
Vita di città
Pali storici rimossi da piazza Gradenigo, il Comitato attacca il Comune
Chiesto l’intervento della Soprintendenza: «Deturpato un luogo storico»
Trani - venerdì 6 marzo 2026
10.13 Comunicato Stampa
In riferimento al noto episodio che ha visto la rimozione di due pali dall'indubbio valore storico e architettonico in Piazza Gradenigo riceviamo e pubblichiamo la nota del dottor Giuseppe Lorusso.
Il sottoscritto, dott. Giuseppe Lorusso, in qualità di Presidente del "Comitato Sant'Agostino" e in nome e per conto di quest'ultimo, e della cittadinanza che rappresenta, a seguito della nota PEC del 01.03.2026, prot. 0016695 del 02.003.2026 e nota PEC del 02.03.2026, prot n. 17118 del 03.03.2026, di protocollo generale del Comune di Trani, prende atto della trasmissione della determinazione dirigenziale n. 1511 del 06.11.2025 e della nota prot. 17506 del 03.03.2026, entrambe a firma del dirigente Area Terza, ing. Luigi Puzziferri.
È opportuno evidenziare che il riscontro alle numerose lamentele segnalate dal Comitato cittadino, è da ritenersi insufficiente se rapportato alle corpose obiezioni sollevate. Pertanto, tale riscontro non può ritenersi idoneo a chiarire fatti e circostanze di cui il Comitato e la collettività si dolgono.
È altresì opportuno evidenziare e puntualizzare che non è stata fornita la documentazione progettuale a comprova di quanto dichiarato nella menzionata determinazione n.1511, di cui si dirà in seguito, e non è stata fornita la documentazione che dimostra: "… tutti gli impianti di pubblica illuminazione sono nel pieno possesso del Comune di Trani e che la formalizzazione del passaggio di proprietà avverrà a conclusione del procedimento di constatazione e quantificazione del valore degli impianti all'epoca del passaggio degli impianti d Amet S.p.A. alla City Green Lite S.p.A., attuale gestore".
Possiamo solo comprendere l'assoluta contraddizione e l'evidente imbarazzo del Comune di Trani, che non giustifica lo scempio perpetrato in una piazza storica, se si tiene conto che nella citata determinazione 1511 del 06.11.2025, con la quale è stato previsto l'ampliamento di pubblica illuminazione nel numero di n. 40 punti luce, è precisato quanto segue: "Integrazioni di nuovo palo…", "Integrazione di nuovo apparecchio illuminante led tipo Neri...", "Integrazione di nuovo sbraccio …" e "Integrazioni di nuovi proiettori…". Quindi l'installazione di nuovi pali, tipo Neri, ecc., giammai la rimozione da una piazza storica di pali di assoluto pregio con il pessimo posizionamento di pali da stadio comunale o meglio da ZONA INDUSTRIALE. Il tutto per la modica cifra, a spese dei cittadini tranesi, di €.21.500,71 (si suppone oltre IVA). Somma che in passato, per lavorazioni simili, non è mai stata corrisposta alla Società AMET S.p.A. (ma questa è un'altra storia che valuterà chi di competenza).
Tale assoluta contraddittorietà emerge anche da quanto dichiarato nella nota prot. 17506 che si riporta testualmente: "Tanto è stato autorizzato nell'ambito del progetto approvato con D.D. n. 1511 del 06.11.2015". Cos'altro aggiungere a cotanta discordanza!
