
Enti locali
Prenotazioni mediche a pagamento, Briguglio si aggiunge al coro dei "no"
«Si è scelta la strada più semplice: far gravare un servizio pubblico sulle tasche dei cittadini»
Trani - lunedì 1 settembre 2014
7.30
Da martedì le prenotazioni (e le disdette) - di esami e visite specialistiche effettuate attraverso le farmacie sono diventate a pagamento: due euro per ciascuna prestazione, a carico del singolo cittadino. È l'effetto dell'accordo che la Regione ha fatto con i farmacisti per «stabilizzare» un servizio svolto finora gratuitamente su base volontaria ed a macchia di leopardo. Ma la novità ha, ovviamente, creato parecchio malcontento.«Ancora una volta si è scelta la strada più semplice: far gravare il costo di un servizio pubblico sulle tasche dei cittadini. Io, da cittadino prima e da medico poi, non ci sto!». Si aggiunge anche il dottor Domenico Briguglio, medico odontoiatra ed ex consigliere comunale della città di Trani, al coro dei "no" rispetto alla decisione, presa dalla Regione Puglia, di far ricadere tale spesa sui cittadini.
«Non si può pensare - continua il dottor Briguglio - di risolvere il problema atavico delle lunghe code ai CUP, estendendo l'espletamento del servizio di prenotazione in strutture private ma rendendolo a pagamento. Si alleggerisce il carico di lavoro della sanità pubblica da una parte ma si tassano ulteriormente i cittadini dall'altra. Va detto e precisato, difatti, che i cittadini contribuiscono già abbondantemente alle spese sanitarie. Un'intesa, quella raggiunta tra ente regionale e farmacisti non solo discutibile ma esente di momenti di confronto, dialogo, concertazione tra le varie parti chiamate in causa: medici generici, sindacati, associazioni di categoria, tribunali del malato. Non è demagogia ma chiara realtà! Siamo certi che quanto deciso, con un colpo di mano, non sia incostituzionale? Si sarebbe potuto raggiungere altro tipo di accordo con i farmacisti, il cui sicuro lavoro, poteva essere sostenuto economicamente in altre formule e non apportando un costo al servizio. Mi piace, in questa occasione, rimarcare la bontà della proposta messa in campo dalla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale della Provincia di Barletta-Andria-Trani, per bocca del suo segretario, Dott. Benedetto Delvecchio, con la quale si "bocciavano" i fatidici due euro, chiedendo che il servizio di prenotazione fosse operato all'interno degli studi dei medici di famiglia come da già avvenuta sperimentazione. Una soluzione idonea e comoda per i cittadini considerato che gli stessi si sarebbero ritrovati ad ottemperare tutte le pratiche burocratiche sanitarie dal proprio medico di riferimento. Una procedura condivisa anche dai sindacati e che non avrebbe intaccato i contribuenti.
In buona sostanza - conclude l'ex Consigliere Comunale - si sarebbe provveduto al pagamento della prestazione in questione agli addetti incaricati alla registrazione di prenotazioni come, ad esempio, segretari, segretarie, recepcionisti presenti oramai in qualsiasi studio medico. Mi spiace ribadirlo ma la sanità, in quanto bene pubblico e di primissima necessità, non può continuare ad essere gestita da una politica così miope e distante dalla realtà e dal momento attuale. Al danno ai cittadini si aggiungerà anche la beffa? Servirà tutto questo a ridurre tempi e liste d'attesa?».
«Non si può pensare - continua il dottor Briguglio - di risolvere il problema atavico delle lunghe code ai CUP, estendendo l'espletamento del servizio di prenotazione in strutture private ma rendendolo a pagamento. Si alleggerisce il carico di lavoro della sanità pubblica da una parte ma si tassano ulteriormente i cittadini dall'altra. Va detto e precisato, difatti, che i cittadini contribuiscono già abbondantemente alle spese sanitarie. Un'intesa, quella raggiunta tra ente regionale e farmacisti non solo discutibile ma esente di momenti di confronto, dialogo, concertazione tra le varie parti chiamate in causa: medici generici, sindacati, associazioni di categoria, tribunali del malato. Non è demagogia ma chiara realtà! Siamo certi che quanto deciso, con un colpo di mano, non sia incostituzionale? Si sarebbe potuto raggiungere altro tipo di accordo con i farmacisti, il cui sicuro lavoro, poteva essere sostenuto economicamente in altre formule e non apportando un costo al servizio. Mi piace, in questa occasione, rimarcare la bontà della proposta messa in campo dalla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale della Provincia di Barletta-Andria-Trani, per bocca del suo segretario, Dott. Benedetto Delvecchio, con la quale si "bocciavano" i fatidici due euro, chiedendo che il servizio di prenotazione fosse operato all'interno degli studi dei medici di famiglia come da già avvenuta sperimentazione. Una soluzione idonea e comoda per i cittadini considerato che gli stessi si sarebbero ritrovati ad ottemperare tutte le pratiche burocratiche sanitarie dal proprio medico di riferimento. Una procedura condivisa anche dai sindacati e che non avrebbe intaccato i contribuenti.
In buona sostanza - conclude l'ex Consigliere Comunale - si sarebbe provveduto al pagamento della prestazione in questione agli addetti incaricati alla registrazione di prenotazioni come, ad esempio, segretari, segretarie, recepcionisti presenti oramai in qualsiasi studio medico. Mi spiace ribadirlo ma la sanità, in quanto bene pubblico e di primissima necessità, non può continuare ad essere gestita da una politica così miope e distante dalla realtà e dal momento attuale. Al danno ai cittadini si aggiungerà anche la beffa? Servirà tutto questo a ridurre tempi e liste d'attesa?».
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