
Enti locali
Pronto soccorso di Trani destinato alla chiusura
Il 90% delle richieste è poco urgente
BAT - martedì 28 ottobre 2014
10.24
Sono dieci i pronto soccorso della Puglia destinati a chiudere. Nel corso dell'anno scorso, in tutta la Regione, su un totale di 1,1 milioni di accessi, i casi di imminente pericolo di vita sono stati appena 10.900, lo 0,95%. A fronte di questi dati, oggi la giunta regionale approverà il nuovo assetto dei pronto soccorso, con una riorganizzazione totale ed un taglio netto.
I tre pronto soccorso che inevitabilmente viaggiano verso la chiusura sono quelli di Triggiano, San Pietro Vernotico e Trani. Inizialmente, però, verranno trasformati in punti di primo intervento. Preoccupante è il caso Bat. È l'unica Provincia che in attesa della realizzazione del nuovo ospedale di Andria, resterà priva di un hub, punto di riferimento territoriale per la rete di emergenza-urgenza.
Sono due le logiche operative in cui verte il piano che sarà approvato oggi dalla giunta regionale. In primis, non avrebbe senso mantenere un pronto soccorso lì dove l'ospedale è stato chiuso. In secondo luogo, il nuovo piano risolve un problema di tipo contrattuale tra i medici di pronto soccorso, dipendenti, e quelli del 118 che invece lavorano in convenzione. Questi ultimi saranno trasferiti nei punti di primo intervento e ruoteranno tra presidio e ambulanza.
Trani resta l'emblema del problema principale. Il 90% delle prestazioni del pronto soccorso è classificato come poco urgente. Le richieste dei cittadini, nella maggior parte dei casi, sono prestazioni poco appropriate.
I tre pronto soccorso che inevitabilmente viaggiano verso la chiusura sono quelli di Triggiano, San Pietro Vernotico e Trani. Inizialmente, però, verranno trasformati in punti di primo intervento. Preoccupante è il caso Bat. È l'unica Provincia che in attesa della realizzazione del nuovo ospedale di Andria, resterà priva di un hub, punto di riferimento territoriale per la rete di emergenza-urgenza.
Sono due le logiche operative in cui verte il piano che sarà approvato oggi dalla giunta regionale. In primis, non avrebbe senso mantenere un pronto soccorso lì dove l'ospedale è stato chiuso. In secondo luogo, il nuovo piano risolve un problema di tipo contrattuale tra i medici di pronto soccorso, dipendenti, e quelli del 118 che invece lavorano in convenzione. Questi ultimi saranno trasferiti nei punti di primo intervento e ruoteranno tra presidio e ambulanza.
Trani resta l'emblema del problema principale. Il 90% delle prestazioni del pronto soccorso è classificato come poco urgente. Le richieste dei cittadini, nella maggior parte dei casi, sono prestazioni poco appropriate.

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