Pta Trani
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Politica

11 giorni di attesa per i risultati delle analisi del sangue, la denuncia di Articolo97

Il movimento raccoglie una lamentela e ragiona sull'argomento

«Sul gruppo FB Trani SegnalAZIONI, gestito dal nostro Movimento Articolo97, un utente ci ha segnalato di aver eseguito un esame di laboratorio il giorno 24 febbraio e di poter avere i risultati non prima del 7 marzo, per un totale di ben 11 giorni di attesa»: lo afferma Giuseppe Curci, presidente del movimento Articolo97. «La causa di questo riferito disagio viene attribuita alla chiusura del laboratorio di analisi ematochimiche dell'ex ospedale di Trani, con la necessità di dover trasportare i campioni prelevati a Bisceglie. Ma ragioniamo un po'.

Come sempre, la soppressione o l'apertura di un servizio per l'utenza dovrebbe essere preceduta da un'approfondita analisi dello stato della vita reale di quel servizio in quella comunità, cui si rivolge (importanza fondamentale dei dati) e, soprattutto, ogni qual volta si decida una qualsiasi soppressione, questa debba essere anticipata dalla costituzione di un'offerta alternativa analoga. Non vi pare?

Singolare, perciò, è aver visto agli inizi del mese, il Sindaco, che di sanità dice di non sapere mai nulla e mai nulla può fare, insieme all'impalpabile consigliere regionale tranese Ciliento, fare passerella nel PTA per festeggiare, fra le altre cose, anche il "potenziamento del punto prelievi" (vi siete accorti che già usavano i termini "punto prelievi?"). E qualcuno ricorda ancora la colossale fesseria del CoreLab a Trani sbandierata per poter chiudere l'ospedale qualche anno fa?

Accade perciò che, accidenti, ogni volta che mettono piede in quel posto, il giorno dopo ci tolgano qualcosa. Ormai, quando li si vede, viene automaticamente da pensare a quei gesti ancestrali e scaramantici quando la mano scende veloce verso il basso, nella tasca dei pantaloni».

I più accorti fra di voi si saranno certamente resi conto della differenza che c'è con l'ospedale di Bisceglie, dove è stata prontamente riportata in vita, dalla morte, l'ostetricia e ginecologia. Un reparto che per parti e volumi di ricovero è pressoché costantemente sotto i 600/anno dal 2015 (PNE AGENAS) mentre l'Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 fissa, quindi, in almeno 1000 nascite/anno lo standard a cui tendere, nel triennio, per il mantenimento/attivazione dei punti nascita e prevede la "razionalizzazione/riduzione progressiva dei punti nascita con numero di parti inferiore a 1000/anno…".

Volere è potere quindi, ed a Trani, evidentemente, non si vuole. Invece nella nostra povera città, da tempo immemore, si chiude, e Dio provvede, tanto i tranesi non protestano mai e ti premiano pure alle votazioni successive. Sembra quasi di sentire Totò, alla finestra, urlare: "oramai li hanno chiusi, arrangiatevi!"

In sé, in verità, cari tranesi votanti inconsapevoli, la presenza in vita o la soppressione del laboratorio analisi di Trani, non farebbe alcuna differenza se fosse stata fatta con criterio, per cui la domanda giusta sarà: "c'è stato un criterio"? Un moderno CoreLab processa migliaia di esami al giorno, milioni all'anno, il laboratorio di Bisceglie ce la fa? Come è stato dimensionato? 11 giorni di attesa per esami ematochimici sono un buon standard?

La qualità del dato di laboratorio prodotto nelle condizioni date sarà di livello elevato? La fase preanalitica, che dovrà necessariamente far ricorso a mezzi di trasporto su gomma, avrà conseguenze sulla qualità del dato di laboratorio (temperature elevate nei vari veicoli impiegati e nei vari periodi dell'anno per i tempi di attesa, non quantificabili al momento, propri della logistica del trasporto su gomma)? Sarà garantita l'individuazione "certa" del binomio paziente-provetta? .Quali indicatori di processo, e risultato, sono stati individuati per ritenere accettato il processo per numero di campioni "mal attribuiti al paziente" o addirittura "persi" per la logistica? Ecco piuttosto, fatevi queste domande, anzi fatele ad Amedeo e Debora.
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