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Ambiente

Da Ariscianne al Castello di Trani: il tratto di mare sarà analizzato e ripulito

Le attività nell'ambito del progetto "Ri-abi(li)tiamo la costa marittima"

Le attività del programma europeo di monitoraggio della marine litter Clean Sea Life approdato sul litorale tra Trani e Barletta nei giorni 10 ed 11 novembre, coinvolgendo in attività di pulizia scuole ed istituti penitenziari oltre che molteplici volontari proseguono con il progetto Ri-abi(li)tiamo la costa marittima. L'ambito costiero a Nord di Trani, infatti, è un'area che negli ultimi cinquanta anni ha subito un enorme e progressivo degrado pregiudicata prima dagli scarichi di scarti dell'industria della pietra e di poi da plurimi fenomeni di sversamento di rifiuti, incendi ed episodi di microcriminalità.

La contigua costa sud di Barletta subisce il pregiudizio della presenza della cementeria come del collettore di Andria che impiega, per lo scarico a mare il canale Ciappetta –Camaggio. Si sono così sottratti chilometri di spiaggia alla fruizione di cittadini e turisti, tutti privati di un potenziale percorso litorale di grande pregio che dipandosi dal Castello di Trani giunge sino al castello di Barletta attraversando l'area umida di Ariscianne e la località della vasca di Boccadoro. Con il progetto Ri-abi(li)tiamo la costa marittima, il cui avvio è stato segnato dalle recenti attività di pulizia della costa, grazie alla campagna "Gli Acquamici" di coop-Alleanza 3.0, per un anno, si porranno in essere attività di monitoraggio, raccolta di rifiuti, sensibilizzazione ad un uso sostenibile e restituzione alla fruibilità pubblica della zona costiera Trani Nord-Barletta Sud.

Il progetto si pone l'obiettivo di monitorare i rifiuti spiaggiati, impiegando il protocollo europeo sulla marine litter, ripulire e riqualificare il tratto litorale restituendolo alla comunità, in continuità con altri interventi, già in atto, in particolare con quello di bonifica e tutela della "Vasca di Boccadoro" che grazie alla attività della associazione Delfino Blu ed agli sforzi di molteplici volontari ha consentito l'avvio del recupero di tale vasca ottocentesca di raccolta delle acque sorgive ha segnare un punto di partenza per un sostanziale recupero dell'intero tratto costiero tra Barletta e Trani. Con il progetto Ri-abi(li)tiamo la costa marittima promosso da Legambiente, oltre all'impegno dei Circoli Legambiente di Trani e Barletta ed il contributo degli Assessorati all'Ambiente di Trani e Barletta, si sostanzierà la collaborazione di molteplici altri partners tra cui l'istituto I.I.S.S. "A. Moro" di Trani, la Casa Circondariale di Pena di Trani, la ASL Bat CSM, la Lega Navale di Trani, la Odv Colore degli Anni, la Cooperativa sociale Questa Città, la Cooperativa sociale Campo dei Miracoli, la Odv Delfino Blu, l'Ass. AnimaTerrae, l'Ass. Amici del Mare e l'ass. "Fra storia e natura" cui si auspica possano unirsi numerosi altri volontari e cittadini.

Il piano progettuale prevede plurime fasi: dall'analisi quali-quantitativa delle marine e beach litter del tratto di mare da Ariscianne al Castello di Trani, ad attività di pulizia e divulgazione dei dati, ad eventi di formazione e sensibilizzazione. Si prevedono interventi di ri-naturalizzazione con piantumazione di verde autoctono ed infine la realizzazione e installazione di cartellonistica di informazione naturalistica e sensibilizzazione ambientale unitamente alla realizzazione di arredo urbano attraverso un laboratorio di riciclo creativo, usando canna palustre e materiali recuperati sulla spiaggia. Tali attività si pongono quale ulteriore tassello di un più ampio disegno avviatosi negli anni '90 con le denunce di Legambiente che hanno interrotto gli sversamenti a mare da parte delle industrie lapidee, nei cui confronti è ancora in essere un'azione risarcitoria del Comune di Trani, nel condiviso intento di tracciare un possibile percorso che restituisca alla pubblica fruibilità ambienti costieri che a tratti conservano ancora un rilevante pregio naturalistico.

Il progetto Ri-abi(li)tiamo la costa marittima si pone, quindi, quale attività strategica di ideale ricongiunzione del litorale tra Trani e Barletta, attivando sistemi di monitoraggio, prevenzione dei rischi, gestione delle problematiche ambientali e delle emergenze onde mitigare i fenomeni di inquinamento e riattivare i tratti costieri immediatamente fruibili per la collettività. All'esito delle attività favorite con il contributo di Coop Alleanza 3.0 la Legambiente, con la collaborazione degli attuali come di ulteriori partner progettuali intende pianificare e porre in essere interventi che consentano un radicale recupero dell'area compromessa. In tal senso con il Politenico di Bari e di quello che fù il prezioso contributo dell'ingegnere idraulico Mimì Gentile si è elaborata, e messo a punto, una tecnica originale e fortemente innovativa per il ripascimento delle spiagge compromesse dalla presenza di detriti lapidei. Una tecnica, codificata in un algoritmo di calcolo che riversando a mare il pietrame informe presente nel tratto tranese consentirebbe al mare di modellare e trasformare in ciottoli tale materiale sfruttando la possente e gratuita energia del moto ondoso marino.

Le modalità operative di posa in opera, la definizione delle quantità e delle caratteristiche granulometriche dei sedimenti, l'influenza delle correnti, l'energia del moto ondoso e la tecnica di "intrappolamento" dei ciottoli, consentirebbero nel tempo ed attraverso un ciclo naturale e non impattante la ricostruzione di circa tre kilometri di costa balneabile a nord di Trani. Il tratto nel comune di Barletta, coincidente con la zona umida di Ariscianne andrebbe recuperato attraverso percorsi naturalistici e ciclabili atti a salvaguardarne la preziosa valenza ambientale e storica eventualmente anche sperimentando attività di piantumazione e fitodepurazione come ipotizzato in un progetto cofinanziato dalla Fondazione con il Sud e che ha visto capofila il Circolo di Legambiente Andria.

Attraverso il progetto Ri-abi(li)tiamo la costa marittima e con il contributo di quanti in tal senso, anche attraverso la campagna "Io SI", vogliano contribuire si intende quindi operare attività di salvaguardia ambientale della costa nel contempo tracciandosi le linee guida per ulteriori attività di recupero ispirate a modelli assolutamente ecologici e non impattanti.
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