In merito alla dichiarazione "… tutti gli impianti di pubblica illuminazione sono nel pieno possesso del Comune di Trani e che la formalizzazione del passaggio di proprietà avverrà a conclusione del procedimento di constatazione e quantificazione del valore degli impianti all'epoca del passaggio degli impianti d Amet S.p.A. alla City Green Lite S.p.A., attuale gestore", non si è ritenuto opportuno produrre alcun documento, già in possesso del Comune di Trani, probabilmente perché, come a suo tempo riferitomi dal compianto amico ing. Walter Leggieri, il Comune aveva preso un preciso e formale impegno nel marzo del 2023 con la Società AMET S.p.A. è cioè:
corrispondere a quest'ultima una somma annua di €. 300.000,00, oltre IVA, per la consegna degli impianti di pubblica illuminazione (non la proprietà) a fronte del pieno possesso degli stessi;
corrispondere €. 50.000,00 annui, oltre IVA, per le attività professionali della Società AMET S.p.A.
somme forse corrisposte a qualche altra Società?
Il tutto per un valore complessivo dell'impianto di pubblica illuminazione, periziato da persona indicata dal Comune di Trani, di €.6.000.000,00 oltre IVA.
Anche qui un'altra evidente incongruenza: "…passaggio di proprietà avverrà a conclusione del procedimento di constatazione e quantificazione del valore degli impianti all'epoca del passaggio degli impianti di Amet S.p.A. alla City Green Lite S.p.A., attuale gestore"; gestore col quale è stata sottoscritta in data 25.02.2021 la Convenzione Consip, con avvio del servizio il 01.03.2023. Cioè a distanza di circa tre anni il Comune di Trani non è riuscito o non ha trovato tempo per quantificare ciò che di fatto risulta quantificato con perizia richiesta dallo stesso Comune di Trani! Veramente da non credere!
Domanda?
Se il Comune di Trani non ha corrisposto la somma di €. 1.050.000,00 euro alla Società AMET S.p.A. per gli anni 2023, 2024 e 2025 e tra non molto anche il 2026 (quindi € 1.400.000,00), non onorando l'impegno assunto, ha titolo a possedere l'impianto di illuminazione pubblica? Lo faremo comprendere e valutare all'intera cittadinanza agli organi di stampa e alle competenti Autorità con la trasmissione della presente nota.
In ultimo, ma non ultimo, il compianto amico riferiva che la Società AMET S.p.A. dopo il passaggio della pubblica illuminazione alla gestione privata di altra Società, non avrebbe più contratto la polizza RCT.
Ciò sta a significare che la polizza di Responsabilità Civile verso Terzi, che copre i danni a cose e persone, sarebbe stata a carico del Comune di Trani, "possessore a pieno titolo" della pubblica illuminazione.
Auspichiamo che tali polizze siano state sottoscritte negli ultimi tre anni dal Comune di Trani, circostanza anch'essa che porremo all'attenzione dell'intera cittadinanza e alle competenti Autorità con la trasmissione della presente nota.
È opportuno precisare che se tali polizze non fossero state emesse negli ultimi tre anni, ci troveremmo dinanzi a un potenziale danno patrimoniale e danno all'immagine dell'Ente qualora si fosse verificato un incidente a seguito di manutenzione, rimozione, ecc., all'impianto di pubblica illuminazione. Ma forse questo non è l'unico o l'ultimo dei danni patrimoniali e all'immagine che il Comune di Trani ha subito e/o sta subendo (ma anche questa è un'altra storia della quale chiederemo spiegazioni a breve).
Interventi di manutenzione, riparazione, rimozione, ecc, che il Comune di Trani avrà senz'altro preventivamente comunicato alla Società AMET S.p.A., quale indiscussa proprietaria dell'impianto di pubblica illuminazione dal modico valore di €. 6.000.000,00. Auspichiamo che il Comune di Trani possa produrre prova di tutto ciò dato che l'impegno formalmente sottoscritto col menzionato verbale di consegna del marzo 2023, come già detto, non è stato prodotto o quantomeno citato per le ovvie ragioni esposte.
E ancora, tutte le centinaia di corpi illuminanti rimossi dalle strutture efficientate in quattro anni, supporti in ghisa, lampade agli ioduri metallici, ai vapori di sodio, ecc. dal valore di decine di migliaia di euro dove sono finiti? Saranno presto restituiti alla Società AMET S.p.A.? Oppure sono stati rivenduti e a breve le somme saranno reinvestite per la collettività? Oppure sono state rottamate mediante compilazione e sottoscrizione con data certa di apposito formulario? (ma anche questa è un'altra storia della quale informeremo chi di competenza).
