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Territorio

Amiu, discarica e Tari: che fare? Interviene il Comitato Bene Comune

«Una strada per non incrementare la tassa, e per salvaguardare l'ambiente, c'è»

«L'Amiu spende circa 200 mila euro al mese per esternalizzare il servizio di depurazione del percolato. Circa 2,5 milioni di euro all'anno che gravano attraverso la Tari sulle tasche dei cittadini». Così Francesco Bartucci ed Enzo Scaringi del Comitato bene comune intervengono, ancora una volta, sulla questione ormai nota della discarica e del suo «sconquasso ecologico ed economico». «La mancanza dell'impianto di trattamento del percolato - dichiarano - è il responsabile dell'incremento del livello del percolato e dello sfondamento della barriera idraulica nel lotto 3. Si tratta del peccato originale della malagestione del passato che ancora oggi incombe sull'Amiu. Qualunque buon amministratore di un'azienda o di una famiglia si adopererebbe per realizzare l'impianto di trattamento che la stessa Amiu ha stimato in 1.560.000 euro. Si scopre così che basterebbero 8 mesi per ammortizzare l'investimento dell'impianto ed altri 2 mesi qualora si volessero realizzare anche i serbatoi per lo stoccaggio del percolato estratto dalla discarica».

«La realizzazione dell'impianto - proseguono Bartucci e Scaringi - sarebbe provvidenziale ed urgente anche sotto l'aspetto ecologico per abbassare il livello del percolato che crea sovrappressioni sulla barriera idraulica inquinando la falda acquifera con tutto ciò che ne consegue. Dal 1994 ad oggi sono stati numerosi i sindaci della città e gli amministratori dell'Amiu che si sono succeduti senza aver minimamente rilevato l'anomalia della costosissima esternalizzazione del servizio di trattamento del percolato. Incredibile come questa gigantesca anomalia gestionale protratta per circa ventun anni non sia mai stata resa nota alla cittadinanza e che ci si ricordi degli ingenui contribuenti solo per incassare una esosissima Tari risultato di una pessima gestione economica ed ecologica della discarica».

E ancora: «Vorremo anche comprendere quali sono le grandi manovre in sede comunale, regionale ed Oga (Organismo di gestione d'ambito) che inducono ad ampliare la discarica con il lotto 2Bis, artatamente abbinato agli interventi di messa in sicurezza della discarica. Riteniamo che sia doveroso fornire spiegazioni a questi nodali interrogativi a cui l'Amministrazione è chiamata a rispondere».

Queste ed altre osservazioni sono state formulate dal Comitato Bene Comue nel procedimento in atto presso la Regione Puglia per il piano di messa in sicurezza della discarica. «La realizzazione dell'impianto per il trattamento del percolato in sito è prioritario ed urgente. Non ci venga detto, peraltro, che le scarne riserve di liquidità dell'Amiu non permettono l'investimento dell'impianto di trattamento, altrimenti non si spiegherebbe come mai le stesse scarne casse permettano un esborso mensile di 200 mila euro, ma non permettano un graduale pagamento dell'investimento della durata di dieci mesi». Il Comitato Bene Comune chiede contezza di queste anomalie gestionali e nel contempo chiede di poter entrare nel merito delle scelte dell'Amministrazione comunale e dell'Amiu perché «attualmente ogni possibile errore rischia di riverberarsi gravemente sulle tasche dei cittadini attraverso la Tari».

«Ci dispiacerebbe - concludono Bartucci e Scaringi - dover constatare che l'apertura e la trasparenza dell'Amministrazione sia platealmente offerta solo sui piccoli dettagli mentre sulle questioni cruciali, come potrebbe essere quella dell'ampliamento della discarica o dell'impianto di trattamento del percolato sia somministrata in concentrazioni infinitesimali dimenticandosi della comunità».
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