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Ambiente
Legambiente, clean-up a Boccadoro: stop al degrado nel sito naturalistico
Cittadinanza e volontari in azione per la Giornata Mondiale delle Zone Umide
Trani - martedì 3 febbraio 2026
9.44
Il giorno 1 febbraio i cittadini e i volontari di Legambiente Trani hanno scelto di celebrare la Giornata Mondiale delle Zone Umide con un intervento concreto di recupero presso l'area di Boccadoro. Quello che doveva essere un semplice momento di cura del verde si è trasformata in una potente dimostrazione per la salvaguardia dell'ambiente locale.
La Presidente del circolo, Cristina Monterisi, ha aperto l'attività spiegando con determinazione il valore profondo dell'iniziativa: "Oggi siamo venuti qui a Boccadoro con volontarie e volontari per un evento di sensibilizzazione, per rendere una passeggiata nella natura anche un atto di cittadinanza attiva attraverso il clean-up". Cristina Monterisi ha poi evidenziato come sia fondamentale "far comprendere ai cittadini e ai turisti l'importanza della valorizzazione di questo luogo e quindi anche la necessità di evitare l'ingresso ai mezzi motorizzati per preservare l'integrità naturalistica del sito". Infatti Boccadoro rappresenta un corridoio ecologico insostituibile che mette in comunicazione diretta l'ecosistema marino del Mediterraneo con le alture dell'Alta Murgia.
Il volontario Mattia Barile ha proposto inoltre un progetto di cooperazione territoriale ambiziosa: l'idea è quella di lavorare in sinergia con il Comune di Barletta per estendere i vincoli di protezione fino alla zona di Ariscianne, dove termina la giurisdizione tranese, al fine di creare un'area naturale più protetta. La necessità di un intervento immediato è stata confermata dai ritrovamenti di rifiuti fatti durante la pulizia.
A riguardo il vicepresidente Alessandro Botta ha espresso forte preoccupazione per il cambiamento qualitativo del degrado riscontrato sul campo, dichiarando che: "Questa volta abbiamo addirittura trovato materiali di risulta e materiali inerti edili, cose che raramente si erano viste prima" e ciò segnala che l'area viene ormai utilizzata impropriamente come discarica per scarti industriali e cantieristici. Botta ha quindi rivolto un accorato appello al senso di responsabilità individuale, invitando a ridurre le quantità di rifiuti". L'attività si è conclusa con una merenda solidale, un rito di condivisione che ha permesso ai volontari di trasformare l'iniziativa in un momento di speranza collettiva.
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La Presidente del circolo, Cristina Monterisi, ha aperto l'attività spiegando con determinazione il valore profondo dell'iniziativa: "Oggi siamo venuti qui a Boccadoro con volontarie e volontari per un evento di sensibilizzazione, per rendere una passeggiata nella natura anche un atto di cittadinanza attiva attraverso il clean-up". Cristina Monterisi ha poi evidenziato come sia fondamentale "far comprendere ai cittadini e ai turisti l'importanza della valorizzazione di questo luogo e quindi anche la necessità di evitare l'ingresso ai mezzi motorizzati per preservare l'integrità naturalistica del sito". Infatti Boccadoro rappresenta un corridoio ecologico insostituibile che mette in comunicazione diretta l'ecosistema marino del Mediterraneo con le alture dell'Alta Murgia.
Il volontario Mattia Barile ha proposto inoltre un progetto di cooperazione territoriale ambiziosa: l'idea è quella di lavorare in sinergia con il Comune di Barletta per estendere i vincoli di protezione fino alla zona di Ariscianne, dove termina la giurisdizione tranese, al fine di creare un'area naturale più protetta. La necessità di un intervento immediato è stata confermata dai ritrovamenti di rifiuti fatti durante la pulizia.
A riguardo il vicepresidente Alessandro Botta ha espresso forte preoccupazione per il cambiamento qualitativo del degrado riscontrato sul campo, dichiarando che: "Questa volta abbiamo addirittura trovato materiali di risulta e materiali inerti edili, cose che raramente si erano viste prima" e ciò segnala che l'area viene ormai utilizzata impropriamente come discarica per scarti industriali e cantieristici. Botta ha quindi rivolto un accorato appello al senso di responsabilità individuale, invitando a ridurre le quantità di rifiuti". L'attività si è conclusa con una merenda solidale, un rito di condivisione che ha permesso ai volontari di trasformare l'iniziativa in un momento di speranza collettiva.
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