Una cosa certa emerge. Le ingenti somme che dovevano e devono essere versate a una Società pubblica, non sono state versate nonostante gli impegni formali assunti.
Non son stati restituiti beni i beni di proprietà della Società pubblica.
Non è stato eseguito il regolare iter amministrativo nella manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione.
Si è deturpato un luogo pubblico inopinabilmente storico con il posizionamento di pali tipo stadio comunale, meglio tipo zona industriale, installati in malo modo e senza produrre la richiesta e dovuta documentazione di regolare installazione.
Si è tentato invano di giustificare la rimozione di due pali storici dalla predetta piazza rappresentando future ristrutturazioni della restante piazza Sant'Agostino che forse avverrà tra molti anni ad opera di altra amministrazione che potrebbe anche modificare il piano delle OO.PP.
Giustificazione che il Comune di Trani avrebbe fatto meglio ad omettere in quanto inverosimile se a ciò si aggiunge che gli inguardabili pali in ferro zincato sono stati definiti provvisori nella nota prot. 17506.
Tutto ciò avveniva dopo l'incontro tenutosi il 21 ottobre 2025 nel Palazzo di Città alla presenza del Sindaco della Città di Trani, avv. Amedeo Bottaro, il promotore e Presidente del Comitato Sant'Agostino, dott. Giuseppe Lorusso, il promotori Annacondia Francesco, Annacondia Carmine, Ricco Giovanni e Di Venosa Francesco, alla presenza del Segretario Generale dott. Francesco Angelo Lazzaro il Presidente del già costituito comitato di Piazza Sant'Agostino, Pietro Pasquadibisceglie e il Dirigente del Settore Urbanistica, ing. Andrea Ricchiuti.
In tale ufficiale riunione, formalmente richiesta dal Comitato per altra questione, la civica amministrazione si impegnava a prestare cura ed attenzione alla Piazza assicurando di condividere con il Comitato di Sant'Agostino qualunque cosa avesse riguardato la predetta piazza. Mentre si teneva detta riunione, il dirigente del terzo settore del Comune di Trani, si organizzava con l'adozione della determinazione dirigenziale 1511 del 06.11.2025, a perpetrare lo scempio della piazza sostituendo l'ultimo palo dal valore storico e architettonico in nome di una presunta e ipotetica ristrutturazione della restante piazza che l'amministrazione, ormai a fine mandato, non potrà mai compiere.
Un vero e proprio dileggio di un Comitato formalmente costituitosi che rappresenta migliaia di cittadini che nella piazza in questione non solo ci sono cresciuti ma la vivono giornalmente. La porta del Centro Storico della Città oggi guardata con disgusto, vista l'inguardabile installazione di due pali tipo stadio comunale, o meglio pali per zona industriale.
Pertanto, l'invito è a non dolersi di affermazioni veritiere riportate al fine di ricordare gli impegni assunti e non mantenuti che avrebbero tutelato e salvaguardato il decoro di un intero quartiere.
Questa una questione che sarà portata alla massima attenzione dei mass media e della cittadinanza quale compito precipuo di chi tale cittadinanza la rappresenta e alla quale non può sottacere tali fatti e circostanze perché verrebbe meno agli impegni assunti con i cittadini del quartiere.
