
Politica
Amet, Corrado e la crisi: «Il nuovo corso dov’è?»
Il consigliere del Pdl butta sul tavolo tutti i problemi e chiede al sindaco di far qualcosa. Clima sempre più teso dopo la lotta sulla consulenza e lo stato d’agitazione dei sindacati
Trani - lunedì 9 settembre 2013
12.15
Beppe Corrado, consigliere comunale del Popolo della Libertà, entra a bomba nei problemi dell'Amet alla luce delle ultime notizie riportate dal nostro portale che segnano tempesta in piazza Plebiscito.
«Premetto che non è mio interesse entrare nel merito delle scelte dell'amministratore delegato –dice Corrado – così come non voglio entrare nelle polemiche nate per le ultime consulenze conferite. Ritengo che l'amministratore delegato abbia tutto il diritto, valutate le professionalità interne, di scegliersi i consulenti che meritano la sua fiducia e strumentali al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Ma la situazione di Amet è esplosiva ed il grido d'allarme dei sindacati non può essere lasciato cadere nel vuoto. I primi cinque mesi sono trascorsi inutilmente, il Cda e, di conseguenza, l'intera azienda sono stati totalmente inermi ed esistono problemi non ancora affrontati né discussi».
Corrado fa un po' di storia politica a ritroso: «È da mesi – dice - che chiedo la convocazione di un tavolo politico per discutere l'assetto futuro delle nostre aziende ma il mio appello è caduto nel vuoto forse perché questi argomenti non interessano? Si aspetta ancora di comprendere qual è il futuro di Amiu mentre il tempo passa inesorabilmente e le scadenze si avvicinano e il futuro dell'azienda è sempre più a rischio. Si attendono, per esempio, notizie dell'Aro o sul progetto della raccolta differenziata porta a porta. E' sotto gli occhi di tutti che il servizio, nonostante il lavoro dei dipendenti, è molto deficitario. Ora però il problema urgente si chiama Amet. Il nuovo corso tanto decantato non è ancora cominciato? Dov'è il tanto sbandierato in campagna elettorale rinnovamento? Di rinnovamento, atti alla mano, questa amministrazione ha ben poco, ad oggi il metodo lavagna pulita è evidente che non sta portando i frutti sperati».
Corrado pone sul tavolo diversi problemi: «Il futuro dell'azienda è a rischio. Ora che il quadro normativo è più chiaro bisogna intervenire sui parcheggi a raso e cercare di comprendere qual è l'intenzione dell'amministrazione. Il servizio (unico in utile) deve continuarlo a gestirlo Amet? E il trasporto pubblico locale? Esiste un piano organico di sviluppo tra i parcheggi ed il trasporto pubblico? O navighiamo a vista? E la darsena, vera miniera inutilizzata? Fino a quando la darsena avrà un gestione ibrida dove Amet si occupa solo dei servizi senza la possibilità di incassare direttamente e di investire, la darsena sarà sempre in perdita. Esiste un vero progetto? Esiste una programmazione? E se esiste chi lo ha deciso? Il nuovo Cda, in fase di approvazione del bilancio consuntivo 2012, ha fatto delle scelte, legittime s'intende, ma delle scelte chiare. Scelte in discontinuità con il tanto vituperato passato. Si è deciso di svalorizzare il patrimonio dell'azienda portando il bilancio ad un perdita secca di oltre 2 milioni di euro. Questa scelta che effetti avrà nel rapporto con le banche? E che ricadute avrà sul bilancio comunale?».
Il consigliere pidiellino mette il dito nelle piaghe interne: «In questi primi mesi il nuovo corso aziendale non si è ancora visto, anzi assistiamo ad un'azienda paralizzata, persa tra le beghe tra il presidente e l'amministratore delegato, con un presidente evidentemente troppo impegnato con il suo lavoro e costretto spesso ad assentarsi dall'azienda per lunghi periodi. Inoltre mi risulta sia troppo impegnato anche a scegliere in quale stanza accomodarsi mentre l'azienda è alla deriva. In questi mesi si è assistito a riunioni di CdA bloccate ed interrotte per lotte intestine inutili e dannose tra presidente ed amministratore delegato con i tre dipendenti comunali, che ricoprono il ruolo a costo zero, spettatori inermi di questo immobilismo. I sindacati adesso hanno lanciato un messaggio chiaro a cui la politica locale non può rimanere silente. A loro va la mia solidarietà e la mia comprensione. Li capisco, perché anche io sono preoccupato per l'immobilismo dell'azienda. Ora mi chiedo: la strategia messa in campo qual è? Forse di svalutare l'azienda per poterla smembrare e venderla al miglior offerente?».
