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Vita di città

Prodotti pirotecnici, un'ordinanza comunale ne vieta l'utilizzo

La trasgressione prevederà multe salate dai 25 ai 500 euro

Arriva il Natale con l'immancabile consuetudine del lancio di petardi e botti di vario genere. Puntualmente la cronaca nazionale riferisce sia di sequestri, da parte degli organi preposti di ingenti quantitativi di artifici illeciti, messi abusivamente in commercio per l'occasione, sia purtroppo, di infortuni anche di grave entità, derivanti dall'imprudenza nell'utilizzo di simili prodotti.

Benché sia ammessa la vendita al pubblico sono pur sempre materiale esplodente che, in quanto tale, è in grado di provocare danni fisici anche di rilevante entità sia a chi li maneggia sia a chi ne venisse fortuitamente colpito. Serie conseguenze si possono verificare anche a carico degli animali domestici nonché alla fauna selvatica, in quanto il fragore dei botti, oltre ad ingenerare in loro un evidente reazione di spavento, li porta frequentemente a perdere l'orientamento, esponendoli anche a rischio di smarrimento e/o investimento, oppure ancora causandone il ferimento, o lesioni agli organi di senso o la morte per ustioni o bruciature.

Per tali motivi il Comune ha comunicato attraverso un'ordinanza «il divieto di vendita, in forma ambulante e non, a partire dal giorno 23 dicembre 2014 e fino alle ore 7.00 del 1 gennaio 2015 di ogni tipo di fuochi d'artificio […] dei cosiddetti "fuochi di libera vendita" o "declassificati" che abbiano effetto, semplice o in combinazione con altri di scoppio». Si specifica oltretutto il divieto di utilizzo «di ogni fuoco d'artificio, benché di libera vendita, in luogo pubblico e anche in luogo privato, ove in taluno ultimo caso, possano verificarsi ricadute degli effetti pirotecnici su luoghi pubblici o su luoghi privati appartenenti a terzi non consenzienti». Non dimentichiamoci anche degli esercenti che hanno l'assoluto divieto di vendere fuochi d'artifici ascrivibile alla categoria 1 e superiori ai minori di 14 anni (pratica purtroppo ancora fortemente diffusa). La trasgressione di tali norme prevederà l'applicazioni di sanzioni amministrative che andranno 25 ai 500,000 euro fatta salva la denuncia all'Autorità Giudiziaria qualora il fatto assuma rilievo penale.
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