Infine, è opportuno evidenziare che non si è ancora provveduto a riscontrare:
quanto richiesto in merito alla collocazione delle decine e decine (forse centinaia) di basole, dall'indubbio valore storico ed economico che le stesse rappresentano, che costituivano il marciapiede della parte di Piazza Gradenigo in fase di ristrutturazione con "prezioso cemento resinato";
il numero esatto dei pali in ghisa tipo Neri di pregio, già rimossi in Città, e il luogo dove gli stessi sono stati depositati;
copia conforme all'originale del provvedimento amministrativo dal quale si desuma inequivocabilmente che i predetti pali in ghisa sono divenuti di proprietà del Comune di Trani o ne disponga il possesso dal quale si potrà verificare se quanto comunicato dal compianto Walter Leggieri corrisponde a verità;
copia conforme all'originale con la quale dichiarata la regolare installazione o la regolare posa in opera del predetto palo zincato di nessun valore (opportunamente acclarata al protocollo generale del Comune di Trani alla data di installazione).
Si sollecita il riscontro di quanto riportato nelle note prot. 0016695 e n. 17118 che qui devono intendersi formalmente ritrascritte, e si formula inoltre ulteriore richiesta di accesso agli atti, ex L. 241/90 ed ex D. Lgs. 33/2013 chiedendo:
copie conformi all'originale delle polizze RCT sottoscritte a garanzia dei rischi di responsabilità civile verso terzi, relativamente all'impianto della pubblica illuminazione, degli anni 2023, 2024, 2025 e 2026 intestate al Comune di Trani;
chiarimenti e/o documenti attestanti i corpi illuminanti rimossi. Dove sono stati riposti, se sono stati venduti e/o se sono stati smaltiti. Ovviamente saranno ritenuti idonei documenti pubblici protocollati.
La zona in questione, con il nuovo PUG pare essere classificata A2, come parte del territorio di interesse storico o ambientale. È quindi necessario un confronto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio prima di procedere alla rimozione di palo dall'inopinabile valore storico e architettonico?
La presente è quindi inviata anche all'Organo periferico del Ministero della Cultura (MiC), Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio BAT e Foggia, al quale si richiede formalmente di esprimere parere e/o d'intervenire in merito al fine di tutelare il centro storico della Città di Trani e tutta la cittadinanza ivi residente.
Per tutto quanto premesso,
ancora una volta, si invita codesta Amministrazione comunale, in persona del Sindaco avv. Amedeo Bottaro a voler far disporre l'immediato ripristino dello stato dei luoghi a tutela della cittadinanza residente nel quartiere e a garanzia degli impegni assunti in data 21 ottobre 2025. Tanto si doveva.
Il sottoscritto, dott. Giuseppe Lorusso, in qualità di Presidente del "Comitato Sant'Agostino" e in nome e per conto di quest'ultimo, e della cittadinanza che rappresenta, a seguito della nota PEC del 01.03.2026, prot. 0016695 del 02.003.2026 e nota PEC del 02.03.2026, prot n. 17118 del 03.03.2026, di protocollo generale del Comune di Trani, prende atto della trasmissione della determinazione dirigenziale n. 1511 del 06.11.2025 e della nota prot. 17506 del 03.03.2026, entrambe a firma del dirigente Area Terza, ing. Luigi Puzziferri.
È opportuno evidenziare che il riscontro alle numerose lamentele segnalate dal Comitato cittadino, è da ritenersi insufficiente se rapportato alle corpose obiezioni sollevate. Pertanto, tale riscontro non può ritenersi idoneo a chiarire fatti e circostanze di cui il Comitato e la collettività si dolgono.
È altresì opportuno evidenziare e puntualizzare che non è stata fornita la documentazione progettuale a comprova di quanto dichiarato nella menzionata determinazione n.1511, di cui si dirà in seguito, e non è stata fornita la documentazione che dimostra: "… tutti gli impianti di pubblica illuminazione sono nel pieno possesso del Comune di Trani e che la formalizzazione del passaggio di proprietà avverrà a conclusione del procedimento di constatazione e quantificazione del valore degli impianti all'epoca del passaggio degli impianti d Amet S.p.A. alla City Green Lite S.p.A., attuale gestore".
