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Vita di città

Amet società di «sfadigati», di Lernia: «Il sindaco ha dichiarato il falso»

Il segretario sindacale aziendale Fit Cisl pronto allo stato di agitazione

In seguito alle dichiarazioni del Sindaco Bottaro, rilasciate alla emittente Telesveva e al successivo comunicato redatto da questa Segreteria e condiviso alla stampa, siamo rimasti in attesa di una qualche reazione da parte della Società, poiché descritta come un poltronificio colma di "sfadigati", un luogo dove si accontentano le richieste della politica e amministrata da professionisti che, a suo dire, non hanno portato a termine i suoi indirizzi, nei tempi da lui imposti.

Ci aspettavamo una reazione perché il Sindaco ha dichiarato il falso, affermando che il Comune di Trani incassa zero dal servizio parcheggi (nell'attesa di conoscere quanto costano al settore parcheggi, in quota parte, tutti gli incarichi affidati da questa amministrazione, le sanzioni per software o per questioni di sicurezza, consulenti vari e chi più ne ha più ne metta) e dimenticando che il servizio non ha mai chiuso un solo bilancio in passivo, da quando è stato affidato o perché ha affermato che i quadri e gli intermedi non sono in grado di occuparsi del servizio poiché sono specializzati in altro e cosa più grave, ha dichiarato che in fase di gara per l'acquisto di parcometri l'Amet "strapaga" (non è stato usato neanche il condizionale) tali apparecchiature, dando per partito preso dunque, che siano degli inetti o degli imbroglioni coloro che se ne occuperebbero o se ne sono occupati, considerata la sua certezza e ammettendo nel contempo, la sua incapacità, evidentemente, di vigilare su una procedura del genere.

Probabilmente il Sindaco, oltre a dover abbassare i toni su un argomento dove sono in gioco le vite professionali di decine di lavoratori e oltre a contemplare anche paragoni con altre realtà di città limitrofe che gestiscono virtuosamente (in mano pubblica) i parcheggi, con la sola installazione dei parcometri, dovrebbe domandarsi se i vertici dell'azienda non abbiano rispettato i suoi dictat per inettitudine (e dubitiamo che Danisi per esempio, visto il suo curriculum, si possa definire tale) o paradossalmente per un eccesso di competenza, che ha reso i suoi progettini sui servizi non fattibili o vantaggiosi, e quindi ahilui dovrà attendere la fine dell'affidamento, o come lui definisce "il regalo che ha ereditato", per sferrare l'eventuale colpo.

Ricordiamo inoltre al Sindaco che il fatto che la normativa continui a prevedere gli affidamenti in house è la conferma del fatto che in essi si ravvisano benefici per gli enti controllanti e per le comunità e anche per creare lavoro in quel determinato territorio.

Auspichiamo dunque che da un lato la Società nella sua relativa autonomia e la politica per la parte che le compete, stigmatizzino tali dichiarazioni e atteggiamenti e dessero il via al un percorso costruttivo per scongiurare lo smembramento di una società storica che, va ricordato, questo anno compirà 110 anni dalla sua fondazione e che probabilmente non avrebbe reso felice il suo predecessore Quercia che la consegnò alla Città.

Questa Segreteria nel frattempo, disattesa la richiesta di convocazione formalizzata il 28 Maggio 2018, in mancanza di un celere incontro formale aperto anche ai dipendenti di settore, si vedrà costretta a proclamare lo stato di agitazione.

Il Segretario Sindacale Aziendale Fit Cisl,
Daniele di Lernia
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