Si, ma che fare? «Visti i precedenti – dice Corrado - ritengo inutile richiedere la convocazione di un tavolo politico. ma è doveroso chiedere direttamente al sindaco di intervenire in maniera decisa con scelte chiare ed inequivocabili. Il tempo sta scadendo, è doveroso che qualcuno si assuma le responsabilità politiche delle scelte fino ad oggi, per il bene dell'azienda, dei suoi lavoratori e dei cittadini di Trani».
«Premetto che non è mio interesse entrare nel merito delle scelte dell'amministratore delegato –dice Corrado – così come non voglio entrare nelle polemiche nate per le ultime consulenze conferite. Ritengo che l'amministratore delegato abbia tutto il diritto, valutate le professionalità interne, di scegliersi i consulenti che meritano la sua fiducia e strumentali al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Ma la situazione di Amet è esplosiva ed il grido d'allarme dei sindacati non può essere lasciato cadere nel vuoto. I primi cinque mesi sono trascorsi inutilmente, il Cda e, di conseguenza, l'intera azienda sono stati totalmente inermi ed esistono problemi non ancora affrontati né discussi».
Corrado fa un po' di storia politica a ritroso: «È da mesi – dice - che chiedo la convocazione di un tavolo politico per discutere l'assetto futuro delle nostre aziende ma il mio appello è caduto nel vuoto forse perché questi argomenti non interessano? Si aspetta ancora di comprendere qual è il futuro di Amiu mentre il tempo passa inesorabilmente e le scadenze si avvicinano e il futuro dell'azienda è sempre più a rischio. Si attendono, per esempio, notizie dell'Aro o sul progetto della raccolta differenziata porta a porta. E' sotto gli occhi di tutti che il servizio, nonostante il lavoro dei dipendenti, è molto deficitario. Ora però il problema urgente si chiama Amet. Il nuovo corso tanto decantato non è ancora cominciato? Dov'è il tanto sbandierato in campagna elettorale rinnovamento? Di rinnovamento, atti alla mano, questa amministrazione ha ben poco, ad oggi il metodo lavagna pulita è evidente che non sta portando i frutti sperati».
Corrado pone sul tavolo diversi problemi: «Il futuro dell'azienda è a rischio. Ora che il quadro normativo è più chiaro bisogna intervenire sui parcheggi a raso e cercare di comprendere qual è l'intenzione dell'amministrazione. Il servizio (unico in utile) deve continuarlo a gestirlo Amet? E il trasporto pubblico locale? Esiste un piano organico di sviluppo tra i parcheggi ed il trasporto pubblico? O navighiamo a vista? E la darsena, vera miniera inutilizzata? Fino a quando la darsena avrà un gestione ibrida dove Amet si occupa solo dei servizi senza la possibilità di incassare direttamente e di investire, la darsena sarà sempre in perdita. Esiste un vero progetto? Esiste una programmazione? E se esiste chi lo ha deciso? Il nuovo Cda, in fase di approvazione del bilancio consuntivo 2012, ha fatto delle scelte, legittime s'intende, ma delle scelte chiare. Scelte in discontinuità con il tanto vituperato passato. Si è deciso di svalorizzare il patrimonio dell'azienda portando il bilancio ad un perdita secca di oltre 2 milioni di euro. Questa scelta che effetti avrà nel rapporto con le banche? E che ricadute avrà sul bilancio comunale?».
Il consigliere pidiellino mette il dito nelle piaghe interne: «In questi primi mesi il nuovo corso aziendale non si è ancora visto, anzi assistiamo ad un'azienda paralizzata, persa tra le beghe tra il presidente e l'amministratore delegato, con un presidente evidentemente troppo impegnato con il suo lavoro e costretto spesso ad assentarsi dall'azienda per lunghi periodi. Inoltre mi risulta sia troppo impegnato anche a scegliere in quale stanza accomodarsi mentre l'azienda è alla deriva. In questi mesi si è assistito a riunioni di CdA bloccate ed interrotte per lotte intestine inutili e dannose tra presidente ed amministratore delegato con i tre dipendenti comunali, che ricoprono il ruolo a costo zero, spettatori inermi di questo immobilismo. I sindacati adesso hanno lanciato un messaggio chiaro a cui la politica locale non può rimanere silente. A loro va la mia solidarietà e la mia comprensione. Li capisco, perché anche io sono preoccupato per l'immobilismo dell'azienda. Ora mi chiedo: la strategia messa in campo qual è? Forse di svalutare l'azienda per poterla smembrare e venderla al miglior offerente?».
Si, ma che fare? «Visti i precedenti – dice Corrado - ritengo inutile richiedere la convocazione di un tavolo politico. ma è doveroso chiedere direttamente al sindaco di intervenire in maniera decisa con scelte chiare ed inequivocabili. Il tempo sta scadendo, è doveroso che qualcuno si assuma le responsabilità politiche delle scelte fino ad oggi, per il bene dell'azienda, dei suoi lavoratori e dei cittadini di Trani».
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