Carabinieri, sequestrata la discarica di Trani: 16 indagati
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Cronaca

Carabinieri, sequestrata la discarica di Trani: 16 indagati

Disastro ambientale e gestione in mancanza di autorizzazioni le accuse

Oggi, a Trani, su disposizione della Procura locale della Repubblica, è in corso, da parte di personale del nucleo operativo ecologico Carabinieri di Bari e della Compagnia Carabinieri di Trani, l'esecuzione del provvedimento di sequestro probatorio dell'area di discarica di rifiuti non pericolosi al servizio dei comuni facenti parte del bacino di utenza Ato Ba/1, dell'estensione di circa 100.000 mq e del valore approssimativo di 10mila euro, di proprietà comunale e gestita dall'Amiu Spa, società totalmente partecipata e controllata dal medesimo comune.

Risultano indagate 16 persone tra rappresentanti istituzionali, dipendenti pubblici e dirigenti regionali, ritenuti responsabili, a vario titolo, ciascuno nella rispettiva qualità e nel corrispondente ruolo rivestito, di disastro ambientale aggravato, omissione d'atti d'ufficio, gestione continuata di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione e di inosservanza alle prescrizioni, emissioni in atmosfera non autorizzate.

Il disastro ambientale aggravato (art. 434 cp), in relazione alla gestione della discarica, è stato attribuito a chi consapevolmente concorreva nel determinare un disastro ambientale, fonte di pericolo concreto per la pubblica incolumità. Nessuna attenzione al rischio di esplosione dell'impianto (in difetto di impianto di captazione e trattamento del biogas generato dai rifiuti abbancati in discarica); alla continua immissione in atmosfera di ingenti quantitativi di metano e anidride carbonica (componenti del biogas), prodotti dalla decomposizione anaerobica dei rifiuti smaltiti in discarica; all'inquinamento/contaminazione di suolo, sottosuolo e acque di falda, in conseguenza della indebita pervasione del percolato e dalla decomposizione gassosa dei rifiuti, così da superare i limiti previsti, incidendo direttamente sull'equilibrio dell'ecosistema acquatico.

Accusati di omissione di atti d'ufficio (art.328 cp) coloro i quali in qualità di pubblici ufficiali nei corrispondenti ruoli rivestiti, dopo le accertate irregolarità nella gestione e le criticità rilevate, indebitamente omettevano di attivare tutte le "opportune azioni" che dovevano compiersi senza ritardo al fine di scongiurare l'aggravarsi della situazione.

Il reato di gestione continuata di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione e di inosservanza alle prescrizioni (art. 256 comma 1 - 3 e 4 d. l.gs 152/2006) è stato riscontrato in quanto l'esercizio dell'impianto era gestito in assenza di valida ed efficace autorizzazione, per essere quella originaria "decaduta" a causa della mancata realizzazione ed entrata in esercizio dell'impianto di recupero del biogas, omettendo, in violazione delle prescrizioni, l'effettuazione di doverosi, continuativi ed esigibili controlli, ed inoltre consentendo lo smaltimento di rifiuti solidi urbani "tal quali" non sottoposti a biostabilizzazione presso le aziende intermedie.

Per quanto riguarda, invece, le emissioni in atmosfera non autorizzate (art. 279 d. l.gs 152/2006) sono state riscontrate poiché la gestione dell'impianto era effettuata in modo da consentire emissioni in atmosfera di biogas, prodotto dalla decomposizione dei rifiuti smaltiti in discarica in assenza di ogni trattamento.

Non vi saranno problematiche di natura igienico - sanitaria, atteso che l'ufficio regionale inquinamento e grandi impianti, con determina dello scorso 3 settembre, sospendeva l'attività di conferimento rifiuti in discarica e diffidava il gestore Amiu a compiere le attività fino a quella data indebitamente omesse, ovvero: predisporre un piano di intervento volto alla urgente individuazione delle cause che hanno determinato l'inquinamento riscontrato; porre in essere le misure di sicurezza ed emergenza volte al contenimento dell'inquinamento, tra cui l'immediata copertura del lotto 3 in modo tale da non permettere l'infiltrazione di possibili piogge con conseguente incremento dello stesso percolato; porre in essere tutte le azioni e le attività atte a minimizzare/annullare l'immissione di percolato nelle matrici ambientali esterne al bacino della discarica; mantenimento continuo del battente minimo tecnico del percolato raccolto sul fondo della discarica. Fu anche disposto che i rifiuti venissero conferiti presso discariche Rsu nel tarantino.
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