Piazza Quercia, estate tranese
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Politica

«Di Pinto ci dica perché il Comune dà da mangiare a pochi»

Si inasprisce la polemica sui contributi per le iniziative turistiche e culturali. L'appunto: «I partiti si occupano di scelte politiche e non sono agenzie di collocamento»

Degenera nella polemica la vicenda dei contributi comunali per le manifestazioni turistiche e culturali. Dopo l'affondo del Pd e la difesa di Di Pinto, il partito di opposizione incalza il consigliere non lesinando pesanti insinuazioni. «Dalla replica di Di Pinto – scrive il partito democratico - è confermato un dato di fondo: l'amministrazione finanzia grandi iniziative (con molta Trani dentro, per carità) e non ha tempo e soldi da perdere per chi, a titolo meramente esemplificativo, vuole organizzare un dibattito con scrittori di levatura nazionale, promuovere il teatro amatoriale locale, organizzare un concerto o un festival musicale. Di Pinto sa bene che non possiamo fornire i nomi di quanti lamentano una situazione di disagio per ragioni di discrezione e di rispetto della privacy. Non sappiamo come la pensi lui, ma secondo noi i partiti si occupano di scelte politiche e non sono agenzie di collocamento. Stia certo tuttavia che se incontreremo qualcuno di loro potremmo consolarli annunciando che hanno conquistato una grande opportunità: rinunciare ai loro progetti e collaborare, in veste di volontari, all'organizzazione dei progetti approvati dall'amministrazione».

«Da sempre – scrive il Pd - il centrosinistra tranese ritiene che sia compito fondamentale di un'amministrazione la promozione delle iniziative culturali locali, ossia dei progetti presentati da associazioni, privati e imprenditori che hanno voglia di fare qualcosa. Questo abbiamo ribadito nel nostro recente intervento e tuttavia il consigliere Di Pinto ha sentito il bisogno di correre in difesa di altri, rispondendo con toni risentiti che davvero non comprendiamo. Conosceva già il nostro punto di vista e probabilmente la pensava così anche lui quando sosteneva il centrosinistra: se ha cambiato idea però non può pretendere che lo facciano anche gli altri. E' curioso invece il tono saccente con cui svilisce quegli operatori culturali che cercano un contributo perché da soli non ce la fanno: non avere risorse è evidentemente una colpa. Ed è quasi divertente la posa censoria di chi biasima quanti vorrebbero essere pagati per la realizzazione di un progetto».

Per il Pd, il senso dell'intervento del consigliere di Alleanza di centro sembra essere «I progetti li decidiamo noi, ma potete venire a lavorare per noi, gratis». «Prendiamo atto di questa nuova filosofia – attacca il Pd - e siamo certi che, per coerenza, Di Pinto non percepisca un soldo per il lavoro che svolge per il Comune. Il consigliere di maggioranza, invece, fa bene a preoccuparsi delle clientele e specialmente di quelle che si fondano sul dar da campare ai tranesi. Siamo certi che, animato da tale spirito di trasparenza, si attiverà per chiarire con quali criteri siano stati finanziati e scelti i progetti da realizzare e, magari, per inciso, anche i criteri con cui il Comune dà da mangiare occasionalmente a pochissime famiglie».

«Dal canto nostro – dice la segreteria del Pd - possiamo solo dire che, se amministrassimo la città, stanzieremmo nel bilancio preventivo, cioè quello che il centrodestra approva alla fine dell'anno, delle somme per le iniziative culturali dei cittadini e le attribuiremmo previa pubblicazione di un bando aperto a tutti».
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