
Politica
«Tares, immotivate le riserve di Laurora sulla gara»
D'Amore: «E' più conveniente una procedura di evidenza rispetto ad un affidamento diretto». Prosegue il botta e risposta tra l'assessore alle finanze ed il consigliere di Upf
Trani - lunedì 19 agosto 2013
9.00
Sulla vicenda della determina per l'affidamento del servizio di imbustamento e postalizzazione degli avvisi Tares, prosegue il ping pong fra Tommaso Laurora (Upf) e Michele D'Amore (assessore alle finanze).
«Ringrazio il consigliere Laurora – scrive D'Amore - per avermi regalato qualche momento di sano divertimento in questa calda giornata estiva. Dopo il sorriso, però, mi preme dover sottolineare che, evidentemente, il consigliere non ha ben compreso le parole del mio intervento: la mia nota voleva essere una risposta solo ad alcune delle sciocchezze da lui scritte, non a tutte quelle che ho letto. Pur non condividendo le riserve tecniche, mi sono soffermato sulla semplice spiegazione del perché sia stata scelta una procedura di evidenza rispetto ad un affidamento diretto. E a dirla tutta, mi chiedo come ci si possa lamentare di questa scelta. In poche parole, ho cercato, invano, di far capire a Laurora che una procedura di evidenza rispetto ad un affidamento diretto riesce a far spuntare all'Ente prezzi inferiori. Laurora, e credo sia chiaro, invece, avrebbe gradito un affidamento diretto a favore di un particolare fornitore. Per fortuna però è un semplice consigliere di opposizione, e quindi non ha la possibilità di dare atti di indirizzo. Inoltre poiché non credo Laurora abbia neanche i requisiti per ambire al ruolo di dirigente della ripartizione finanziaria, non capisco con quale competenza vuol correggere qualcosa che non potrebbe neanche scrivere».
«Pur potendo – prosegue D'Amore - non voglio intervenire sulle critiche tecniche al provvedimento, poiché ritengo veramente inutile dilungarmi. Nell'ipotesi che Laurora riesca a indirizzare correttamente una richiesta di annullamento al soggetto competente, che vorrei ricordare essere il Tar e non la procura, il consigliere si potrà rendere conto di quanto sbagliate siano le sue riserve. Qualora invece sia a conoscenza di ulteriori fatti configurabili come illeciti penali sono io a pregarlo di depositare una formale e circostanziata denuncia in procura».
«Infine – scrive D'Amore - vorrei precisare che il sottoscritto conosce bene i propri compiti, sa come agire e conosce limiti da rispettare per rendere il proprio operato utile alla collettività. Se è vero che per fare il consigliere serve farsi eleggere, però è altrettanto vero che per fare bene l'assessore serve avere le giuste competenze. Io, oltre alle competenze, ho anche qualche titolo che credo Laurora non abbia. Il mio assessorato è di certo uno dei più difficili, con compiti ingrati e problemi annosi, però credo di aver dimostrato come in poco tempo, grazie a tenacia ed impegno, sia stato possibile migliorare la disastrosa situazione finanziaria e contabile del Comune di Trani. Se Laurora poi crede veramente che un assessore non possa rispondere alle inutili e immotivate minacce di denunce in procura, si sbaglia, così come si sbaglia se immagina che le sue parole possano modificare le scelte di una dirigenza sana e capace come quella attuale».
«Ringrazio il consigliere Laurora – scrive D'Amore - per avermi regalato qualche momento di sano divertimento in questa calda giornata estiva. Dopo il sorriso, però, mi preme dover sottolineare che, evidentemente, il consigliere non ha ben compreso le parole del mio intervento: la mia nota voleva essere una risposta solo ad alcune delle sciocchezze da lui scritte, non a tutte quelle che ho letto. Pur non condividendo le riserve tecniche, mi sono soffermato sulla semplice spiegazione del perché sia stata scelta una procedura di evidenza rispetto ad un affidamento diretto. E a dirla tutta, mi chiedo come ci si possa lamentare di questa scelta. In poche parole, ho cercato, invano, di far capire a Laurora che una procedura di evidenza rispetto ad un affidamento diretto riesce a far spuntare all'Ente prezzi inferiori. Laurora, e credo sia chiaro, invece, avrebbe gradito un affidamento diretto a favore di un particolare fornitore. Per fortuna però è un semplice consigliere di opposizione, e quindi non ha la possibilità di dare atti di indirizzo. Inoltre poiché non credo Laurora abbia neanche i requisiti per ambire al ruolo di dirigente della ripartizione finanziaria, non capisco con quale competenza vuol correggere qualcosa che non potrebbe neanche scrivere».
«Pur potendo – prosegue D'Amore - non voglio intervenire sulle critiche tecniche al provvedimento, poiché ritengo veramente inutile dilungarmi. Nell'ipotesi che Laurora riesca a indirizzare correttamente una richiesta di annullamento al soggetto competente, che vorrei ricordare essere il Tar e non la procura, il consigliere si potrà rendere conto di quanto sbagliate siano le sue riserve. Qualora invece sia a conoscenza di ulteriori fatti configurabili come illeciti penali sono io a pregarlo di depositare una formale e circostanziata denuncia in procura».
«Infine – scrive D'Amore - vorrei precisare che il sottoscritto conosce bene i propri compiti, sa come agire e conosce limiti da rispettare per rendere il proprio operato utile alla collettività. Se è vero che per fare il consigliere serve farsi eleggere, però è altrettanto vero che per fare bene l'assessore serve avere le giuste competenze. Io, oltre alle competenze, ho anche qualche titolo che credo Laurora non abbia. Il mio assessorato è di certo uno dei più difficili, con compiti ingrati e problemi annosi, però credo di aver dimostrato come in poco tempo, grazie a tenacia ed impegno, sia stato possibile migliorare la disastrosa situazione finanziaria e contabile del Comune di Trani. Se Laurora poi crede veramente che un assessore non possa rispondere alle inutili e immotivate minacce di denunce in procura, si sbaglia, così come si sbaglia se immagina che le sue parole possano modificare le scelte di una dirigenza sana e capace come quella attuale».
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