da sinistra: AEG Mignon model 22, Olivetti M20 e Lettera 22 tricolore. <span>Foto Adriana Fabrizio</span>
da sinistra: AEG Mignon model 22, Olivetti M20 e Lettera 22 tricolore. Foto Adriana Fabrizio
Eventi e cultura

10 anni di Fondazione S.E.C.A. in una mostra di iconiche macchine per scrivere

La Fondazione S.E.C.A. celebra il decennale con un’esposizione di macchine per scrivere della collezione del Cav. Pagano

La Fondazione S.E.C.A. compie dieci anni. Per questo primo decennale di storia, partiti ormai nel 2016, la Fondazione ha esposto, in una mostra dal titolo "La macchina del pensiero", tre macchine per scrivere iconiche appartenenti alla sua collezione, come ha spiegato il direttore del Polo Museale Graziano Urbano: la prima acquisita dalla Fondazione, la AEG Mignon Model 2, la Olivetti M20 e la mitica Lettera 22 tricolore, costruita per celebrare il settantennale della Olivetti. Questa mostra rappresenta un vero e proprio viaggio nella tecnologia, un ponte tra ieri e oggi. Il Cav. Natale Pagano ha risposto ad alcune domande, raccontandoci anche aneddoti personali e ricordi legati alla sua passione per le macchine per scrivere.

D: Una mostra prestigiosa quella che si è aperta sulle macchine da scrivere?
R: Sì, Più che prestigiosa è una mostra che racconta che siamo riusciti a far raccontare quella che è stata la storia della scrittura meccanica; ovviamente, in tutti questi decenni di attenzione e voglia di poter raccontare completamente questa storia, oggi si presenta agli occhi di tutti noi come una mostra in realtà prestigiosissima, perché completa.

D: Quali modelli sono presenti?
R: È presente quella che fu la prima macchina per scrivere nata al mondo - la famosa Sholes and Glidden del 1873 - diciamo la regina delle macchine, sino alle ultime realizzate e prodotte In India. Parlando della Olivetti, alla fine degli anni Ottanta presento la linea 198; io vado ancora a mente perché questa storia vive con me; nel 1985, qualcosa anche in più, la Olivetti chiuse la sua storia con l'ultimo stabilimento in India; in India perché l'India è stata è stato uno di quei luoghi dove, in ultimo, hanno continuato ad utilizzare la macchina per scrivere manuale, parlo della linea 198 era la macchina per scrivere manuale. Le protagoniste, tuttavia, sono la AEG Mignon, la Olivetti M20 e la Lettera 22 tricolore.

D: Ma oggi c'è qualcuno ancora che usa la macchina per scrivere?
R: Tanti! Non ci crederà: tanti. Bellissima la sua domanda perché proprio ieri ho ricevuto un'altra supplica perché cercavano un nastro proprio per la macchina per scrivere. Beh, dato che non c'è privacy sotto questo profilo, perché sono storie bellissime, le posso dire che proprio Paolo Del Debbio, tempo fa, in una visita sua privata - perché sono in tanti che visitano questo luogo e questo mi piace – perché, diciamo, tutti viaggiano così… in privato, senza fari accesi sulle loro figure pubbliche; o il caro Ignazio Marino cinque anni fa, anche di più, sì, sei anni fa, tramite amici comuni mi scrisse e mi mandò qui da Roma, in una valigetta, un ricordo, ovviamente gelosissimo, della sua mamma che trovò in un armadio una Lettera 22 Olivetti [che si trova in esposizione nella mostra ndr] cioè, per intenderci, la macchina per scrivere tanto usata dai grandi: da Montanelli, da Pasolini, dai grandi. E riuscì a far commuovere anche me, perché mi chiese: "Cavaliere, desidero tanto rivedere in funzione la macchina di mamma, perché io, quando tornavo a casa, studente, sentivo che la mamma che scriveva a macchina, c'era il ticchettio del dei martelletti sul rullo." Gliela rimessi a nuovo; poi, mandò uno dei suoi uomini, l'autista venne una mattina e gli consegna la macchina come se fosse nuova di zecca. È un ricordo straordinario perché nella valigetta - sempre originale Olivetti - conservava due gomme, le famose gomme a forma circolare con una cordicina che incatenava questa gomma azzurra per cancellare al manico della valigetta e due carte copiative per poter scrivere doppia copia.

D: Nei documenti ufficiali ne viene fatto ancora uso?
R: Le do una notizia straordinaria, che leggevo qualche tempo fa: si sta pensando, non solo per la privacy, ma per segreti di Stato, di ritornare a scrivere a macchina. C'è stata più di una proposta a livello internazionale di ritornare ad utilizzare le macchine per scrivere al fine di poter preservarne la riservatezza.
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