Evasione
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Cronaca

Due anni e otto mesi al giovane che evase dal carcere di Trani

Deve anche finire di scontare una condanna per omicidio

Quando fu arrestato, dopo 48 giorni di latitanza, disse che il motivo della fuga era stato «il desiderio di crearsi una famiglia». Poi ha scelto la linea del silenzio.

Il Giudice monocratico del Tribunale di Bari, Giacomo de Raho, ha condannato alla pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione Daniele Arciuli, il 22enne nativo di Bari evaso dal carcere di Trani il 26 agosto scavalcando il muro di cinta, catturato il 14 ottobre dalla Polizia di Stato e nuovamente arrestato, stavolta per evasione.

Il giudice, inoltre, ha assolto la compagna 21enne di Arciuli, incensurata (N.S. le sue iniziali, nda), di Giovinazzo, trovata con lui nell'appartamento di Triggiano, in via Carroccio, dove il fuggitivo si nascondeva, imputata per favoreggiamento personale. Entrambi sono stati assistiti dall'avvocato Giuseppe Buquicchio.

Tornato in carcere, e attualmente detenuto nel penitenziario di Cosenza, il 22enne oltre alla condanna per il reato di evasione commesso fuggendo dal carcere di Trani dopo aver scavalcato, come immortalato dalle telecamere della videosorveglianza del carcere, il muro di cinta, dovrà terminare di scontare una condanna per il delitto del 21enne Gaetano Spera, commesso la sera del 24 marzo 2015 a Giovinazzo, quando era ancora minorenne, con fine pena nel novembre 2024.

Insieme con Arciuli, il 26 agosto era evaso anche il pregiudicato 28enne barese Giuseppe Antonio De Noja, rapinatore seriale (era in carcere dal 2017 per una lunga serie di rapine, nda) che si era poi costituito presso la Questura a Bari il 31 agosto e nei cui confronti è in corso il processo dinanzi al Tribunale di Trani.
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