Politica
Giallo sul sito occupato dalle giostrine, Ferrante (Pd) scrive
«Il Comune continua a concedere a terzi aree non sue»
Trani - venerdì 19 marzo 2010
L'area della villa comunale che si affaccia sul lungomare Chiarelli e che il Comune ha messo a disposizione dei giostrai (in seguito allo spostamento da piazza Plebiscito) è ancora al centro di un imbarazzante equivoco. Il sito dove sono state trasferite le giostrine è di proprietà comunale o demaniale? Se lo chiede il consigliere comunale e capogruppo del partito democratico Fabrizio Ferrante che ha presentato a Palazzo di Città un'interrogazione urgente indirizzata al presidente del Consiglio comunale, al sindaco, al segretario generale, agli assessori e ai dirigenti.
Ferrante sintetizza le puntate precedenti della querelle: «L'1 dicembre del 2009 (protocollo 48352) veniva emessa una dirigenziale della quarta ripartizione in cui si ribadiva l'efficacia di una precedente determina (la numero 47/04) con la quale si affermava che, alla data dell'1 dicembre 2009, i titolari delle attività di spettacoli viaggianti e giostrine sgomberate coattivamente l'1 settembre 2006 da piazza Plebiscito, avrebbero potuto usufruire, per lo svolgimento della loro attività, del sito individuato dall'amministrazione presso il lungomare Chiarelli. Al sottoscritto risulta che il Comune di Trani sia ancora inadempiente rispetto alla regolarizzazione per l'occupazione delle particelle del sito».
Ferrante spiega il perché. «L'8 febbraio del 2010 l'ufficio demanio marittimo della Regione Puglia ha chiesto al Comune di Trani la regolarizzazione burocratica per la concessione delle particelle dove sono ubicate attualmente le giostre. Pertanto, allo stato attuale, quelle particelle non sono nella disponibilità del Comune e, di conseguenza, non concedibili dallo stesso a terzi. Al contempo, però, il Comune ribadisce l'utilizzabilità delle aree in questione comunicando ai soggetti assegnatari che nulla osta all'utilizzabilità del sito. Evidentemente, ad oggi, gli uffici comunali concedono a terzi la possibilità di utilizzare aree di cui non hanno la disponibilità. Pertanto si riscontra un guazzabuglio burocratico in cui il Comune non è sicuramente parte diligente. Se il dubbio posto sia lecito, i soggetti a cui è stata assegnata l'area corrono il rischio di un immediato sequestro dell'area e delle attrezzature».
In virtù di questo, Ferrante ha chiesto di sapere se gli uffici comunali hanno provveduto alla regolarizzazione della posizione del Comune in merito alla disponibilità delle particelle dell'area delle giostrine, se gli uffici hanno concesso in uso siti di cui il Comune non ha disponibilità e se le dirigenziali della quarta ripartizione siano da ritenersi nulle.
Ferrante sintetizza le puntate precedenti della querelle: «L'1 dicembre del 2009 (protocollo 48352) veniva emessa una dirigenziale della quarta ripartizione in cui si ribadiva l'efficacia di una precedente determina (la numero 47/04) con la quale si affermava che, alla data dell'1 dicembre 2009, i titolari delle attività di spettacoli viaggianti e giostrine sgomberate coattivamente l'1 settembre 2006 da piazza Plebiscito, avrebbero potuto usufruire, per lo svolgimento della loro attività, del sito individuato dall'amministrazione presso il lungomare Chiarelli. Al sottoscritto risulta che il Comune di Trani sia ancora inadempiente rispetto alla regolarizzazione per l'occupazione delle particelle del sito».
Ferrante spiega il perché. «L'8 febbraio del 2010 l'ufficio demanio marittimo della Regione Puglia ha chiesto al Comune di Trani la regolarizzazione burocratica per la concessione delle particelle dove sono ubicate attualmente le giostre. Pertanto, allo stato attuale, quelle particelle non sono nella disponibilità del Comune e, di conseguenza, non concedibili dallo stesso a terzi. Al contempo, però, il Comune ribadisce l'utilizzabilità delle aree in questione comunicando ai soggetti assegnatari che nulla osta all'utilizzabilità del sito. Evidentemente, ad oggi, gli uffici comunali concedono a terzi la possibilità di utilizzare aree di cui non hanno la disponibilità. Pertanto si riscontra un guazzabuglio burocratico in cui il Comune non è sicuramente parte diligente. Se il dubbio posto sia lecito, i soggetti a cui è stata assegnata l'area corrono il rischio di un immediato sequestro dell'area e delle attrezzature».
In virtù di questo, Ferrante ha chiesto di sapere se gli uffici comunali hanno provveduto alla regolarizzazione della posizione del Comune in merito alla disponibilità delle particelle dell'area delle giostrine, se gli uffici hanno concesso in uso siti di cui il Comune non ha disponibilità e se le dirigenziali della quarta ripartizione siano da ritenersi nulle.
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