Politica
Il Circolo Legambiente "Inceneritore di Trani"
Illuminante relazione dello scienziato Montanari tenutasi a Canosa domenica 15 Ottobre 2006
Trani - venerdì 20 ottobre 2006
Domenica 15 Ottobre abbiamo avuto il piacere di seguire la relazione scientifica che il dott. Stefano Montanari, direttore scientifico dell'Istituto "Nanodiagnostics" di Modena, ha tenuto a Canosa di Puglia su invito dell'associazione culturale Piccola Roma.
L'istituto di ricerca NANODIAGNOSTICS effettua studi sulle nanopatologie; ha fama internazionale e collabora con le Università di Cambridge, Berlino ed alcuni centri di ricerca statunitensi.
In particolare l'istituto è coinvolto nel Progetto Europeo finanziato dalla Comunità Europea "QLRT-2002-147: tossicità delle nanoparticelle" che avvalendosi di studi di microscopia elettronica a scansione di tipo ambientale, secondo una metodica originale ed innovativa, ha permesso di accertare come tessuti patologici relativi a malattie criptogeniche di natura oncologica o infiammatoria presentino un contenuto di particelle inorganiche di dimensioni micro- e/o nano-metriche (10-8 – 10-5 m), un reperto non rinvenibile, invece, nei tessuti sani. L'origine di queste particelle è prevalentemente ambientale, dovuta a forme d'inquinamento antropiche come gli inceneritori e la via d'ingresso nell'organismo umano e animale è attraverso l'inalazione e/o l'ingestione.
Le particelle entro le dimensioni di cui si è detto (10-8m è il limite della strumentazione utilizzata per la ricerca), una volta inalate, sono in grado di entrare dall'alveolo polmonare nel circolo ematico in tempi assai brevi (un minuto per quelle nanometriche) e, qui, in soggetti predisposti, esplicare un'azione trombogenica. Il circolo, poi, le trasporta a vari organi interni (fegato, reni, cervello, ecc.) dove vengono sequestrate e dove si comportano come corpi estranei, inducendo la formazione di granulomi e uno stato infiammatorio, primo passo verso la formazione di cellule tumorali.
Il dott. Montanari ha stupito tutti proiettando le immagini realizzati col microscopio elettronico a scansione ambientale che evidenziavano la presenza di nanoparticelle non biocompatibili all'interno di cellule patogeniche.
La relazione dello scienziato assume, per noi tranesi, una importanza notevole poiché ha evidenziato tutti gli aspetti negativi connessi all'incenerimento dei rifiuti.
Un aspetto cruciale della proiezione ha riguardato i famigerati filtri dei tanto decantati inceneritori di ultima generazione. Ebbene lo scienziato ha inesorabilmente dichiarato che non esistono filtri in grado di trattenere le nanoparticelle; d'altro canto l'attuale legge sui limiti delle emissioni ignora del tutto le nanoparticelle poiché regolamenta solo quelle del diametro dell'ordine dei micron, quindi ben più grandi. Tale asserzione, è supportata da uno studio dello stesso Montanari dal titolo "Nanopatologie: ovvero come morire a norma di legge".
Lo studioso modenese ha anche aggiunto che qualora esistessero filtri in grado di trattenere le nanoparticelle emesse dagli inceneritori si otterrebbero quantitativi enormi di scorie solide, tossiche e spesso radioattive che necessiterebbero di uno smaltimento speciale. Ebbene, tali nanoparticelle patogeniche, attualmente, vengono sconsideratamente ed allegramente proiettate nell'atmosfera.
Il dott. Montanari, nella sua relazione non ha neanche tralasciato le motivazioni economiche e finanziarie che sostengono l'incenerimento dei rifiuti e quindi la diffusione dei cosiddetti termovalorizzatori alimentati bene dai rifiuti plastici, ottimo combustibile e straordinari diffusori di patologie tumorali.
Entrando nei dettagli, lo studioso ha anche illustrato i meccanismi e le percentuali di denaro che, circolando intorno agli impianti di incenerimento, ritornano nelle casse degli amministratori locali e dei partiti che li sostengono.
L'istituto di ricerca NANODIAGNOSTICS effettua studi sulle nanopatologie; ha fama internazionale e collabora con le Università di Cambridge, Berlino ed alcuni centri di ricerca statunitensi.
In particolare l'istituto è coinvolto nel Progetto Europeo finanziato dalla Comunità Europea "QLRT-2002-147: tossicità delle nanoparticelle" che avvalendosi di studi di microscopia elettronica a scansione di tipo ambientale, secondo una metodica originale ed innovativa, ha permesso di accertare come tessuti patologici relativi a malattie criptogeniche di natura oncologica o infiammatoria presentino un contenuto di particelle inorganiche di dimensioni micro- e/o nano-metriche (10-8 – 10-5 m), un reperto non rinvenibile, invece, nei tessuti sani. L'origine di queste particelle è prevalentemente ambientale, dovuta a forme d'inquinamento antropiche come gli inceneritori e la via d'ingresso nell'organismo umano e animale è attraverso l'inalazione e/o l'ingestione.
Le particelle entro le dimensioni di cui si è detto (10-8m è il limite della strumentazione utilizzata per la ricerca), una volta inalate, sono in grado di entrare dall'alveolo polmonare nel circolo ematico in tempi assai brevi (un minuto per quelle nanometriche) e, qui, in soggetti predisposti, esplicare un'azione trombogenica. Il circolo, poi, le trasporta a vari organi interni (fegato, reni, cervello, ecc.) dove vengono sequestrate e dove si comportano come corpi estranei, inducendo la formazione di granulomi e uno stato infiammatorio, primo passo verso la formazione di cellule tumorali.
Il dott. Montanari ha stupito tutti proiettando le immagini realizzati col microscopio elettronico a scansione ambientale che evidenziavano la presenza di nanoparticelle non biocompatibili all'interno di cellule patogeniche.
La relazione dello scienziato assume, per noi tranesi, una importanza notevole poiché ha evidenziato tutti gli aspetti negativi connessi all'incenerimento dei rifiuti.
Un aspetto cruciale della proiezione ha riguardato i famigerati filtri dei tanto decantati inceneritori di ultima generazione. Ebbene lo scienziato ha inesorabilmente dichiarato che non esistono filtri in grado di trattenere le nanoparticelle; d'altro canto l'attuale legge sui limiti delle emissioni ignora del tutto le nanoparticelle poiché regolamenta solo quelle del diametro dell'ordine dei micron, quindi ben più grandi. Tale asserzione, è supportata da uno studio dello stesso Montanari dal titolo "Nanopatologie: ovvero come morire a norma di legge".
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Circolo di Trani di Legambiente
Dott. Francesco Bartucci
Avv. Enzo Cassanelli
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