
Attualità
Hub Portanova e Auser nel mirino: attacco della destra ai presìdi sociali della città
Tranibenecomune denuncia le critiche dell’ex sindaco Tarantini e difende gli spazi di aggregazione per giovani e anziani
Trani - giovedì 12 febbraio 2026
12.11
Riceviamo e pubblichiamo la nota di Trani Bene Comune.
Negli ultimi giorni abbiamo assistito sui social all'ennesimo attacco gratuito e strumentale dell'ex sindaco Tarantini e di altri esponenti di liste civiche di destra contro due realtà fondamentali per la nostra comunità: l'HUB Portanova, spazio di aggregazione giovanile e aperto alle tante associazioni prive di sede che in quel luogo hanno possibilità di incontrarsi e costruire iniziative culturali, e l'AUSER, punto di riferimento sociale e culturale per tanti anziani della nostra città.
Strutture che non solo non pesano sulle tasche di nessuno, ma che rappresentano gli unici luoghi gratuiti e accessibili dove giovani e anziani possono incontrarsi, parlare, crescere, condividere tempo e idee.
Attaccare questi spazi significa ignorare un fatto semplice: senza di essi, tanti ragazzi non avrebbero altre alternative che restare chiusi in casa davanti a uno smartphone, così come tanti anziani davanti a una televisione, soli, isolati, invisibili.
Questi centri offrono invece ciò che nessuna polemica potrà mai cancellare: comunità, relazioni, socialità, partecipazione.
Ed è proprio in quegli spazi che abbiamo visto storie che non si possono ignorare. Penso a Vincenzo e Michele, due anziani come tanti, segnati da una malattia terminale. Pur nei loro ultimi mesi, hanno trovato nell'AUSER un luogo dove sorridere, parlare, giocare a carte, fare attività, sentirsi vivi.
Hanno frequentato quelle stanze fino al giorno prima della loro morte, perché lì, per qualche ora, potevano non pensare al dolore, alla solitudine, alla malattia. Chi attacca queste realtà dovrebbe avere il coraggio di guardare in faccia storie come queste prima di pronunciare giudizi.
È gravissimo che, in un momento storico in cui i giovani che si impegnano vengono bersagliati e delegittimati in ogni modo, che un ex amministratore scelga di colpire proprio chi lavora per costruire alternative alla solitudine, al degrado e alla marginalità.
Prendersela con chi promuove cultura, solidarietà e inclusione significa schierarsi contro il futuro della città. Si preferirebbe forse una gioventù silenziata, rassegnata, chiusa in casa?
Si preferirebbe forse che gli anziani fossero lasciati soli, senza luoghi dove vivere relazioni e dignità?
Chi oggi punta il dito contro questi spazi dimostra di non avere a cuore né il tessuto sociale della città né le persone che la abitano.
Noi, invece, continueremo a difendere e sostenere chi crea comunità e dà valore alle persone, soprattutto a quelle che hanno meno.
Perché, alla fine, la verità è semplice:
la destra odia i poveri e chi ragiona con la propria testa.
Negli ultimi giorni abbiamo assistito sui social all'ennesimo attacco gratuito e strumentale dell'ex sindaco Tarantini e di altri esponenti di liste civiche di destra contro due realtà fondamentali per la nostra comunità: l'HUB Portanova, spazio di aggregazione giovanile e aperto alle tante associazioni prive di sede che in quel luogo hanno possibilità di incontrarsi e costruire iniziative culturali, e l'AUSER, punto di riferimento sociale e culturale per tanti anziani della nostra città.
Strutture che non solo non pesano sulle tasche di nessuno, ma che rappresentano gli unici luoghi gratuiti e accessibili dove giovani e anziani possono incontrarsi, parlare, crescere, condividere tempo e idee.
Attaccare questi spazi significa ignorare un fatto semplice: senza di essi, tanti ragazzi non avrebbero altre alternative che restare chiusi in casa davanti a uno smartphone, così come tanti anziani davanti a una televisione, soli, isolati, invisibili.
Questi centri offrono invece ciò che nessuna polemica potrà mai cancellare: comunità, relazioni, socialità, partecipazione.
Ed è proprio in quegli spazi che abbiamo visto storie che non si possono ignorare. Penso a Vincenzo e Michele, due anziani come tanti, segnati da una malattia terminale. Pur nei loro ultimi mesi, hanno trovato nell'AUSER un luogo dove sorridere, parlare, giocare a carte, fare attività, sentirsi vivi.
Hanno frequentato quelle stanze fino al giorno prima della loro morte, perché lì, per qualche ora, potevano non pensare al dolore, alla solitudine, alla malattia. Chi attacca queste realtà dovrebbe avere il coraggio di guardare in faccia storie come queste prima di pronunciare giudizi.
È gravissimo che, in un momento storico in cui i giovani che si impegnano vengono bersagliati e delegittimati in ogni modo, che un ex amministratore scelga di colpire proprio chi lavora per costruire alternative alla solitudine, al degrado e alla marginalità.
Prendersela con chi promuove cultura, solidarietà e inclusione significa schierarsi contro il futuro della città. Si preferirebbe forse una gioventù silenziata, rassegnata, chiusa in casa?
Si preferirebbe forse che gli anziani fossero lasciati soli, senza luoghi dove vivere relazioni e dignità?
Chi oggi punta il dito contro questi spazi dimostra di non avere a cuore né il tessuto sociale della città né le persone che la abitano.
Noi, invece, continueremo a difendere e sostenere chi crea comunità e dà valore alle persone, soprattutto a quelle che hanno meno.
Perché, alla fine, la verità è semplice:
la destra odia i poveri e chi ragiona con la propria testa.
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