Possiamo solo comprendere l'assoluta contraddizione e l'evidente imbarazzo del Comune di Trani, che non giustifica lo scempio perpetrato in una piazza storica, se si tiene conto che nella citata determinazione 1511 del 06.11.2025, con la quale è stato previsto l'ampliamento di pubblica illuminazione nel numero di n. 40 punti luce, è precisato quanto segue: "Integrazioni di nuovo palo…", "Integrazione di nuovo apparecchio illuminante led tipo Neri...", "Integrazione di nuovo sbraccio …" e "Integrazioni di nuovi proiettori…". Quindi l'installazione di nuovi pali, tipo Neri, ecc., giammai la rimozione da una piazza storica di pali di assoluto pregio con il pessimo posizionamento di pali da stadio comunale o meglio da ZONA INDUSTRIALE. Il tutto per la modica cifra, a spese dei cittadini tranesi, di €.21.500,71 (si suppone oltre IVA). Somma che in passato, per lavorazioni simili, non è mai stata corrisposta alla Società AMET S.p.A. (ma questa è un'altra storia che valuterà chi di competenza).
Tale assoluta contraddittorietà emerge anche da quanto dichiarato nella nota prot. 17506 che si riporta testualmente: "Tanto è stato autorizzato nell'ambito del progetto approvato con D.D. n. 1511 del 06.11.2015". Cos'altro aggiungere a cotanta discordanza!
In merito alla dichiarazione "… tutti gli impianti di pubblica illuminazione sono nel pieno possesso del Comune di Trani e che la formalizzazione del passaggio di proprietà avverrà a conclusione del procedimento di constatazione e quantificazione del valore degli impianti all'epoca del passaggio degli impianti d Amet S.p.A. alla City Green Lite S.p.A., attuale gestore", non si è ritenuto opportuno produrre alcun documento, già in possesso del Comune di Trani, probabilmente perché, come a suo tempo riferitomi dal compianto amico ing. Walter Leggieri, il Comune aveva preso un preciso e formale impegno nel marzo del 2023 con la Società AMET S.p.A. è cioè:
corrispondere a quest'ultima una somma annua di €. 300.000,00, oltre IVA, per la consegna degli impianti di pubblica illuminazione (non la proprietà) a fronte del pieno possesso degli stessi;
corrispondere €. 50.000,00 annui, oltre IVA, per le attività professionali della Società AMET S.p.A.
somme forse corrisposte a qualche altra Società?
Il tutto per un valore complessivo dell'impianto di pubblica illuminazione, periziato da persona indicata dal Comune di Trani, di €.6.000.000,00 oltre IVA.
Anche qui un'altra evidente incongruenza: "…passaggio di proprietà avverrà a conclusione del procedimento di constatazione e quantificazione del valore degli impianti all'epoca del passaggio degli impianti di Amet S.p.A. alla City Green Lite S.p.A., attuale gestore"; gestore col quale è stata sottoscritta in data 25.02.2021 la Convenzione Consip, con avvio del servizio il 01.03.2023. Cioè a distanza di circa tre anni il Comune di Trani non è riuscito o non ha trovato tempo per quantificare ciò che di fatto risulta quantificato con perizia richiesta dallo stesso Comune di Trani! Veramente da non credere!
Domanda?
Se il Comune di Trani non ha corrisposto la somma di €. 1.050.000,00 euro alla Società AMET S.p.A. per gli anni 2023, 2024 e 2025 e tra non molto anche il 2026 (quindi € 1.400.000,00), non onorando l'impegno assunto, ha titolo a possedere l'impianto di illuminazione pubblica? Lo faremo comprendere e valutare all'intera cittadinanza agli organi di stampa e alle competenti Autorità con la trasmissione della presente nota.
In ultimo, ma non ultimo, il compianto amico riferiva che la Società AMET S.p.A. dopo il passaggio della pubblica illuminazione alla gestione privata di altra Società, non avrebbe più contratto la polizza RCT.
Ciò sta a significare che la polizza di Responsabilità Civile verso Terzi, che copre i danni a cose e persone, sarebbe stata a carico del Comune di Trani, "possessore a pieno titolo" della pubblica illuminazione.
