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Cronaca
Via Martiri di Palermo, distrutti per la seconda volta vaso e foto in memoria di Raffaele Casale
Per la famiglia della giovane vittima è da escludersi l'atto vandalico
Trani - domenica 7 febbraio 2021
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Non c'è pace per Raffaele Casale, chef de Le Lampare morto nell'incidente stradale del 16 agosto 2017 in via Martiri di Palermo. A distanza di un mese, l'altarino in sua memoria ubicato nel luogo esatto dell'incidente è stato nuovamente distrutto. Solamente lo scorso 6 gennaio ignoti avevano distrutto la pianta e rubato la foto, ripristinati successivamente da un amico della vittima. Sabato 6 febbraio, papà Felice si è ritrovato davanti allo stesso ed identico scenario di un mese fa: pianta estirpata e vaso e foto spariti nel nulla.
Qualche giorno fa, il vaso era stato spostato vicino al muretto per consentire agli operai dell'Amet dei lavori ai pali dell'illuminazione, per non ostacolare per l'appunto le operazioni.
«Perché? - è la domanda che si pone Felice Casale -. Questo vaso è stato lì per tre anni e mezzo e non ha mai dato fastidio a nessuno». L'ipotesi che avanza la famiglia Casale infatti è che a qualcuno possa dar fastidio la recente riapertura delle indagini, escludendo quindi un atto vandalico.
Raffaele Casale perse il controllo della moto la notte del 16 agosto 2017 in via Martiri di Palermo finendo contro un palo della luce senza il coinvolgimento di altri mezzi. Morì poco dopo l'arrivo dei soccorsi.
Pochi giorni dopo la morte di Raffaele il pm della Procura di Trani, Donato Alessandro Pesce, dispose una perizia affinché fosse accertata la dinamica dello schianto. Dalle valutazioni fatte dall'ingegnere incaricato, sia sulla base delle tracce rimaste sull'asfalto che dei rilievi fotografici eseguiti dalla polizia dopo l'incidente, non emersero nuovi elementi rispetto a quanto non fosse stato già menzionato nei verbali redatti dal Commissariato di Polizia.
Secondo papà Felice, però, a contribuire allo sbandamento del mezzo sarebbero state le precarie condizioni di quel tratto di strada caratterizzato da scarsa illuminazione e asfalto ricoperto da aghi di pino. Qualche mese la famiglia Casale è riuscita ad ottenere la riapertura degli indagini attualmente coperte dal segreto investigativo. Sull'episodio è stato interpellato anche il sindaco Bottaro affinché possa dare il proprio contributo nel far luce sulla spinosa vicenda.
Qualche giorno fa, il vaso era stato spostato vicino al muretto per consentire agli operai dell'Amet dei lavori ai pali dell'illuminazione, per non ostacolare per l'appunto le operazioni.
«Perché? - è la domanda che si pone Felice Casale -. Questo vaso è stato lì per tre anni e mezzo e non ha mai dato fastidio a nessuno». L'ipotesi che avanza la famiglia Casale infatti è che a qualcuno possa dar fastidio la recente riapertura delle indagini, escludendo quindi un atto vandalico.
Raffaele Casale perse il controllo della moto la notte del 16 agosto 2017 in via Martiri di Palermo finendo contro un palo della luce senza il coinvolgimento di altri mezzi. Morì poco dopo l'arrivo dei soccorsi.
Pochi giorni dopo la morte di Raffaele il pm della Procura di Trani, Donato Alessandro Pesce, dispose una perizia affinché fosse accertata la dinamica dello schianto. Dalle valutazioni fatte dall'ingegnere incaricato, sia sulla base delle tracce rimaste sull'asfalto che dei rilievi fotografici eseguiti dalla polizia dopo l'incidente, non emersero nuovi elementi rispetto a quanto non fosse stato già menzionato nei verbali redatti dal Commissariato di Polizia.
Secondo papà Felice, però, a contribuire allo sbandamento del mezzo sarebbero state le precarie condizioni di quel tratto di strada caratterizzato da scarsa illuminazione e asfalto ricoperto da aghi di pino. Qualche mese la famiglia Casale è riuscita ad ottenere la riapertura degli indagini attualmente coperte dal segreto investigativo. Sull'episodio è stato interpellato anche il sindaco Bottaro affinché possa dare il proprio contributo nel far luce sulla spinosa vicenda.

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