Caditoia Isola Ecologica
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Politica

Isola ecologica, i Cinquestelle: «Ma di chi è la proprietà?»

Tutti gli interrogativi delle consigliere Papagni e Di Lernia

«Vi riportiamo quanto emerso sulla questione Isola Ecologica, interessata da una nostra visita lo scorso 19 settembre e da conseguenti accessi agli atti, sollecitati anche presso la Prefettura». Così le esponenti del M5S, Luisa Di Lernia e Antonella Papagni, ritornano sulle anomalie legate all'isola ecologica.

«Abbiamo esaminato i documenti giunti dopo oltre due mesi da Amiu e, in attesa dei riscontri da parte di altri enti ai quali abbiamo chiesto conferme, possiamo già evidenziare alcune apparenti incongruenze tra la situazione reale e le risposte che ci sono state fornite. Ad oggi l'Isola Ecologica dovrebbe essere di proprietà Amiu stando a quanto deliberato il 4 marzo scorso con la Ricapitalizzazione di Amiu, ma nella dichiarazione inviataci l'amministratore unico dice che è di proprietà del Comune. Si è dunque proceduto o no a trasferire la proprietà dell'Isola Ecologica e della Ricicleria dal Comune di Trani ad Amiu? Giusto per ricordarlo, le procedure derivanti da quella delibera vanno realizzate entro il 2016».

Altro aspetto riguarda l'autorizzazione di agibilità, datata 2004, «che fa riferimento - proseguono le esponenti grilline - a 21 contenitori di rifiuti mentre se ne contano almeno 29. La stessa Autorizzazione di Agibilità fa riferimento al parere favorevole espresso dalla Ausl BA/2 il 17/9/2002; parere che potrebbe essere inadeguato considerato che la normativa che regolamenta il funzionamento del C.C.R. è successiva (cioè decreti del ministero dell'Ambiente del 2008 e del 2009). Un'altra questione importante per il futuro della raccolta rifiuti a Trani: i quantitativi dei rifiuti raccolti nell'Isola Ecologica sono, come dichiarato da Amiu, gli stessi che vengono riportati nel sito della Regione Puglia; ciò significa che siamo in presenza di un centro di stoccaggio dei rifiuti differenziati. E allora, volendo (chissà quando) implementare la raccolta porta a porta su tutta la Città, e aumentando così la percentuale di differenziata, non appare sufficiente quel centro nelle condizioni in cui versa. Infatti, ipotizzando di portarci alla soglia minima imposta per legge, cioè il 65%, quel Centro dovrebbe stoccare più del triplo del quantitativo attuale (ben al di sotto del 20%). Gradiremmo conoscere le strategie idonee ad evitare problemi in tal senso».

I Grillini elencano pure alcune prescrizioni in materia. «Il D.M. 8/4/2008 impone - aggiungono - che i cassoni siano coperti o abbiano un vano di raccolta per le fuoriuscite dal basso. I cassoni contenenti carta e cartone, in particolare, dovrebbero essere coperti e protetti dagli agenti atmosferici, mentre la frazione organica umida dovrebbe essere conferita in contenitori a tenuta stagna. Secondo voi sono rispettate queste prescrizioni? Perché, se così non dovesse essere, si creerebbe percolato nel piazzale, con rischio che arrivi su Via Finanzieri. O al mare distante qualche metro. A fianco dell'ingresso riscontriamo, sul lato destro, una enorme feritoia in cui confluiscono le acque. Il Regolamento Regionale 26 del 2013 impone che tutte le acque meteoriche raccolte all'interno del C.C.R. siano raccolte e trattate con uno specifico impianto di trattamento delle acque meteoriche potenzialmente inquinanti, prima di essere immesse nella rete delle acque pluviali o smaltite nel sottosuolo. Altra curiosità per la quale chiediamo conferma ai cittadini tranesi: la compilazione dello schedario dei rifiuti in entrata al momento del conferimento. Ma vengono realmente registrati i rifiuti conferiti dai cittadini?».

«Tale mancata registrazione all'ingresso - sostengono - potrebbe arrecare un danno erariale: i rifiuti delle aziende e delle utenze domestiche sono assimilabili, ma senza registrazione non possiamo vedere chi scarica cosa. Tanto per fare un esempio, non è possibile controllare se un'azienda stia conferendo in misura superiore alla soglia consentita, tanto da incidere sulle spese che sosteniamo come Comune per cedere i nostri rifiuti a terzi. Un dubbio sull'attuale Responsabile Tecnico di AMIU. Abbiamo inoltrato una richiesta urgente di accesso agli atti all'Albo Nazionale Gestori Ambientali a cui l'AMIU è iscritta per poter esercitare le proprie attività».

«Considerato che nel rinnovo dell'iscrizione datato aprile 2013 viene indicato quale responsabile tecnico l'ingegner Zecchillo con il quale è cessato il rapporto di lavoro un anno fa circa, vogliamo conoscere - dicono ancora - il nominativo dell'attuale responsabile tecnico di Amiu spa. In ultimo, ci sono parse insufficienti anche le risposte fornite in merito alle procedure di sicurezza adottate a tutela del personale e dei cittadini che si recano presso l'isola ecologica per il conferimento. Abbiamo posto questi legittimi interrogativi all'Amministrazione nel corso del Consiglio Comunale del 21 dicembre ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Risposte che si rendono indispensabili per scongiurare piccoli o grandi disagi, piccoli o grandi danni derivanti, nella migliore delle ipotesi, da un certa "leggiadria gestionale"; danni di cui poi saranno i tranesi a subire le conseguenze. Perché, mentre a Barletta arrivano 500.000 euro di fondi regionali per il monitoraggio ambientale, a Trani battiamo tutti i record di incapacità e quest'anno per l'ecotassa regionale ci toccherà pagare l'aliquota massima (e la TARI sarà ancora più alta). In queste condizioni - concludono - a qualsiasi amministratore sarebbe stato dato il benservito e invece Guadagnuolo è ancora lì, voluto da Riserbato e difeso da Bottaro».
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