maggioranza ed aveva presentato relazioni assurdamente contorte ed inconciliabili tra loro, differenti anche nel numero progressivo di protocollo, cosa che, da sola, basterebbe ad invalidare gli atti alle quali sono allegate per palese violazione della legge. Una pregiudiziale sollevata dal gruppo dei Verdi è stata male interpretata e messa ai voti come consenso o dissenso rispetto ad una norma del regolamento comunale e la maggioranza ha bocciato la norma! Le presunte incompatibilità rilevate sono passate sotto silenzio da parte di tutti gli incompatibili; nel caos generale si è levata una voce irritata per lanciare un'accusa di "stalking", con il rischio di trasformare in delitto contro la persona il dovere dell'opposizione di chiedere chiarimenti sui fatti e sulle persone. Più grave è stato il "no comment" di chi doveva verificare la sussistenza di eventuali conflitti di interessi e non l'ha fatto; speriamo almeno che il prefetto o la procura, ai quali su mia richiesta gli atti saranno inviati, dissolvano tutti i dubbi su eventuali illegittimità.

Emendamenti, anche condivisibili, presentati dalla maggioranza e dalla presidenza sono stati rifiutati e, di contro, emendamenti proposti da gruppi dell'opposizione hanno trovato favorevole accoglienza da parte dei dirigenti amministrativi. Che altro dire? Fatemi una domanda e vi darò la risposta che meritate ma è innegabile che avevo ragione quando ho espresso le mie previsioni su questo consiglio: la lunga settimana di intervallo fra la prima e la seconda convocazione di "un consiglio carico di aspettative e di incertezze" doveva essere utile "ad ammorbidire le eventuali richieste dei più esigenti ed a superare indenne la bufera che si era scatenata nei primi mesi dell'anno e che aveva portato alla revoca delle deleghe".

Così è stato: il Sindaco "ha ridistribuito le poltrone, ha bacchettato i più riottosi, ha accontentato i più potenti ed ha portato a compimento il progetto di questa "crisi ad personam". Ognuno, in cambio di un'alzata di mano, ha avuto quello che desiderava: c'è chi ha mantenuto la poltrona e chi, invece, si è battuto per la nomina di un assessore, uno ha incassato la sovvenzione per i giochi della cooperativa ed un altro l'impegno alla nomina di un revisore dei conti in famiglia, la maggior parte, invece, si è accontentata del miraggio di partecipare alla distribuzione di oltre 50 posti di lavoro tra gli adepti o i familiari.

Nessuna vergogna, anzi, tutti contenti, poco male se a scapito della comunità, ma il risultato più tangibile di quella giornata è stato lo sdoganamento di quanti, a dar retta ad una leggenda metropolitana, nella tornata elettorale del 2012 avevano barattato il proprio voto. Già, vuoi mettere??!!

Se un professionista di buona famiglia - conclude il consigliere - con tanto di lavoro avviato e con cariche istituzionali si lascia convincere ad esprimere "consenso ad una amministrazione che negli ultimi due anni non ha fatto altro che mostrare la sua incapacità di elaborare programmi e la sua impossibilità a soddisfare le necessità di cui la nostra comunità ha bisogno", se lo stesso professionista si dichiara disponibile ad attuare tattiche di disturbo che facilitino l'iter amministrativo dei provvedimenti in esame, se tutto quello che abbiamo detto è vero, con tutta la buona volontà di questo mondo, "c n g n fraic a nù" (frase difficilissima che significa: che importanza potrebbe rivestire per noi ) se un poveraccio o un disoccupato dovesse lasciarsi irretire da una scheda telefonica o da cinquanta euro (c'è anche chi dice venti!!) o, semmai, da un contributo alle feste familiari?».
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