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Vita di città

Don Raffaele Sarno: "Lo strazio del carcere nell'abbraccio, dopo anni, di due madri coi propri figli"

Il cappellano del carcere racconta su fb un' esperienza toccante e dolorosa

Dietro errori commessi, strade sbagliate fiducie mal riposte ci sono quasi sempre situazioni di disperazione, degrado, necessità.

Per questa ragione Don Raffaele Sarno nel commovente post pubblicato sulla sua pagina Facebook conclude con un lapidario "niente giudizi".

La sua pur trentennale esperienza come cappellano del carcere maschile e poi anche femminile non fa abituare alle emozioni forti legati a questi luoghi di sofferenza: e dà una testimonianza di profonda emozione rispetto all'incontro avvenuto tra due madri in detenzione domiciliare con i propri figli nel centro del sacro Cuore grazie a alcuni giorni di permesso speciale.

Rispetto e discrezione nei confronti della intimità che può esserci in abbracci che rimpiangevano, anzi, forse racchiudevano i tanti non dati: e quindi anche noi scegliamo il silenzio di un breve racconto che pubblichiamo integralmente.

"Sono oltre 30 anni che frequento le patrie galere, ma solo in questi giorni ho toccato con mano cosa significhi veramente la maternità vissuta con estrema sofferenza. Recentemente, due detenute della Casa Reclusione femminile hanno usufruito di alcuni giorni di permesso, in detenzione domiciliare, presso il Sacro Cuore. Il magistrato aveva disposto che potessero incontrare solo i figli, cosa che, pur con difficoltà, è avvenuto regolarmente, perché c'erano di mezzo anche Tribunale dei minorenni e assistenti sociali.

Le due donne, per anni, avevano avuto contatto con i figli solo attraverso videochiamate, adesso potevano finalmente abbracciarli. Difficile descrivere il momento dell'incontro: rimane indescrivibile e lasciato al loro dolore: lo strazio ha bisogno anche di discrezione e silenziosa compassione. I giudizi assolutamente banditi
".
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