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Politica

I due destini di Amiu: ricapitalizzazione o liquidazione

Domani il consiglio comunale chiamato a pronunciarsi sulla proposta di delibera

L'ultimo consiglio comunale dell'anno è alle porte. Domani, a Palazzo Palmieri, i trentadue eletti affronteranno l'ingombrante questione Amiu e saranno chiamati a pronunciarsi su una proposta di delibera dal carattere interlocutorio: a fronte di un passivo di bilancio di 4,6 milioni di euro sul bilancio 2014 dell'azienda, il documento lascia aperte due strade sul futuro della partecipata.

La prima alternativa è la ricapitalizzazione, che dovrà avvenire in seguito alla redazione di un piano economico finanziario che andrà redatto da un "advisor qualificato", da selezionare con procedura ad evidenza pubblica, che individui risorse, tempi, modalità ed economicità dell'operazione. Il piano da porre al vaglio del collegio sindacale dovrà contenere la proiezione dei costi e dei ricavi, degli investimenti e dei relativi finanziamenti, con la specificazione, nell'ipotesi di affidamento "in house", dell'assetto economico e patrimoniale della società, del capitale proprio investito e dell'ammontare dell'indebitamento.

L'ipotesi della ricapitalizzazione prevede anche la realizzazione di una proiezione triennale dei costi e dei ricavi, scandita da un crono-programma che metta il socio in condizione di poter prevedere la continuità aziendale, in piena autonomia finanziaria ed economica, di attivare tutte le misure per reperire le risorse economiche per la realizzazione dei lavori necessari alla messa in sicurezza permanente della discarica e l'applicazione dell'art. 250 del decreto legislativo n. 152 del 2006, che prevede, «qualora i soggetti responsabili della contaminazione non provvedano direttamente agli adempimenti disposti dal presente titolo ovvero non siano individuabili e non provvedano né il proprietario del sito né altri soggetti interessati, che le procedure e gli interventi di recupero siano realizzati d'ufficio dal comune territorialmente competente e, ove questo non provveda, dalla regione, secondo l'ordine di priorità fissati dal piano regionale per la bonifica delle aree inquinate, avvalendosi anche di altri soggetti pubblici o privati, individuati ad esito di apposite procedure ad evidenza pubblica. Al fine di anticipare le somme per i predetti interventi le regioni possono istituire appositi fondi nell'ambito delle proprie disponibilità di bilancio».

L'eventuale ricapitalizzazione potrà avvenire anche in forma mista, cioè aggiungendo alle proprietà dell'azienda beni patrimoniali, come già detto individuati nell'isola ecologica e nella ricicleria, oltre all'apporto di circa 1,1 milioni di euro previsti nel bilancio previsionale 2015 del Comune di Trani proprio a questo scopo e, infine, alla rinuncia dei crediti vantati da palazzo di città nei confronti dell'Amiu, per un totale di circa 4,2 milioni di euro. In alternativa, la società potrà essere messa in liquidazione, scorporando la bad company, ricapitalizzando e facendo ritornare "in bonis" la società, attribuendo al liquidatore l'indirizzo di valorizzare il patrimonio affidatogli affinché risani la discarica.

L'eventuale approvazione di questo punto all'ordine del giorno non mette al riparo l'amministrazione comunale dalle volontà della Corte dei conti, che prevedevano, entro fine anno, l'approvazione di un piano di razionalizzazione delle società partecipate. Oltre ad Amiu, anche Amet non sta vivendo un momento felice e non è escluso che, nel 2016, l'organismo di controllo regionale torni a "chiudere i rubinetti di spesa" del Comune, in attesa che si realizzino i cambiamenti necessari a dare stabilità economica alla città, obiettivo ancora non raggiunto da questo governo cittadino.
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