Piazza dante pini
Piazza dante pini
Ambiente

Dalle scuse alle motoseghe: scatta il "piano sicurezza" a Trani. Giù un pino in Piazza Dante, ma gli Architetti avvertono: "Non basta tagliare, serve pianificare"

Dopo il mea culpa di Bottaro per la palma di Piazza Libertà, l'Amministrazione accelera

L'effetto delle scuse pubbliche non è rimasto confinato ai social. A pochi giorni dal drammatico schianto della palma in Piazza Libertà e dal solenne "mea culpa" del Sindaco Amedeo Bottaro – che aveva promesso di anteporre la vita umana a qualsiasi vincolo paesaggistico o burocratico – le parole si sono trasformate in rumore di motoseghe. Questa mattina, in Piazza Dante, è scattata la fase operativa della nuova linea decisionista di Palazzo di Città: operai al lavoro per l'abbattimento immediato di un pino ritenuto pericolante. Nessuna attesa, nessun rimpallo di carte. "Non ci saranno più indugi", aveva tuonato il Primo Cittadino, e così è stato.

La svolta decisionista: prevenire è meglio che rischiare
L'intervento in Piazza Dante non è casuale. L'area figurava già tra le "osservate speciali" nel monitoraggio del verde pubblico: i tecnici avevano evidenziato criticità fitosanitarie e strutturali su alcuni esemplari che, complice il passaggio continuo di auto e pedoni, rappresentavano una bomba a orologeria. Se fino a ieri la paura di "linciaggi social" o lo scontro con la Soprintendenza potevano rallentare le motoseghe, oggi la priorità è la pubblica incolumità. L'amministrazione ha deciso di sacrificare pezzi di paesaggio urbano per evitare nuove tragedie sfiorate, annunciando che quello di Piazza Dante è solo il primo di una serie di interventi mirati nelle zone critiche della città che sono già da stamani oggetto di verifica attenta.

L'analisi degli esperti: "Non è sfortuna, è cattiva gestione"
Mentre il Comune agisce sull'emergenza, i tecnici provano a ragionare sulle cause profonde. Perché gli alberi a Trani e nella BAT cadono così facilmente? L'Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori della BAT ha deciso di intervenire a gamba tesa sulla narrazione della "fatalità" o del "maltempo eccezionale". "Gli alberi non cadono per sfortuna, cadono perché le nostre città sono gestite male", è la sintesi brutale ma necessaria dei professionisti. "Le nostre città si dimostrano non resilienti", spiega l'architetto Marina Dimatteo. Il problema non è il vento, ma il modo in cui trattiamo il verde: non come un'infrastruttura fondamentale, ma come un arredo decorativo. A questo si aggiunge il nemico invisibile: l'impermeabilizzazione dei suoli. Asfalto e cemento soffocano le radici, impedendo agli alberi di ancorarsi saldamente e aumentando il rischio di allagamenti.

La denuncia: "Ignorata la legge sulla rigenerazione urbana"
Gli architetti puntano il dito contro un paradosso normativo. Esiste uno strumento, la Legge Regionale n. 36, pensata proprio per de-impermeabilizzare e rinaturalizzare le città. "Tale strumento risulta non adottato dalla maggior parte delle amministrazioni della BAT", denuncia Dimatteo. Invece di pianificare, si rincorre l'emergenza. Una miopia che, secondo il Presidente dell'Ordine Andrea Roselli, deriva dall'esclusione dei tecnici dai tavoli decisionali: "Ignorare il sapere tecnico significa rinunciare a guardare più lontano. I professionisti vengono chiamati solo per adempiere a obblighi normativi, non per dare una visione".

Il bivio per Trani
Oggi Trani si trova davanti a un bivio. Da una parte c'è la risposta muscolare e necessaria dell'Amministrazione Bottaro, che taglia per mettere in sicurezza l'immediato. Dall'altra c'è l'appello dei professionisti a cambiare paradigma: curare il suolo, pianificare le manutenzioni e smettere di cementificare, per evitare che tra dieci anni ci si ritrovi a dover abbattere altri alberi, chiedendo nuovamente scusa per "l'imprevedibile" forza del vento.
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