PTA di Trani
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Sanità

Trani e Canosa, salvo il 118 notturno: arrivano 4 nuovi medici. Cronaca di un'emergenza rientrata (tra denunce e catene)

Sospiro di sollievo per le due città: dal 1° febbraio organico potenziato e nessun taglio. Ma per arrivare al risultato sono servite la "sentinella" di Articolo 97 e la protesta estrema di un 75enne

L'allarme rosso è rientrato, ma la sirena ha suonato forte per settimane, tenendo due città con il fiato sospeso. Trani e Canosa non perderanno la copertura medica notturna delle postazioni 118. A mettere la parola fine – si spera definitiva – ad una vertenza che rischiava di privare decine di migliaia di cittadini di un presidio salvavita è stato l'ultimo comunicato della Asl Bt, diramato oggi, 13 gennaio 2026.

La soluzione: 4 nuovi medici dal 1° febbraio
L'Asl Bt ha annunciato l'assunzione di quattro nuovi medici da assegnare al 118 a partire dal 1° febbraio. Una boccata d'ossigeno che permette di confermare che "non ci sarà alcuna interruzione dei turni notturni riguardo alle postazioni medicalizzate presenti a Trani e Canosa". Le procedure di reclutamento, definite "straordinarie", hanno scongiurato quello che tecnicamente veniva definito "eventuale momentanea riorganizzazione", ma che per i cittadini suonava come un taglio netto alla sicurezza.

L'antefatto: la "sentinella" Articolo 97
Per capire quanto questo risultato sia stato sofferto, bisogna riavvolgere il nastro al mese di dicembre 2025. Mentre la città si preparava al Natale, Articolo 97 lanciava un macigno nello stagno: "Volevano chiudere il Pronto Soccorso di notte e volevano farlo senza dirlo a nessuno". Era stata proprio il movimento tranese a svelare quello che, secondo la loro denuncia, era un piano pronto a scattare nel silenzio generale. "Se non fosse stato per il nostro comunicato, probabilmente questa situazione grave sarebbe passata in sordina", accusava il movimento, puntando il dito contro la mancanza di trasparenza del management e della politica regionale. Una denuncia profetica che ha costretto le istituzioni a uscire allo scoperto.

Il braccio di ferro e la protesta in catene
Le settimane successive sono state un'altalena di dichiarazioni e paure. L'8 gennaio, il Commissario Tiziana Dimatteo aveva ammesso le difficoltà: "Abbiamo perso sette medici del 118" e, pur garantendo il servizio "al momento", aveva evidenziato come di notte, a Trani e Canosa, mancassero già supporti come radiologia e laboratorio analisi. La tensione ha raggiunto l'apice appena 24 ore fa, lunedì 12 gennaio, quando a Canosa è andata in scena la protesta più dura. Sabino Armagno, 75 anni, si è incatenato all'interno dell'ex ospedale iniziando uno sciopero della fame. "Trovo inaccettabile la sospensione, i servizi previsti non sono mai stati attivati", aveva gridato l'uomo, chiedendo l'intervento del Governatore Decaro. Un gesto estremo che ha reso visibile la disperazione di chi temeva di restare senza cure.

La politica oggi rivendica il risultato, ma il problema resta
Oggi, con l'assunzione dei medici, la politica tira le somme. I neo consiglieri regionali del PD, Debora Ciliento e Domenico De Santis, in una nota congiunta esprimono soddisfazione: "Grazie alle sollecitazioni dei consiglieri locali abbiamo chiesto un celere intervento alla Commissaria, che ringraziamo". Tuttavia, sia la Asl che la politica non nascondono che l'emergenza è solo tamponata, non risolta alla radice. "Permangono le criticità legate alla carenza di personale a livello nazionale", ammette la Dimatteo. Le fa eco il coordinatore del 118 Donato Iacobone, che ringrazia gli operatori per l'impegno in "situazioni difficili vista la carenza di organico". Anche Ciliento e De Santis avvertono: "Servono contratti migliori. Non possiamo avere medici di serie A e medici di serie B, o continueremo ad avere carenze preoccupanti".

Per ora, Trani e Canosa possono dormire sonni più tranquilli, in attesa di conoscere i termini contrattuali per i neo assunti: a tempo determinato a scadenza? Oppure a termine indeterminato, la soluzione migliore?. Resta la consapevolezza che senza la vigilanza civica di chi ha lanciato l'allarme a dicembre, Articolo97 a Trani. e senza il coraggio di chi si è incatenato a gennaio, Sabino Armagno a Canosa, forse l'epilogo sarebbe stato diverso.
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