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Vita di città
Da dove veniamo: la storia della scuola in città e dintorni nell’Ottocento
L'originale saggio di Saverio Cortellino a cura di Obiettivo Trani
Trani - lunedì 5 marzo 2018
Appena ne abbiamo sfogliato le prime pagine, abbiamo avuto tutti lo stesso pensiero: dopo tante opere e volumi sulla storia di Trani, questa ci mancava. L'idea originale e di sicuro interesse è di Saverio Cortellino, appassionato studioso tranese, che non è nuovo a questi "guizzi" d'idea su Trani: in passato focalizzò la sua attenzione su di un altro argomento coinvolgente ed emblematico della storia della nostra città: la demografia.
Stavolta si misura col mondo della scuola, dagli albori d'un sistema didattico rudimentale ed inizialmente in mano ai privati, verso la fine 700, passando per l'avvento della scuola pubblica, specie dopo l'attuazione della (monca) Unità d'Italia, a causa della penalizzazione del Sud, per arrivare fino ai nostri giorni. E quale settore più della scuola è significativo della formazione e dello sviluppo della cittadinanza? Deve averlo pensato anche il nostro Saverio Coretllino, quando ha deciso di stendere questo volume agile e significativo, originale e ricco d'informazioni utili per capire chi siamo, chi siamo stati e cosa potremmo diventare.
Il volume, edito con la collaborazione della storica associazione culturale tranese "Obiettivo Trani", stampata dalla tipografia De Biase di Ruvo di Puglia, con la consulenza grafica di Emilia Palumbo e la prefazione del prof. Pietro Sisto dell'Università di Bari, intitolato "Scuola e istruzione a Trani nell'Ottocento", annoda le notizie riguardanti l'evoluzione del sistema scolastico tranese, con i suoi obiettivi, i suoi docenti e le sue modalità, col contesto storico, culturale e didattico in Italia e nel Regno di Napoli, prima dell'Unità, proseguendo al periodo successivo che portò novità nei regolamenti e negli obiettivi didattici.
Quasi commovente la parte riguardante l'invio a Trani e nel Sud di decine di maestri dal Nord Italia, dal Piemonte in particolare, pronti a svolgere la propria missione contro l'analfabetismo e l'ignoranza di tanti nostri concittadini tranesi e meridionali. Quello sì, un vero progetto politico – culturale. Tra questi personaggi mi piace ricordare anche il mio trisavolo Giovanni Battista Ronco, proveniente dalla provincia di Cuneo e giunto, tra gli altri, nella nostra città per portare a compimento quell'opera d'incivilimento della nostra comunità.
Ancora più interessanti le ultime pagine del volume, con risvolti tecnici e burocratici che lambiscono le aree dell'edilizia scolastica, oggi croce e delizia di governanti e dirigenti e leggi riguardanti questo affascinate luogo, che ancora oggi, nonostante i tanti problemi, è la scuola. Bello cercare e trovare, nel testo, i nomi di tanti maestri e maestre (queste ultime ammesse al lavoro solo in un secondo momento, segno dell'emancipazione della donna nel mondo del lavoro) che, nel tempo, si sono succeduti sulle cattedre, per formare generazioni di studenti tranesi.
Stavolta si misura col mondo della scuola, dagli albori d'un sistema didattico rudimentale ed inizialmente in mano ai privati, verso la fine 700, passando per l'avvento della scuola pubblica, specie dopo l'attuazione della (monca) Unità d'Italia, a causa della penalizzazione del Sud, per arrivare fino ai nostri giorni. E quale settore più della scuola è significativo della formazione e dello sviluppo della cittadinanza? Deve averlo pensato anche il nostro Saverio Coretllino, quando ha deciso di stendere questo volume agile e significativo, originale e ricco d'informazioni utili per capire chi siamo, chi siamo stati e cosa potremmo diventare.
Il volume, edito con la collaborazione della storica associazione culturale tranese "Obiettivo Trani", stampata dalla tipografia De Biase di Ruvo di Puglia, con la consulenza grafica di Emilia Palumbo e la prefazione del prof. Pietro Sisto dell'Università di Bari, intitolato "Scuola e istruzione a Trani nell'Ottocento", annoda le notizie riguardanti l'evoluzione del sistema scolastico tranese, con i suoi obiettivi, i suoi docenti e le sue modalità, col contesto storico, culturale e didattico in Italia e nel Regno di Napoli, prima dell'Unità, proseguendo al periodo successivo che portò novità nei regolamenti e negli obiettivi didattici.
Quasi commovente la parte riguardante l'invio a Trani e nel Sud di decine di maestri dal Nord Italia, dal Piemonte in particolare, pronti a svolgere la propria missione contro l'analfabetismo e l'ignoranza di tanti nostri concittadini tranesi e meridionali. Quello sì, un vero progetto politico – culturale. Tra questi personaggi mi piace ricordare anche il mio trisavolo Giovanni Battista Ronco, proveniente dalla provincia di Cuneo e giunto, tra gli altri, nella nostra città per portare a compimento quell'opera d'incivilimento della nostra comunità.
Ancora più interessanti le ultime pagine del volume, con risvolti tecnici e burocratici che lambiscono le aree dell'edilizia scolastica, oggi croce e delizia di governanti e dirigenti e leggi riguardanti questo affascinate luogo, che ancora oggi, nonostante i tanti problemi, è la scuola. Bello cercare e trovare, nel testo, i nomi di tanti maestri e maestre (queste ultime ammesse al lavoro solo in un secondo momento, segno dell'emancipazione della donna nel mondo del lavoro) che, nel tempo, si sono succeduti sulle cattedre, per formare generazioni di studenti tranesi.

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