
Politica
Trani, il centrosinistra scopre le carte? Alberto Muciaccia è l’uomo del “patto a quattro”
Dopo il rimpasto tattico della Giunta, emerge la figura dell’ex Presidente dei Commercialisti. La benedizione di Boccia e Ciliento punta a blindare la coalizione e spegnere le ambizioni dei "solisti"
Trani - venerdì 6 febbraio 2026
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Mentre il centrodestra si perde ancora nei calcoli della bilancia elettorale, pesando consensi e autocandidature, il centrosinistra tranese prova a chiudere il cerchio con una mossa da "scacco matto". Il rimpasto di Giunta firmato dal sindaco Amedeo Bottaro, lungi dall'essere una semplice operazione amministrativa, si conferma il prologo necessario per l'incoronazione del successore a discapito dei pretendenti che già da tempo scalpitano.
A dispetto dei mal di pancia post nomine, nonostante le tensioni interne ed i timori di fughe solitarie verso altri lidi politici, la figura ideale sarebbe stata individuata in Alberto Muciaccia. Professionista stimato, già Presidente dell'Ordine dei Commercialisti, attuale revisore dei conti della STP, incarico marcato Amedeo Bottaro, e profondo conoscitore delle dinamiche aziendali pubbliche, Muciaccia non è un volto nuovo della politica cittadina. Il suo trascorso spazia dall'impegno nelle liste civiche, fu fra i promotori di "Trani Mò", una lista elettorale che si pose a sostegno di Ugo Operamolla, a suo tempo candidato sindaco, fino all'esperienza nel Partito Democratico, nel 2010 non riuscì a diventare Segretario del partito che andò ad appannaggio di Tommaso Laurora, attuale capogruppo in consiglio comunale di Italia Viva. Alberto Muciaccia sarebbe quindi il profilo perfetto per quel "campo largo" che Bottaro e i vertici regionali intendono blindare.
Il patto blindato Le voci di corridoio si fanno sempre più insistenti: il nome di Muciaccia sarebbe scaturito da un vertice ristrettissimo e blindato. Al tavolo, per definire l'assetto del dopo-Bottaro, sedevano i pesi massimi: il senatore Francesco Boccia, l'assessore regionale Debora Ciliento, lo stesso Amedeo Bottaro e l'avvocato Nicola Ventura, quest'ultimo per lungo tempo indicato come possibile candidato e ora, pare, tra i garanti dell'operazione.
L'azzardo della stabilità L'obiettivo della manovra è duplice: offrire alla città una figura tecnica ma politicamente navigata e, contemporaneamente, arginare i "solisti" della coalizione che sognavano la corsa in autonomia. Tuttavia, la scelta di "imporre" un nome dall'alto potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio. Se da una parte il rimpasto di giunta serve a ricordare a tutti di "remare nella stessa direzione", dall'altra il rischio di uno spacchettamento del bacino di voti resta concreto.
Riuscirà la sintesi trovata sul nome di Muciaccia a tenere uniti i pezzi di un centrosinistra che, dopo undici anni di gestione Bottaro, si trova davanti alla sfida più difficile: cambiare interprete senza perdere il potere? La partita è ufficialmente aperta.
A dispetto dei mal di pancia post nomine, nonostante le tensioni interne ed i timori di fughe solitarie verso altri lidi politici, la figura ideale sarebbe stata individuata in Alberto Muciaccia. Professionista stimato, già Presidente dell'Ordine dei Commercialisti, attuale revisore dei conti della STP, incarico marcato Amedeo Bottaro, e profondo conoscitore delle dinamiche aziendali pubbliche, Muciaccia non è un volto nuovo della politica cittadina. Il suo trascorso spazia dall'impegno nelle liste civiche, fu fra i promotori di "Trani Mò", una lista elettorale che si pose a sostegno di Ugo Operamolla, a suo tempo candidato sindaco, fino all'esperienza nel Partito Democratico, nel 2010 non riuscì a diventare Segretario del partito che andò ad appannaggio di Tommaso Laurora, attuale capogruppo in consiglio comunale di Italia Viva. Alberto Muciaccia sarebbe quindi il profilo perfetto per quel "campo largo" che Bottaro e i vertici regionali intendono blindare.
Il patto blindato Le voci di corridoio si fanno sempre più insistenti: il nome di Muciaccia sarebbe scaturito da un vertice ristrettissimo e blindato. Al tavolo, per definire l'assetto del dopo-Bottaro, sedevano i pesi massimi: il senatore Francesco Boccia, l'assessore regionale Debora Ciliento, lo stesso Amedeo Bottaro e l'avvocato Nicola Ventura, quest'ultimo per lungo tempo indicato come possibile candidato e ora, pare, tra i garanti dell'operazione.
L'azzardo della stabilità L'obiettivo della manovra è duplice: offrire alla città una figura tecnica ma politicamente navigata e, contemporaneamente, arginare i "solisti" della coalizione che sognavano la corsa in autonomia. Tuttavia, la scelta di "imporre" un nome dall'alto potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio. Se da una parte il rimpasto di giunta serve a ricordare a tutti di "remare nella stessa direzione", dall'altra il rischio di uno spacchettamento del bacino di voti resta concreto.
Riuscirà la sintesi trovata sul nome di Muciaccia a tenere uniti i pezzi di un centrosinistra che, dopo undici anni di gestione Bottaro, si trova davanti alla sfida più difficile: cambiare interprete senza perdere il potere? La partita è ufficialmente aperta.

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