Bernardo Lodispoto Copyright Mario Sculco
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Presidio "Libera" di Trani su inchiesta BAT: «Tolleranza zero»

Sulla vicenda Lodispoto: «La corruzione toglie sicurezza e diritti. Chi amministra sia al di sopra di ogni sospetto»

Il terremoto giudiziario che ha investito i vertici della Provincia BAT e alcuni amministratori locali – con l'iscrizione nel registro degli indagati, tra gli altri, del Presidente Bernardo Lodispoto, dell'ex vicepresidente Lorenzo Marchio Rossi e del consigliere andriese Emanuele Sgarra – scuote profondamente l'opinione pubblica. Sulla vicenda interviene con durezza il Presidio Libera di Trani. L'associazione contro le mafie, pur ribadendo il rispetto per il lavoro della magistratura e la presunzione di innocenza, pone l'accento sul "costo sociale" della corruzione: un fenomeno che non ruba solo denaro, ma sicurezza, diritti e futuro alla collettività. Di seguito la nota completa:

Il presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Bernardo Lodispoto, sindaco del Comune di Margherita di Savoia, è indagato per concorso in corruzione insieme al suo ex-vicepresidente Lorenzo Marchio Rossi, ex segretario provinciale del PD e al consigliere comunale di Andria Emanuele Sgarra, anche lui ex esponente PD, avendo dovuto rimettere, entrambi, le deleghe al partito su richiesta del commissario e senatore PD, Diego Parrini. Il presunto corruttore è un imprenditore della zona. Le notizie che riguardano presunti episodi corruttivi legati ad appalti e amministratori locali sono gravissime e impongono una riflessione seria e ferma. La corruzione, quando tocca le Istituzioni, provoca gravi danni diretti ai cittadini, al Territorio, alla fiducia pubblica e alla democrazia; è una piaga sociale e le sue ricadute sono concrete ed evidenti a tutti: strade dissestate costruite con materiali scadenti, infrastrutture poco sicure e diritti messi in pericolo dalla privazione di una concorrenza libera e meritocratica. Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e della presunzione di innocenza, è doveroso ribadire il principio che chi amministra risorse pubbliche deve essere al di sopra di ogni sospetto e deve lavorare per il bene comune e non per l'interesse privato. Le strade, i servizi, il denaro pubblico appartengono alla collettività, non possono diventare terreno di lucro, scambio e favori. Serve tolleranza zero verso la corruzione e un cambio di passo della politica in quanto è noto che un tessuto sociale macchiato dalla corruzione apre la via ad altri gravi sistemi illegali. Trasparenza, legalità e un cambio di cultura devono far sì che ci sia una responsabilità morale, prima ancora che penale. Le azioni di contrasto alla corruzione e alla mafia è necessario che partano anche dal basso, facendo rete, puntando sul "noi" e sensibilizzando la comunità della nostra provincia alla legalità e alla giustizia sociale. Solo così si può ripristinare la fiducia dei cittadini verso le Istituzioni. Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie Presidio di Barletta – Presidio di Trani
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