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Scuola e Lavoro
Bambini al freddo e mamme infuriate: la scuola "Fabiano" ancora senza riscaldamento
I genitori stanno valutando la possibilità di lasciare i figli a casa
Trani - venerdì 15 dicembre 2017
15.09
Tante promesse e rassicurazioni ma, a distanza di un mese, la situazione non accenna a migliorare. I genitori dei bambini della scuola dell'infanzia "Fabiano" attendono ancora il ripristino dell'impianto di riscaldamento. «È ormai dal 15 novembre (giorno in cui gli impianti di riscaldamento vengono accesi per legge e per la prima volta in tutte le scuole) che, ogni settimana, ci dicono che il problema verrà risolto la settimana prossima. Nel frattempo è già passato un mese». Così si sfoga così una mamma che ormai non crede più alle promesse che giungono da Palazzo di Città, e non è l'unica.
Corsi e ricorsi storici. Una situazione, questa, che si era già verificata nel lontano 2015. La rabbia dei genitori la si percepisce anche nelle "chat di gruppo" delle varie classi, ormai esasperati per la situazione venutasi a creare. La gran parte dei genitori ha confidato di aver mandato i propri figli a scuola solo perché i piccoli erano contenti di dover preparare le recite natalizie ma, gli stessi genitori, hanno assicurato che alla ripresa delle lezioni dopo la pausa natalizia, non manderanno più i propri figli a scuola se l'impianto non dovesse essere stato riparato. Non solo, i genitori hanno deciso di portare il caso su scala nazionale, denunciato il problema persino ai giornalisti di Striscia la notizia.
Le mamme, nelle giornate più fredde, hanno raccontato di aver preso anticipatamente i propri figli, trovandoli con le mani ghiacciate. «La scuola è al freddo, senza riscaldamento e tutto questo accade nel mese di dicembre e con le attuali temperature. Tutto questo - racconta ancora la mamma - non è assolutamente giustificabile».
«Prima ci dicono che è proprio la caldaia ad essere rotta, e poi ci dicono che il problema sono i condizionatori che hanno le ventole rotte e quindi non emettono aria calda: ogni settimana una scusa diversa». Questo, invece, lo sfogo di un altro genitore che continua: «Non possiamo credere che nel 2017 non si riesca a riparare un impianto di riscaldamento e, ancora peggio, che non si sia provveduto per tempo (prima del 15 novembre) alla manutenzione necessaria che avrebbe permesso il suo funzionamento nel momento di arrivo della stagione invernale. Non è accettabile che non si faccia nulla e si lascino i bambini al freddo. Vogliamo ricordare che si tratta di bambini dai 3 ai 5 anni, costretti a tenere il giubbotto in classe e a prendersi qualche raffreddore».
A gennaio le temperature saranno ancora più rigide e in molti stanno valutando la possibilità di lasciare a casa i bambini fino a quando il riscaldamento non sarà completamente funzionante. Riuscirà l'amministrazione a prendere in mano le redini della situazione e a trovare una soluzione?
Corsi e ricorsi storici. Una situazione, questa, che si era già verificata nel lontano 2015. La rabbia dei genitori la si percepisce anche nelle "chat di gruppo" delle varie classi, ormai esasperati per la situazione venutasi a creare. La gran parte dei genitori ha confidato di aver mandato i propri figli a scuola solo perché i piccoli erano contenti di dover preparare le recite natalizie ma, gli stessi genitori, hanno assicurato che alla ripresa delle lezioni dopo la pausa natalizia, non manderanno più i propri figli a scuola se l'impianto non dovesse essere stato riparato. Non solo, i genitori hanno deciso di portare il caso su scala nazionale, denunciato il problema persino ai giornalisti di Striscia la notizia.
Le mamme, nelle giornate più fredde, hanno raccontato di aver preso anticipatamente i propri figli, trovandoli con le mani ghiacciate. «La scuola è al freddo, senza riscaldamento e tutto questo accade nel mese di dicembre e con le attuali temperature. Tutto questo - racconta ancora la mamma - non è assolutamente giustificabile».
«Prima ci dicono che è proprio la caldaia ad essere rotta, e poi ci dicono che il problema sono i condizionatori che hanno le ventole rotte e quindi non emettono aria calda: ogni settimana una scusa diversa». Questo, invece, lo sfogo di un altro genitore che continua: «Non possiamo credere che nel 2017 non si riesca a riparare un impianto di riscaldamento e, ancora peggio, che non si sia provveduto per tempo (prima del 15 novembre) alla manutenzione necessaria che avrebbe permesso il suo funzionamento nel momento di arrivo della stagione invernale. Non è accettabile che non si faccia nulla e si lascino i bambini al freddo. Vogliamo ricordare che si tratta di bambini dai 3 ai 5 anni, costretti a tenere il giubbotto in classe e a prendersi qualche raffreddore».
A gennaio le temperature saranno ancora più rigide e in molti stanno valutando la possibilità di lasciare a casa i bambini fino a quando il riscaldamento non sarà completamente funzionante. Riuscirà l'amministrazione a prendere in mano le redini della situazione e a trovare una soluzione?
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