Auspichiamo che tali polizze siano state sottoscritte negli ultimi tre anni dal Comune di Trani, circostanza anch'essa che porremo all'attenzione dell'intera cittadinanza e alle competenti Autorità con la trasmissione della presente nota.
È opportuno precisare che se tali polizze non fossero state emesse negli ultimi tre anni, ci troveremmo dinanzi a un potenziale danno patrimoniale e danno all'immagine dell'Ente qualora si fosse verificato un incidente a seguito di manutenzione, rimozione, ecc., all'impianto di pubblica illuminazione. Ma forse questo non è l'unico o l'ultimo dei danni patrimoniali e all'immagine che il Comune di Trani ha subito e/o sta subendo (ma anche questa è un'altra storia della quale chiederemo spiegazioni a breve).
Interventi di manutenzione, riparazione, rimozione, ecc, che il Comune di Trani avrà senz'altro preventivamente comunicato alla Società AMET S.p.A., quale indiscussa proprietaria dell'impianto di pubblica illuminazione dal modico valore di €. 6.000.000,00. Auspichiamo che il Comune di Trani possa produrre prova di tutto ciò dato che l'impegno formalmente sottoscritto col menzionato verbale di consegna del marzo 2023, come già detto, non è stato prodotto o quantomeno citato per le ovvie ragioni esposte.
E ancora, tutte le centinaia di corpi illuminanti rimossi dalle strutture efficientate in quattro anni, supporti in ghisa, lampade agli ioduri metallici, ai vapori di sodio, ecc. dal valore di decine di migliaia di euro dove sono finiti? Saranno presto restituiti alla Società AMET S.p.A.? Oppure sono stati rivenduti e a breve le somme saranno reinvestite per la collettività? Oppure sono state rottamate mediante compilazione e sottoscrizione con data certa di apposito formulario? (ma anche questa è un'altra storia della quale informeremo chi di competenza).
Una cosa certa emerge. Le ingenti somme che dovevano e devono essere versate a una Società pubblica, non sono state versate nonostante gli impegni formali assunti.
Non son stati restituiti beni i beni di proprietà della Società pubblica.
Non è stato eseguito il regolare iter amministrativo nella manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione.
Si è deturpato un luogo pubblico inopinabilmente storico con il posizionamento di pali tipo stadio comunale, meglio tipo zona industriale, installati in malo modo e senza produrre la richiesta e dovuta documentazione di regolare installazione.
Si è tentato invano di giustificare la rimozione di due pali storici dalla predetta piazza rappresentando future ristrutturazioni della restante piazza Sant'Agostino che forse avverrà tra molti anni ad opera di altra amministrazione che potrebbe anche modificare il piano delle OO.PP.
Giustificazione che il Comune di Trani avrebbe fatto meglio ad omettere in quanto inverosimile se a ciò si aggiunge che gli inguardabili pali in ferro zincato sono stati definiti provvisori nella nota prot. 17506.
Tutto ciò avveniva dopo l'incontro tenutosi il 21 ottobre 2025 nel Palazzo di Città alla presenza del Sindaco della Città di Trani, avv. Amedeo Bottaro, il promotore e Presidente del Comitato Sant'Agostino, dott. Giuseppe Lorusso, il promotori Annacondia Francesco, Annacondia Carmine, Ricco Giovanni e Di Venosa Francesco, alla presenza del Segretario Generale dott. Francesco Angelo Lazzaro il Presidente del già costituito comitato di Piazza Sant'Agostino, Pietro Pasquadibisceglie e il Dirigente del Settore Urbanistica, ing. Andrea Ricchiuti.
