
Vita di città
Felice Casale: «Mi hanno ucciso mio figlio per la seconda volta»
Rubata la foto e distrutta la pianta dal luogo dell'incidente dello chef Raffaele
Trani - mercoledì 6 gennaio 2021
11.32
Risale solamente a qualche giorno fa lo sfogo di Felice Casale, il papà di Raffaele, chef de Le Lampare morto nell'incidente stradale del 16 agosto 2017 in via Martiri di Palermo. Oggi, 6 gennaio, a distanza di più di tre anni dalla sua tragica morte, c'è stata un'amara sorpresa per i genitori del giovane che da tre anni lottano affinché venga fatta giustizia per quella giovane vita spezzata a soli 28 anni.
Ignoti hanno, infatti, distrutto la pianta e rubato la foto della giovane vittima dal luogo dell'incidente. Ad avvisare papà Felice, attualmente a Napoli, ci hanno pensato alcuni amici del figlio che si prendono cura di quel luogo della memoria.
Dura la replica di Felice Casale che ha chiosato: «Me l'hanno ucciso due volte, probabilmente lo sfogo di alcuni giorni fa ha dato fastidio a qualcuno». A distanza di più di tre anni dalla sua tragica morte, il caso giudiziario è stato archiviato ma la famiglia continua ancora a cercare giustizia. Secondo quanto fu accertato dalle indagini, Raffaele perse il controllo della moto finendo contro un palo della luce senza il coinvolgimento di altri mezzi. Morì poco dopo l'arrivo dei soccorsi.
Pochi giorni dopo la morte di Raffaele il pm della Procura di Trani, Donato Alessandro Pesce, dispose una perizia affinché fosse accertata la dinamica dello schianto. Dalle valutazioni fatte dall'ingegnere incaricato, sia sulla base delle tracce rimaste sull'asfalto che dei rilievi fotografici eseguiti dalla polizia dopo l'incidente, non emersero nuovi elementi rispetto a quanto non fosse stato già menzionato nei verbali redatti dal Commissariato di Polizia.
Secondo papà Felice, però, a contribuire allo sbandamento del mezzo sarebbero state le precarie condizioni di quel tratto di strada caratterizzato da scarsa illuminazione e asfalto ricoperto da aghi di pino.
Ancora oggi papà Felice lotta affinché le indagini vengano riaperte ed eventuali responsabili possano pagare la giusta pena.
Ignoti hanno, infatti, distrutto la pianta e rubato la foto della giovane vittima dal luogo dell'incidente. Ad avvisare papà Felice, attualmente a Napoli, ci hanno pensato alcuni amici del figlio che si prendono cura di quel luogo della memoria.
Dura la replica di Felice Casale che ha chiosato: «Me l'hanno ucciso due volte, probabilmente lo sfogo di alcuni giorni fa ha dato fastidio a qualcuno». A distanza di più di tre anni dalla sua tragica morte, il caso giudiziario è stato archiviato ma la famiglia continua ancora a cercare giustizia. Secondo quanto fu accertato dalle indagini, Raffaele perse il controllo della moto finendo contro un palo della luce senza il coinvolgimento di altri mezzi. Morì poco dopo l'arrivo dei soccorsi.
Pochi giorni dopo la morte di Raffaele il pm della Procura di Trani, Donato Alessandro Pesce, dispose una perizia affinché fosse accertata la dinamica dello schianto. Dalle valutazioni fatte dall'ingegnere incaricato, sia sulla base delle tracce rimaste sull'asfalto che dei rilievi fotografici eseguiti dalla polizia dopo l'incidente, non emersero nuovi elementi rispetto a quanto non fosse stato già menzionato nei verbali redatti dal Commissariato di Polizia.
Secondo papà Felice, però, a contribuire allo sbandamento del mezzo sarebbero state le precarie condizioni di quel tratto di strada caratterizzato da scarsa illuminazione e asfalto ricoperto da aghi di pino.
Ancora oggi papà Felice lotta affinché le indagini vengano riaperte ed eventuali responsabili possano pagare la giusta pena.


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