In tale ufficiale riunione, formalmente richiesta dal Comitato per altra questione, la civica amministrazione si impegnava a prestare cura ed attenzione alla Piazza assicurando di condividere con il Comitato di Sant'Agostino qualunque cosa avesse riguardato la predetta piazza. Mentre si teneva detta riunione, il dirigente del terzo settore del Comune di Trani, si organizzava con l'adozione della determinazione dirigenziale 1511 del 06.11.2025, a perpetrare lo scempio della piazza sostituendo l'ultimo palo dal valore storico e architettonico in nome di una presunta e ipotetica ristrutturazione della restante piazza che l'amministrazione, ormai a fine mandato, non potrà mai compiere.
Un vero e proprio dileggio di un Comitato formalmente costituitosi che rappresenta migliaia di cittadini che nella piazza in questione non solo ci sono cresciuti ma la vivono giornalmente. La porta del Centro Storico della Città oggi guardata con disgusto, vista l'inguardabile installazione di due pali tipo stadio comunale, o meglio pali per zona industriale.
Pertanto, l'invito è a non dolersi di affermazioni veritiere riportate al fine di ricordare gli impegni assunti e non mantenuti che avrebbero tutelato e salvaguardato il decoro di un intero quartiere.
Questa una questione che sarà portata alla massima attenzione dei mass media e della cittadinanza quale compito precipuo di chi tale cittadinanza la rappresenta e alla quale non può sottacere tali fatti e circostanze perché verrebbe meno agli impegni assunti con i cittadini del quartiere.
Infine, è opportuno evidenziare che non si è ancora provveduto a riscontrare:
quanto richiesto in merito alla collocazione delle decine e decine (forse centinaia) di basole, dall'indubbio valore storico ed economico che le stesse rappresentano, che costituivano il marciapiede della parte di Piazza Gradenigo in fase di ristrutturazione con "prezioso cemento resinato";
il numero esatto dei pali in ghisa tipo Neri di pregio, già rimossi in Città, e il luogo dove gli stessi sono stati depositati;
copia conforme all'originale del provvedimento amministrativo dal quale si desuma inequivocabilmente che i predetti pali in ghisa sono divenuti di proprietà del Comune di Trani o ne disponga il possesso dal quale si potrà verificare se quanto comunicato dal compianto Walter Leggieri corrisponde a verità;
copia conforme all'originale con la quale dichiarata la regolare installazione o la regolare posa in opera del predetto palo zincato di nessun valore (opportunamente acclarata al protocollo generale del Comune di Trani alla data di installazione).
Si sollecita il riscontro di quanto riportato nelle note prot. 0016695 e n. 17118 che qui devono intendersi formalmente ritrascritte, e si formula inoltre ulteriore richiesta di accesso agli atti, ex L. 241/90 ed ex D. Lgs. 33/2013 chiedendo:
copie conformi all'originale delle polizze RCT sottoscritte a garanzia dei rischi di responsabilità civile verso terzi, relativamente all'impianto della pubblica illuminazione, degli anni 2023, 2024, 2025 e 2026 intestate al Comune di Trani;
chiarimenti e/o documenti attestanti i corpi illuminanti rimossi. Dove sono stati riposti, se sono stati venduti e/o se sono stati smaltiti. Ovviamente saranno ritenuti idonei documenti pubblici protocollati.
La zona in questione, con il nuovo PUG pare essere classificata A2, come parte del territorio di interesse storico o ambientale. È quindi necessario un confronto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio prima di procedere alla rimozione di palo dall'inopinabile valore storico e architettonico?
La presente è quindi inviata anche all'Organo periferico del Ministero della Cultura (MiC), Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio BAT e Foggia, al quale si richiede formalmente di esprimere parere e/o d'intervenire in merito al fine di tutelare il centro storico della Città di Trani e tutta la cittadinanza ivi residente.
Per tutto quanto premesso,
ancora una volta, si invita codesta Amministrazione comunale, in persona del Sindaco avv. Amedeo Bottaro a voler far disporre l'immediato ripristino dello stato dei luoghi a tutela della cittadinanza residente nel quartiere e a garanzia degli impegni assunti in data 21 ottobre 2025. Tanto si doveva.
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